Attività Culturali:

FRANCESCO SELMI - Profilo ed Eredità di un Intellettuale e Patriota nell’Italia Pre e Post Unitaria   07 aprile 2017 ore 9,30

DIRITTO DEL LAVORO E REFERENDUM   05 aprile 2017 ore 17,00

Presentazione del Ciclo di incontri I MERCOLEDÌ DEL DIRITTO e prima conferenza

SEZIONE DI SCIENZE MORALI, GIURIDICHE E SOCIALI
 
Sala dei Presidenti
 
Saluti e presentazione
Prof. Salvatore Puliatti
Presidente Sez. di Scienze Morali, Giuridiche e Sociali dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena
 
Avv. Daniela Dondi
Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Modena
 



DIRITTO DEL LAVORO
E REFERENDUM

 
Presiede
Prof. Enrico Gragnoli
Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università di Parma
 
Relazioni
Prof. Antonio Vallebona
Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università di Roma Tor Vergata
 
Prof. Antonio Di Stasi                                                    
Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università Politecnica delle Marche

 
Prof. Alberto Tampieri
Ordinario di Diritto del Lavoro dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Salvatore Puliatti
 
Evento accreditato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena

ATMOSFERE D'IRLANDA   01 aprile 2017 ore 16,30

Conferenze-Concerto, Appuntamenti con la musica all’Accademia di Scienze, Lettere e Arti, IX edizione

Sezione di Storia, Lettere e Arti


Concerto di musica irlandese:
Traditional Irish songs and ballads


Valentina Medici, soprano
Simona Boni, chitarra

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Sabato 8 aprile 2017
ore 16.30


Ottocento romantico e virtuoso

Emilio Galante, flauto
Walter Zanetti, chitarra
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof.ssa Licia Beggi Miani

SINDONE 2017   31 marzo 2017 ore 17,00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
                                 
Pierluigi BAIMA BOLLONE
Professore emerito di Medicina Legale dell’Università di Torino
Presidente Onorario del «Centro Internazionale di Sindonologia» di Torino

 
Uno dei massimi esperti mondiali della Sindone, che ha studiato fin dagli anni Settanta, applicando i metodi scientifici propri dell’indagine medico-legale, potendone dimostrare così l’autenticità. Nello stesso tempo, in base alle rilevazioni, anche di carattere medico-legale, ha ricostruito molte fasi della Passione di Cristo, che confermano il racconto dei Vangeli. Nella conferenza  riporterà anche notizie inedite sulla devozione alla Sindone nei paesi dell’Europa dell’Est.

 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Il fascino delle immagini: iconoclastie e iconodulie   28 marzo 2017 ore 16,00

Corso sui BENI CULTURALI “LA BELLEZZA: TRA TARDOANTICO E MEDIOEVO”

In Collabiorazione con
Associazione CULTURA E VITA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA


Direttore Prof. Roberta Budriesi, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

Il Corso sui Beni Culturali “La bellezza: tra tardoantico e medioevo” rientra nelle attività culturali dell’Associazione “Cultura e Vita”, dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena e dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Le lezioni e le attività seminariali si svolgeranno presso la predetta Accademia e verteranno su nuove acquisizioni in àmbito nazionale e internazionale e su più aspetti del sapere per un’approfondita comprensione dell’età che va dal tardoantico al medioevo. Il Corso, tenuto e coordinato dalla Prof. Roberta Budriesi, secondo la natura fortemente innovativa instaurata negli ultimi anni accademici, si avvarrà anche della partecipazione di illustri competenze specialistiche. La Prof. Roberta Budriesi affiancherà costantemente i singoli relatori per garantire l’omogeneità del quadro fornito e sviluppare, attraverso il dibattito, approfondimenti specifici.

Martedì 28 marzo 2017, ore 16,00
“Il fascino delle immagini: iconoclastie e iconodulie”

Dott. Massimo Fava
Dottore di ricerca

Martedì 11 aprile 2017, ore 16,00
“Canto gregoriano e politica imperiale carolingia (parte prima)”
Prof. Cesarino Ruini
Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

Martedì 2 maggio 2017, ore 16,00
“Canto gregoriano e politica imperiale carolingia (parte seconda)”
Prof. Cesarino Ruini
Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

Martedì 9 maggio 2017, ore 16,00 
Colore e tecnica
Prof. Maria Cristina Pelà
Alma Mater Studiorum Università di Bologna

Martedì 16 maggio 2017, ore 16,00
“La bellezza dei monumenti di un territorio: la Liguria tra tardoantico e medioevo”
Prof. Alessandra Frondoni
Università degli Studi di Genova

Martedì 23 maggio 2017, ore 16,00
“Antichi marmi, antichi autori: la croce di via Galliera”
Prof. Roberta Budriesi
Pontificia Accademia Romana di Archeologia, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

Martedì 30 maggio 2017, ore 16,00
“La bellezza e il velo nella storia dell’Occidente”
Prof. Maria Giuseppina Muzzarelli
Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

Il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia riconosce 3 CFU agli studenti iscritti al Corso di Laurea in Lingue e Culture Europee, Corso di Laurea Magistrale in Lingue, Culture, Comunicazione, Corso di Laurea Magistrale in Lingue per la Comunicazione nell'Impresa e nelle Organizzazioni Internazionali, 2 CFU agli studenti iscritti al Corso di Laurea Magistrale in Antropologia e Storia del Mondo Contemporaneo e 2 CFU agli studenti iscritti al Corso di Laurea in Scienze della Cultura. I crediti saranno acquisiti come “crediti a scelta” o come “altre attività” nella forma di “attività strutturata”. Per ottenere i CFU, gli studenti dovranno frequentare almeno l’80% delle lezioni proposte e superare la verifica finale. La partecipazione al corso sarà certificata mediante firma di frequenza. Il Corso è gratuito e aperto a tutti.

SCARICA LA SCHEDA DI ISCRIZIONE 

Associazione Cultura e Vita,
viale Buon Pastore 126 41124 Modena
tel. 059 390249
fax 059 8672137
culturaevita@unimore.it
www.culturaevita.unimore.it

Muografia: una nuova possibilità per "guardare attraverso"   23 marzo 2017 ore 17,00

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI
 
Fabio AMBROSINO
Professore di Fisica Sperimentale, Università degli Studi di Napoli Federico II
 
La radiografia muonica ("muografia") è una innovativa tecnica di  imaging basata sulla misura dell'assorbimento di muoni, particelle prodotte nell'interazione dei raggi cosmici con l'atmosfera. Concettualmente simile alla radiografia a raggi X, essa è però capace di "guardare" attraverso spessori di materia molto maggiori grazie al potere penetrante dei muoni di alta energia. La muografia è quindi applicabile a molti settori: vulcanologia, ingegneria civile, archeologia. Il seminario illustrerà le idee fondanti, alcuni risultati "storici" e alcuni degli sviluppi recenti, dalle galleria sotterranee di Monte Echia al rivelatore per muografia più grande al mondo destinato a osservare il Vesuvio.
 
La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

Nel borron de' triboli: il male negli Inni sacri e nell'Adelchi   20 marzo 2017 ore 16,30

per il Ciclo di Conferenze PERCORSI MANZONIANI

Sezione di Storia, Lettere e Arti

in collaborazione con
Società Dante Alighieri - Sezione di Modena

dott. Giulio Borgatti
Società Dante Alighieri

La conferenza si presenta come la continuazione di quella dell'anno scorso, in cui si è parlato del tema del male ne I Promessi Sposi. Procedendo a ritroso, dopo aver cercato nel Manzoni poeta, con particolare ma non esclusiva attenzione agli Inni Sacri e all'Adelchi, il tema del male, si individueranno costanti e variazioni rispetto al romanzo. Anche quest'anno, come quelli precedenti, non mancheranno incursioni in altri autori del passato e della contemporaneità, sempre nello spirito di un invito alla lettura diretta dei testi ed al servizio della loro comprensione.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof.ssa Licia Beggi Miani

 

Lo studio dei minerali: un lungo viaggio fra stupore, tecnologia e scienza   16 marzo 2017 ore 17,00

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti 
 

Maria Franca BRIGATTI
Professore ordinario di Mineralogia - Università di Modena e Reggio Emilia
 
Fin dall’antichità è possibile riscontrare tre elementi fondamentali che caratterizzano il rapporto uomo-minerale: fascino, applicazioni tecnologiche e lo studio per comprendere la natura dei minerali. Quest’ultimo aspetto parte probabilmente da un interesse anche di natura tecnologica ed economica, come evidenziato, ad esempio, dagli studi di Aristotele e Teofrasto che riecheggiano spunti derivanti dalla tecnologia mineraria conosciuta ai tempi o dalla volontà di curare malattie, pratica documentata anche in antichi trattati farmacologici, comuni a tutti i popoli antichi, anche della Cina e di Babilonia. Lo studio dei minerali trascende, tuttavia, le pur numerose applicazioni tecnologiche e testimonia la volontà dello scienziato nel comprendere meglio la realtà che lo circonda. Questa conferenza descriverà quindi il contributo alla scienza dei minerali apportato da alcuni studiosi che a partire dall’antica Grecia hanno prodotto risultati di interesse anche ai giorni nostri. Gli studiosi di cui parlerò sono tra gli altri Teofrasto da Ereso, Discoride, Mchele Psello e Galileo Galilei, basandomi sui testi e le indagini  di storia della Mineralogia più recenti che li riguardano. Tratterò inoltre di René Just Haüy che è considerato assieme a Nicolò Stenone il padre della Mineralogia moderna di cui ricorre il bicentenario della pubblicazione della sua opera più famosa (Traité des pierres précieuses  del 1817). Concluderò la presentazione con una breve carrellata sulle applicazioni più innovative dei minerali ai giorni nostri.
 
La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

La multimorbidità cronica: l’epidemia del terzo millennio   27 febbraio 2017 ore 17,00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
 
Leonardo M. FABBRI
MD, FERS - già Professore di Medicina Interna e Medicina Respiratoria - Università di Modena e Reggio Emilia
 
L’incremento esponenziale di pazienti anziani fragili affetti da > 2 malattie croniche concomitanti ha portato all’attenzione delle autorità politiche e sanitarie il problema della cronicità, letteralmente tradotto dall’inglese con il termine multimorbidità cronica. La presenza di più malattie croniche nello stesso individuo, in particolare se anziano e fragile, comporta un complesso approccio sanitario al quale né il personale né il sistema sanitario sono preparati, e costi socio-economici che stanno mettendo a dura prova l’economia mondiale. La multimorbidità cronica richiede una profonda revisione della ricerca clinica e di base, della formazione del personale socio-sanitario, e della stessa organizzazione sanitaria.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Inaugurazione dell’Anno Accademico 2017, 334° dalla fondazione   24 febbraio 2017 ore 15,30

Sala dei Presidenti
 
PROGRAMMA
 
Introduzione del Presidente e relazione del Segretario Generale
Apertura dell’Anno Accademico
Attribuzione delle insegne accademiche ai nuovi soci
 
Prolusione del Prof. Salvatore Settis
 
sul tema
 
Il diritto alla cultura
nella Costituzione italiana

la S.V. è invitata


il Presidente dell'Accademia
dott.ssa Paola Di Pietro

Gli argenti carmelitani di Marcantonio e Giovan Battista Merlini   07 febbraio 2017 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Sala dei Presidenti

Simone Sirocchi
Università di Bologna

Argomento della conferenza è il monumentale gruppo di argenti eseguito nella prima metà del Seicento dagli orefici granducali Marcantonio e Giovan Battista Merlini per padre Angelo Monesi, priore del Carmine di Modena (odierna San Biagio). Questo prezioso arredo liturgico, composto da sei candelieri e una croce d'altare, è stato finora ignorato dagli studi. Un'attenta analisi iconografica ne permette una sua contestualizzazione tanto nel milieu dell’oreficeria fiorentina dell’epoca, quanto nel più ampio quadro della committenza di padre Monesi per il complesso carmelitano. Inoltre, grazie inediti documenti d’archivio, lo studio ne ricostruisce le travagliate vicende collezionistiche, aggiungendo così un tassello al catalogo dei fratelli Merlini.
 
Simone Sirocchi - Dottore di ricerca in Storia dell’arte presso l’Università di Bologna, in cotutela con l’École Pratique des Hautes Études di Parigi, si è diplomato presso la Scuola Archivistica Vaticana dopo uno stage presso il Département des Arts Graphiques del Louvre. Tra i suoi temi di ricerca rientrano le relazioni artistiche, diplomatiche e culturali tra Parigi e Modena nel Seicento.


La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof.ssa Licia Beggi Miani

Insegnare al silicio nuovi trucchi   06 febbraio 2017 ore 17,00

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti  


Stefano OSSICINI 
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
 
Il silicio è il materiale più utilizzato per la fabbricazione di dispositivi microelettronici, circuiti integrati, in fotonica e fotovoltaico. Tuttavia la rapida evoluzione di questi settori assieme alla domanda di dispositivi nuovi, più sofisticati ed efficienti incontra difficoltà legate ai limiti fisici attuali delle tecnologie al Si.  I problemi sono drammatici nel caso delle interconnessioni, per le limitazioni dovute alla mancanza di effetti ottici non lineari al secondo ordine per il Si di volume e per il fatto che il Si non è un buon emettitore di luce, in fotovoltaico per l’impossibilità di sfruttare pienamente lo spettro solare. Sistemi basati sul Si con nuove funzionalità abili a risolvere tali problemi sono molto desiderabili. In questo seminario parleremo di quali trucchi possono essere adottati per rendere il Si capace di fare quel che normalmente non sa fare.
 
Referenze: Nature Photonics  6, 672 (2012),  Nature Materials 11, 148  (2012),  Nano Letters,  12, 2717 (2012), Journal of American Chemical Society 136, 4404 (2014), Chemical Reviews 114, 1371 /(2014), Journal of American Chemical Society  136, 13257 (2014), Journal of Chemical Physics 140, 214705 (2014), Physical Chemistry Chemical Physics 17,  29085 (2015), Nanoscale 7, 12564-12571 (2015) Solar Energy Materials & Solar Cells 145, 162 (2016).
 
La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

ONOMASTICA MANZONIANA   03 febbraio 2017 ore 16,00

Sezione di Storia, Lettere e Arti

in collaborazione con 
Società Dante Alighieri - Sezione di Modena
 
Sala dei Presidenti
 
Prof.ssa Patrizia Paradisi
Liceo Classico Linguistico "Muratori- San Carlo"
Associazione "Onomastica e Letteratura" - Università di Pisa
 
La scelta e l'uso dei nomi propri dei personaggi letterari non è mai un fatto casuale nell'ambito letterario ed artistico in genere, da Omero alla fiction televisiva di oggi.
Ogni scrittore, ogni poeta sceglie i nomi dei propri personaggi in maniera iper-semantica per concentrare nel nome valori, indizi, connotazioni tesi ad integrarne ed arricchirne la fisionomia, il carattere ed il contesto.
Ogni personaggio letterario ha un nome, ma perché si chiama così?
E come nascono i nomi dei personaggi letterari?
Quale è il loro significato implicito ed esplicito?
Come vengono utilizzati dall'autore nel corso dell'opera?
Il processo è noto e studiato da tempo, ma non è ancora diffuso nella consuetudine della critica letteraria italiana e ancora meno è noto al grande pubblico, anche se presenta motivi di curiosità e di interesse di immediata valenza.
Dal 1994 presso l'Università di Pisa, è attiva l'associazione "ONOMASTICA E LETTERATURA" con l'obiettivo di promuovere ricerche attraverso convegni; dal 1999 l'associazione pubblica "Il nome nel testo" la rivista specializzata con vari contributi degli studiosi.
In questa occasione, dedicata ai "Promessi Sposi", ad una mappatura complessiva dei nomi dei personaggi, si affianca una indagine sulla possibile provenienza dei nomi di Lucia e Don Rodrigo con riferimento alla narrativa di Walter Scott.
 
La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione
Prof.ssa Licia Beggi Miani

Un fantasma nella materia: l'inafferrabile elettrone   02 febbraio 2017 ore 16,00

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti  
 
prof. Cesare OLIVA 
Università degli Studi di Milano
 
Alcuni  fenomeni elettrici sono noti fin dall’antichità e il loro studio viene ripreso a partire dal ‘500, senza però ipotizzare alcuna particella portatrice di carica. L’esistenza di quest’ultima viene introdotta solo a metà del ‘700 e il nome elettrone è proposto nell’800. Ma questa particella  assume il suo ruolo di importante protagonista solo nel ‘900, con il grande progresso della Chimica e con la nascita della Fisica Quantistica, ancora oggi in evoluzione e sottoposta a verifiche e critiche. E’ interessante quindi cercare di riassumere alcune idee sull’elettrone suggerite da quest’ultimo ramo della scienza. Ne risulta un quadro a dir poco evanescente, nel quale il nostro ordinario concetto di conoscenza della natura di un oggetto appare inadeguato e si confonde con quello, forse più appropriato, di acquisizione di uno strumento concettuale adeguato a descrivere dei fenomeni.
 
La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

LA GRAVITA’ E I SUOI RICCIOLI   26 gennaio 2017 ore 17,00

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti 

Rodolfo CECCHI 

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Quella gravitazionale è, tra le interazioni fisiche, la più comune e sperimentata (dal momento che tutti fin dalla nascita la percepiscono e devono imparare a conviverci), ma è anche, per certi versi, quella più singolare. Rispetto alle altre di diversa origine (Elettromagnetica, Nucleare Forte e Debole) è, infatti, quella che per prima si è manifestata all’atto della nascita del nostro Universo, contribuendo quindi in modo determinante alla sua evoluzione. E’ peraltro di gran lunga la più debole, ma anche quella che più ha creato difficoltà e stimolato la creatività degli scienziati per riuscire a fornirne una interpretazione via via più esauriente e raffinata. E’, infine, quella che ancora resiste ad un inquadramento unitario nell’ambito della teoria quantistica delle diverse interazioni fisiche. Ha dunque in sé qualcosa di unico e di essenziale, ma anche un lieve senso di incompiuto. Questo incontro si propone perciò di ripercorrere la storia del pensiero umano al riguardo, attraverso le idee dei Grandi che fin dall’antichità si sono occupati di Gravitazione (Aristotele, Aristarco, Ipparco, Tolomeo), per poi commentare una prima Rivoluzione scientifica dovuta a Copernico, Galileo e Newton e passare infine alla successiva (e per ora ultima) operata da Einstein con la sua Relatività Generale. I “Riccioli” poi (scherzoso sinonimo delle Onde di Gravitazione), oltre a farci ricordare alcuni violenti avvenimenti astronomici (Supernovae, coalescenze di Buchi neri), sono in ultimo presentati sia come un potente strumento euristico in sé, ma anche come un sensore in grado di estendere le nostre conoscenze verso gli istanti iniziali dell’Universo.
 
La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

CONTRORIFORMA E FASTI DEL SEICENTO ESTENSE: IL TABERNACOLO DI SAN BARTOLOMEO DEI GESUITI A MODENA   25 gennaio 2017 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Graziella Martinelli Braglia
 
Il tabernacolo di San Bartolomeo, la chiesa modenese della Compagnia di Gesù, è opera tralasciata dagli studi benché esemplare dell'arte della Controriforma e fra le più fastose del Seicento estense. In pregevoli marmi, presenta una tipologia "a tempietto" dall'impianto ottagonale, a tre ordini e copertura a cupola. Sia l'architettura che l'iconografia, con la rappresentazione delle gerarchie angeliche e degli Evangelisti, seguono i precetti del cardinale Carlo Borromeo in materia di arredo liturgico, nello spirito post tridentino, oltre che i principi del fondatore della Compagnia, Ignazio di Loyola. Dalla Cronaca di Giovan Battista Spaccini risulta che, sul finire del 1620, i gesuiti si rivolgessero per la sua realizzazione al fonditore Giovan Battista Censori, all'orefice Cecilio Bezzi e al "maestro di legname" Giovan Battista Bassoli che ne avrebbe prodotto "i modelli", quest'ultimo privo, però, di una professionalità tale da farlo ritenere l'autore dell'opera. Diretto committente fu p. Girolamo Bondinari, confessore e consigliere dei duchi d'Este, che poco prima aveva ordinato al Pomarancio la Crocifissione con i santi Ignazio e Francesco Saverio da porre nell'abside, come dal contratto ora rinvenuto. Le fonti archivistiche, in parte perdute, tacciono sul progettista e sull'esecutore del tabernacolo: su basi storiche e stilistiche, si ipotizza che spetti agli architetti e lapicidi reggiani Francesco e Prospero Pacchioni, artefici di vari altari in San Bartolomeo nei modi della tarda Maniera. Il monumentale ciborio marmoreo, con colonne tortili e apparato statuario di Allegorie, rimarca la centralità prospettica e liturgica del tabernacolo e compone, con i portali del coro, una scenografica "macchina" che appartiene al barocco di pieno Seicento. La qualificazione estetica del presbiterio coinvolgerà lo stesso Francesco I d'Este per varie commissioni, quella della balaustrata, ad esempio, eseguita nel 1632 reimpiegando marmi prelevati dalla Cappella del cortile nel Castello di Ferrara. 

La S.V. è invitata

il presidente di Sezione
prof.ssa Licia Beggi Miani
 

Visita al PLANETARIO - Al "Teatro degli astri". Stelle e pianeti visibili nella serata: variazioni spaziali e temporali sul tema.   20 gennaio 2017 ore 16,00

4° e ultimo incontro del Ciclo: NEL COSMO ALLA RICERCA DI NUOVI MONDI

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI
 
Presso il Civico Planetario “F. Martino“ di Modena 
Viale Jacopo Barozzi, 31

Umberto LUGLI

Visita al Planetario - Al "Teatro degli astri". Stelle e pianeti visibili nella serata: variazioni spaziali e temporali sul tema. 

(si raccomanda la prenotazione presso la segreteria dell’Accademia)
059 225566
info@accademiasla-mo.it

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola


 

Dramma e canto, melodramma e belcanto   19 gennaio 2017 ore 16,00

Ciclo di conferenze "Per una storia del melodramma nella cultura d'Occidente"

SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI

Sala dei Presidenti
 
A cura del prof. Piero Mioli, docente di Storia della musica nei Conservatori di Verona, Parma, Bologna; consulente musicale, accademico filarmonico, presidente della Cappella musicale arcivescovile della Basilica dei Servi di Bologna, autore di numerosi volumi, saggista, conferenziere e recensore.
 
Il breve ciclo di conferenze svolto nel corso del 2016 per concludersi il 19 gennaio 2017 riguarda la storia di un genere di poesia, musica e spettacolo che, nella sua grande popolarità, ha spesso rischiato di essere frainteso e addirittura mortificato. Invece è stato parte integrante della nostra civiltà e cultura; dall'Italia dell'ultimo Cinquecento in poi il teatro d'opera ha conquistato prima tutta l'Europa e poi tutto il mondo, diffondendosi dall'Asia all'America. Nel tempo ha assunto stili stranieri, tedeschi e francesi specialmente, ma la matrice resta assolutamente italiana: autori come Monteverdi, Rossini, Verdi e Puccini sono considerati i capisaldi del genere (con l'aggiunta, certo, di Wagner); e stranieri come Gluck e Mozart hanno contribuito all'opera italiana, di lingua e di stile.
 
La conferenza conclusiva del Ciclo, già prevista per il 25 novembre 2016, sospesa a causa di uno sciopero dei trasporti, è rinviata a
 
 
Giovedì 19 gennaio 2017
alle ore 16,00

 
Dramma e canto, melodramma e belcanto
 
La seduta di studio conclusiva del ciclo, si concentra sull'aspetto prioritario del genere: la melodia, la voce, il canto (sempre con accompagnamento strumentale), il cosiddetto belcanto, con gli autori e i cantanti storicamente determinanti come il Farinelli o la Callas. Anche in questa maniera si potrà dimostrare che la musica è un'arte concreta, da praticare facendola o ascoltandola, ma deve essere anche oggetto di riflessione, di studio, di scrittura: a fianco della musica esiste anche la musicologia.
 

La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Concerto di Natale   16 dicembre 2016 ore 17,00

Incontro di stili

Sala dei Presidenti
 
QUARTETTO D’ARCHI
ART ENSEMBLE

 
Un insieme strumentale con un repertorio cameristico che spazia dal periodo “classico” a quello del ‘900.
 
Paolo Fantino - violino
Elena Fratti - violino
Erica Alberti - viola
Antonio Braidi - violoncello
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente dell’Accademia
Dott. Ernesto Milano

BOLOGNA   12 dicembre 2016 ore 17,00

Presentazione del volume di Gianfranco Levoni

Sezione di Storia Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
Saluti
Emilio MontessoriPresidente della Sezione
 
Introduce
Paola Di Pietro - Segretario Generale
 
Intervengono
Eugenio Tangerini - Giornalista
Gianfranco Levoni - Autore
 
«Citando Henri Cartier-Bresson, “a volte c’è un’unica immagine la cui struttura compositiva ha un tale vigore e una tale ricchezza e il cui contenuto irradia a tal punto al di fuori di essa, che questa singola immagine è in sé una intera narrazione”: mi riferisco in particolare alle foto dei palazzi medievali o dei portici che, in virtù della loro potenza espressiva, consentono di figurarsi tutta la vita che ruotava attorno a loro, facendo un cammino a ritroso nel tempo. Il percorso fotografico di Levoni in Emilia ha anche e soprattutto un valore intimo ed esistenziale; analogamente a quanto succedeva con i Grand Tour settecenteschi, nei quali Bologna era tappa privilegiata, non è solo un viaggio per vedere opere d’arte e monumenti, ma un viaggio di formazione per approfondire le proprie conoscenze e per affinare i gusti.»
 
Angelo O. Andrisano
Rettore Università di Modena e Reggio Emilia

 
Della mia collana di libri fotografici, questo è il secondo dedicato a Bologna. E’ il fascino contagioso che questa città evoca e che, dopo dieci anni dalla precedente edizione, mi ha richiamato a percorrere, con la macchina fotografica, luoghi una volta familiari dove ho trascorso un tempo della mia giovinezza. Bologna vanta antiche origini. Nel corso dei secoli è stata culla preziosa di santi, artisti, scrittori, scienziati, inventori che hanno lasciato in eredità tracce eccelse della loro presenza. Prima nell’insegnamento del diritto, della medicina, nel riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo, nello sviluppo della scienza. Andando in giro per la città, oggi si incontrano frotte copiose di visitatori che affollano strade e piazze, attratti dall’originalità di antiche torri, dalla suggestione di Basiliche, scrigni di rari tesori d’arte e testimoni di una profonda religiosità, dall’incanto di intatte architetture che sfidano il tempo, dalle soffuse atmosfere di portici medioevali dove, frammisti a nuovi idiomi, sopravvive la caratteristica vivace bolognesità. All’obiettivo fotografico non è sfuggita la visione degli avveniristici profili dei nuovi centri direzionali nonché un prestigioso campionario di eccellenze industriali, ambasciatrici nel mondo di una Bologna con un futuro ancora da protagonista. Un ampio panorama sulla città ripreso dal belvedere di S. Michele in Bosco conclude il racconto fotografico.
 
Gianfranco Levoni


La S.V. è invitata
 
Il Presidente di Sezione
Arch. Emilio Montessori

Presentazione del libro di Ivano Dionigi IL PRESENTE NON BASTA - La lezione del latino   05 dicembre 2016 ore 17,00

Mondadori, 2016

Sala dei Presidenti
  
Ne parla con l'autore il Prof. Remo Bodei
 
Come mai in un’epoca caratterizzata dalla proliferazione dei mezzi di comunicazione, la reciproca comprensione è più difficile? Come mai ci ostiniamo a credere che il presente si riduca alla novità e che la novità si identifichi con la verità? Come mai le parole di Lucrezio sull’universo, di Cicerone sulla politica, di Seneca sull'uomo colpiscono la mente e curano l’anima più è meglio dei trattati specialistici? Ivano Dionigi, latinista, già rettore dell'Università di Bologna, con Il presente non basta affronta tali domande volgendo lo sguardo alla lingua che l'Europa ha parlato ininterrottamente per secoli, attraverso la politica, la religione, la scienza. Il latino evoca un lascito non solo storico, culturale e linguistico ma anche simbolico: si scrive “latino”, ma si legge “italiano, storia, filosofia, sapere scientifico e umanistico, tradizione e ricchezza culturale”. Non è un reperto archeologico, uno status symbol o un mestiere per sopravvissuti; è il tramite che – oltre a Roma – ci collega a Gerusalemme e ad Atene, l’eredità che ci possiamo spartire, la memoria che ci allunga la vita. È un’antenna che ci aiuta a captare tre dimensioni ed esperienze fondamentali: il primato alla parola, la centralità del tempo, la nobiltà della politica. Questa riflessione è tanto attuale quanto urgente di fronte alle nuove sfide delle scienze e alla prevalsa delle tecnologie digitali che possono e debbono trovare negli studi humanitatis un’alleanza naturale e necessaria. Un compito da consegnare in primo luogo alla scuola: palestra dei fondamentali del sapere e crocevia del futuro.

La S.V. è invitata

Johann Josef Wenzel Radetzky campione della religione e del trono: l’immagine del feldmaresciallo nel ducato di Modena   02 dicembre 2016 ore 16,00



Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
Alberto Menziani
Studioso di storia del Risorgimento
 
Benché non pochi dei suoi figli abbiano giocato un ruolo importante nella vicenda risorgimentale, il Ducato di Modena fu forse il più conservatore fra gli Stati italiani preunitari, in ragione dell’orientamento politico dei sovrani della Casa austro-estense, della presenza di un ceto intellettuale in buona parte orientato verso l’intransigentismo cattolico ed il legittimismo, e di una popolazione -specie nelle campagne- in larga misura devota ed affezionata alla famiglia regnante. Nominato alla fine del 1831 comandante in capo dell’Armata d’Italia, il Radetzky (1766-1858) ebbe frequentemente a che fare con lo Stato di Modena, dove si recò più volte. Non v’è dunque da meravigliarsi se nel 1848, crollato l’antico ordine di cose, anche nei territori già estensi gli elementi avversi al nuovo sistema guardassero come punto di riferimento al Maresciallo, che insieme al suo esercito continuava a difendere la causa del Trono e dell’Altare. Ciò emerge, tra l’altro, dai numerosi rapporti della Guardia Nazionale a carico di contadini acclamanti al Radetzky e dalla corrispondenza privata di legittimisti modenesi come Marc’Antonio Parenti. Vari sono poi gli episodi che attestano la popolarità del feldmaresciallo presso i ceti rurali del Ducato anche all’epoca della campagna del 1849. Nei difficili mesi seguiti al ristabilimento del governo estense il Radetzky si attirò peraltro pure qualche critica da parte dei benpensanti, per una certa noncuranza delle prerogative e della giurisdizione modenesi. Cessata l’emergenza bellica, la stampa del Ducato dedicò largo spazio al vincitore del conflitto, pubblicando fra l’altro ampi stralci delle Memorie della guerra d’Italia sotto il maresciallo Radetzky scritte da Giorgio de Pimodan suo aiutante, che uscirono a Modena nel 1851 anche in versione integrale e che incontrarono un buon successo di vendita. L’interesse dell’opinione pubblica per il Maresciallo fu pure alimentato dalle visite da questi compiute nella Capitale ducale nel corso degli anni Cinquanta, che ne accrebbero le simpatie anche presso il piccolo esercito modenese, le cui bande avevano in repertorio sin dall’estate del 1849 la celebre Radetzky marsch. Il Radetzky era del resto tenuto nella più alta considerazione da Francesco V, che lo insignì dell’Ordine dell’Aquila Estense e che certamente gradì il busto di marmo del feldmaresciallo donatogli da un privato ed ancor oggi conservato a Modena. La morte del generale, avvenuta il 5.1.1858, fu accolta con dolore dal Duca, il quale inviò a Milano una delegazione di ufficiali e soldati estensi che partecipò ai funerali del gran veterano. A Modena, invece, ad onorarne la memoria fu destinata la giornata del 22 gennaio, quando la guarnigione intervenne ad una solenne cerimonia funebre tenutasi nella chiesa della Cittadella e preceduta da una grande parata.
 
La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Un tempo scardinato: la tragedia di Amleto Principe di Danimarca   30 novembre 2016 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Sala dei Presidenti

Mariella Stagi Scarpa
 

Tutto il teatro di Shakespeare è teatro di parola; nessuna opera lo è tanto quanto la tragedia di Amleto in cui quasi nessuna parola ha una corrispondenza precisa con un oggetto, sia materiale sia mentale. La parola è segno marcato dal dubbio, dalla ambiguità su cui una cultura raffinata ha speculato fin dall’antichità e che, in particolare, l’individualismo del Rinascimento ha coltivato con estrema finezza. Proprio perciò, nel corso dei 500 anni della sua vita, il dramma di Amleto ha dato luogo alle più diverse interpretazioni e realizzazioni sceniche ed è stata e rimane una delle opere più amate del repertorio teatrale occidentale.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori



 

Dramma e canto, melodramma e belcanto   25 novembre 2016 ore 16,00

Ciclo di conferenze 23/09 - 21/10 - 25/11

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
A cura del prof. Piero Mioli, docente di Storia della musica nei Conservatori di Verona, Parma, Bologna; consulente musicale, accademico filarmonico, presidente della Cappella musicale arcivescovile della Basilica dei Servi di Bologna, autore di numerosi volumi, saggista, conferenziere e recensore.
 
Il breve ciclo di conferenze ripercorre la storia di un genere di poesia, musica e spettacolo che, nella sua grande popolarità, ha spesso rischiato di essere frainteso e addirittura mortificato. Invece è stato parte integrante della nostra civiltà e cultura; dall'Italia dell'ultimo Cinquecento in poi il teatro d'opera ha conquistato prima tutta l'Europa e poi tutto il mondo, diffondendosi dall'Asia all'America. Nel tempo ha assunto stili stranieri, tedeschi e francesi specialmente, ma la matrice resta assolutamente italiana: autori come Monteverdi, Rossini, Verdi e Puccini sono considerati i capisaldi del genere (con l'aggiunta, certo, di Wagner); e stranieri come Gluck e Mozart hanno contribuito all'opera italiana, di lingua e di stile.
 
Venerdì 25 novembre 2016
ore 16.00

Dramma e canto, melodramma e belcanto

 
La seduta di studio si concentra sull'aspetto prioritario del genere: la melodia, la voce, il canto (sempre con accompagnamento strumentale), il cosiddetto belcanto, con gli autori e i cantanti storicamente determinanti come il Farinelli o la Callas. Anche in questa maniera si potrà dimostrare che la musica è un'arte concreta, da praticare facendola o ascoltandola, ma deve essere anche oggetto di riflessione, di studio, di scrittura: a fianco della musica esiste anche la musicologia.
 

La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori



 

"Un traslocamento mancato" - "Un traslocamento avvenuto"   22 novembre 2016 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Sala dei Presidenti

Milena Ricci - funzionario bibliotecario Gallerie Estensi- Biblioteca Estense Universitaria
UN TRASLOCAMENTO MANCATO
 
Franca Baldelli - responsabile del servizio Archivio del Comune di Modena
UN TRASLOCAMENTO AVVENUTO
 
L’anno 1891 segnò un passaggio importante per le istituzioni culturali modenesi, che ricevettero nuovo assetto e organizzazione  nell’ex Albergo Arti, diventato  Palazzo dei Musei.
Negli anni precedenti fiorirono le  trattative per incrementare le presenze in questo contenitore,  deputato all’accentramento e valorizzazione delle memorie patrie.
In particolare venne auspicata l’adesione dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti, che con la sua duplice valenza di biblioteca e museo, meglio sembrava rispondere alle aspettative degli utenti universitari.
Come ben noto, invece, i locali al primo piano del palazzo furono assegnati all’Archivio storico comunale. Illustrare la genesi e la conclusione della vicenda è al centro dell’incontro, che nelle intenzioni delle relatrici si pone anche come una occasione per ripensare al passato, guardando al futuro.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Presentazione del facsimile de "Il Morgante" di Luigi Pulci (collocazione CF29)   18 novembre 2016 ore 16,00

Sala dei Presidenti

con il contributo di
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI MODENA
 
Saluto del Presidente dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Dott. Ernesto Milano
 
Saluto del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Ing. Paolo Cavicchioli
 
Intervento di Roberto Bini Casa Editrice Il Bulino edizioni d’arte - Modena
 
Conferenza della
Prof.ssa Maria Cristina Cabani
Ordinario di Letteratura italiana - Università di Pisa

Parliamo del Morgante

La S.V. è invitata

 

LUCE: DALLA LUCERNA AL LED   14 novembre 2016 ore 16,30

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI
 
Sala dei Presidenti 

Giampiero OTTAVIANI - Università di Modena e Reggio Emilia
 
Illuminare il buio è sempre stato un desiderio e una necessità dell’essere umano fin dai tempi più antichi. Il fuoco è stato la prima sorgente di luce e si hanno indicazioni che fin dall’alba dei tempi, addirittura dall’homo sapiens, questo è stato il mezzo utilizzato. Diversi tipi di combustibili sono stati usati. All’origine erano forse semplici pezzi di legno; successivamente con l’uso delle lucerne, si è passati a olii di varia origine. L’avvento dei gas combustibili hanno favorito una ampia diffusione dell’illuminazione. L’energia elettrica ha consentito il passaggio dalla combustione al riscaldamento. In tutti i casi il principio era sempre lo stesso: portare un corpo ad alta temperatura sia mediante processi esotermici sia per riscaldamento di un mezzo opportuno.
Nonostante l’importanza della luce è solo da poco più di un centinaio di anni che si è scoperta la sua natura (Maxwell-Hertz) e le modalità con cui essa viene prodotta (Planck- Einstein). Ciò ha consentito di realizzare lampade sfruttando gli effetti quantistici.
La presentazione seguirà prevalentemente lo sviluppo storico dei mezzi e i materiali necessari per produrre la luce e cercherà di dare una idea di come gli effetti quantistici abbiano consentito la produzione di lampade a fluorescenza, inizialmente, e a LED (Light Emission Diode), poi.
    
La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

IL “VIAGGIO MARITTIMO” DEL PRINCIPE EREDITARIO FRANCESCO D’AUSTRIA D’ESTE LUNGO LA COSTA DALMATA, A MALTA E IN SICILIA   09 novembre 2016 ore 17,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

in collaborazione con

SOROPTIMIST INTERNATIONAL Club di Modena
 
Sala dei Presidenti

Lidia Righi Guerzoni
  
Nel solco della secolare prassi educativa dei principi d’Este, il duca di Modena Francesco IV nell’estate del 1841 organizza per il figlio primogenito un “viaggio marittimo” allo scopo di allargare e approfondire le sue conoscenze a contatto con poliedriche esotiche realtà. Ne programma l’itinerario lungo le coste dalmate ricche di incanti naturalistici, con escursioni nei principali centri e nell’entroterra memori degli splendori dell’antichità romana e della Serenissima Repubblica di Venezia, con ulteriori approdi nelle isole di Corfù, di Malta e nella Sicilia orientale. Affida la direzione e la responsabilità del viaggio, da attuarsi tramite una corvetta austriaca, a due gentiluomini della corte austro-estense, il conte Giuseppe Forni che nomina l’anno stesso membro della Reale Accademia di Scienze Lettere e Arti, nonché presidente della stessa nel biennio 1846-1848, e il marchese Luigi Montecuccoli degli Erri. Grazie ad una fonte preziosa e accattivante, il manoscritto dal titolo Viaggio in Dalmazia etc. fatto nell’estate 1841 col principe ereditario di Modena… redatto da Giuseppe Forni a mo’ di diario o giornale di viaggio, siamo in grado di ripercorrere l’itinerario punteggiato di sorprendenti scoperte paesaggistiche e monumentali, testimoni al contempo di una bellezza alquanto suggestiva e di un passato glorioso già tramontato ma culturalmente attuale, unito al folklore tradizionale delle popolazioni locali. Nel giro di poco più di tre mesi si susseguono alla visione dei viaggiatori il suolo carsico dell’Istria, i centri di Pola, Fiume, Zara, Sebenico, Spalato e Ragusa lungo la costa dalmata, le isole di Corfù e di Malta, nonché le città di Siracusa, Catania e il maestoso Etna.
A distanza di circa trent’anni, nel 1872, il duca Francesco V intraprende di nuovo il “viaggio marittimo” lungo le coste dalmate in compagnia del conte Forni, già suo fedele ministro degli Affari Esteri, con il probabile intento di rievocare le impressioni della lontana giovinezza, alle quali si unisce il triste ricordo dei luoghi suggestivi abitati dall’arciduca Massimiliano d’Asburgo, assassinato cinque anni prima in Messico.

La S.V. è invitata


il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

“Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla sua passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628…”   07 novembre 2016 ore 16,30

“Omaggio ad Alessandro Manzoni ed al Romanzo Storico”

SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI

in collaborazione con

Società Dante Alighieri - Comitato di Modena
 
prof.ssa Maria Giulia Vecchi

Verrà illustrato un percorso attraverso i più famosi romanzi storici italiani e non solo, alla riscoperta dei loro caratteri peculiari.
La conferenza si presenta quale momento intermedio tra gli incontri sui Promessi Sposi,  già realizzati nel periodo primaverile,  e quelli in calendario per i primi mesi del 2017, per i quali vi sarà data adeguata comunicazione.
Come sempre sarà anche l’occasione per un piacevole incontro ed un cordiale scambio di saluti,  nello spirito di condivisione degli ideali della nostra  “Dante”.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori 

 Presidente del Comitato di Modena "Società Dante Alighieri"
 Licia Beggi Miani

Segretaria del Comitato di Modena "Società Dante Alighieri"
Sara Codato                                                   
 

Modena e l’Università Castrense nel centenario della fondazione   04 novembre 2016 ore 16,00

in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE MATEMATICHE E NATURALI
 
Sala dei Presidenti

prof. Italo Farnetani
Ordinario di Pediatria  Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche di Malta

prof. Massimo Saviano
Ordinario di Chirurgia Generale  Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia


PROGRAMMA

L’Università Castrense nel contesto della sanità militare italiana
prof. Italo Farnetani

Giuseppe Tusini: un modenese rettore dell’Università Castrense
prof. Massimo Saviano

Docenti e studenti modenesi all’Università Castrense
prof. Massimo Saviano

L’Università Castrense culla della pediatria modenese 
prof. Italo Farnetani

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Presso la Sala degli Specchi dell'Accademia è allestita la mostra

L'UNIVERSITA' CASTRENSE RIVISTA CENT'ANNI DOPO DA UN MODENESE

Dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 12,30


Possibilità di accedere alla mostra dalle 15 alle 17 previo appuntamento allo 059 225566 o info@accademiasla-mo.it

La mostra resterà aperta fino al 2 Dicembre 2016

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La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
prof. Marco Sola


 

Verso la Banda Super Larga   26 ottobre 2016 ore 16,30

Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti

Gianluca MAZZINI - Università di Ferrara

Partendo dalle classificazioni sui sistemi radio si cerca di dare una classificazione sulla banda dei sistemi Internet verso la Banda Super Larga come nuova frontiera, analizzando l'evoluzione temporale, il limite di banda necessario per una abitazione, la crescita del traffico Internet, i modelli di distribuzione della connettività all'utenza, la capacità dei portanti fisici per capire la tenuta nel tempo degli investimenti, i concetti di banda garantita e di servizio universale, il funzionamento di Internet rispetto ai punti di interscambio, le problematiche di digital divide e le possibilità di azione del pubblico, gli interventi normativi a favore della banda ultra larga.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola
 

Antonio Scarpa anatomico e chirurgo   24 ottobre 2016 ore 16,00

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
Corrado Lavini
dirigente presso l’U.O. di Chirurgia Toracica, Policlinico di Modena
 
Antonio Scarpa è stato senza dubbio una delle figure più rappresentative dell’Anatomia e della Chirurgia, probabilmente l’unico maestro di caratura europea espresso dall’Italia tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. Di umili origini, coniugando grandi meriti di studioso e docente, volontà ferrea e ambizione, riuscì a bruciare le tappe di una carriera sfolgorante, contrassegnata da riconoscimenti, successi ma anche da ingenti guadagni che gli derivarono soprattutto dalla grande maestria con cui riusciva a prevalere in una disciplina a quei tempi ingrata e piena di incognite come la chirurgia. Grazie alle ricchezze accumulate, Scarpa fu in grado di allestire una straordinaria collezione di opere d’arte che purtroppo verrà alienata dagli eredi, per avidità speculativa, poche decine d’anni dopo la sua morte. Nel corso della sua lunga vita professionale ed accademica, Scarpa ha spaziato in numerosi campi, dall’anatomia alle varie discipline chirurgiche. Di grande importanza sono stati i suoi studi sui nervi cranici e su quelli cardiaci, sull’orecchio medio e interno, sulle patologie dell’occhio, sulle ernie della parete addominale e perineali, sul piede torto congenito, sugli aneurismi. Fu uno dei primi a sostenere lo stretto legame tra anatomia e chirurgia, lasciando in eredità un innovativo e moderno metodo di approccio allo studio di entrambe le discipline, oltre a numerosi eponimi fra cui ricordiamo il triangolo di Scarpa, sede in cui impegnano le ernie femorali. Amato e odiato, dal carattere difficile e ruvido, la sua morte è avvolta nel mistero, come la storia del suo corpo, mai più ritrovato.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

BALDASSARRE BONCOMPAGNI LUDOVISI MATEMATICO E CITTADINO DEL MONDO: CONTATTI CON L'UNGHERIA   20 ottobre 2016 ore 16,00

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti

Gyula PÁLYI Universitá di Modena e Reggio Emilia

Baldassarre Boncompagni Ludovisi (1821-1894) era un personaggio interessantissimo delle scienze matematiche e fisiche del XIX° secolo. La sua opera principale é la fondazione, pubblicazione e finanziamento della rivista Bullettino di bibliografia e di storia delle scienze matematiche e fisiche, che, uscito per 20 anni (1868-1887), è diventato un lievito della vita scientifica mondiale. In questa rivista é rispecchiata anche la vastissima cultura e la larghezza di vedute dell’Editore. Un suo merito importante fu il riconoscimento del significato della geometria assoluta dell’ungherese János Bolyai e si può attribuire un ruolo decisivo a Boncompagni nel salvataggio delle opere non pubblicate di Bolyai, dopo la sua morte.
Nella conferenza si darà un riassunto delle varie attivitá scientifiche di Boncompagni, socio anche dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena, con particolare riguardo al suo ruolo decisivo nello svegliare e focalizzare l’attenzione internazionale sulla geometria non-Euclidica di Bolyai.
Sarà discusso anche un elemento non ancora pubblicato del retroscena famigliare di Baldassarre Boncompagni: i suoi stretti contatti famigliari in Ungheria, sia dalla parte paterna sia dalla parte della madre. Questi legami personali potevano contribuire al fatto fortunato che l’opera di Bolyai veniva conosciuta da Boncompagni.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola
 
 

Delle parole (e loro luoghi) - trattatello in pensieri sciolti e versi   17 ottobre 2016 ore 16,30

Sezione di Storia, Lettere e Arti

in collaborazione con 
Società Dante Alighieri - Sezione di Modena

Sala dei Presidenti
  
prof. Giovanni Campana
 
L’incontro coinciderà con l’inizio della XVI^ Settimana della Lingua Italiana (17-23 ottobre).
Il tema è quanto mai significativo ed opportuno per sottolineare il valore della ricorrenza e ricordare la ricchezza, la bellezza e la duttilità della lingua italiana.
Nella forma inedita, la raccolta è stata finalista al Premio di poesia L. Montano 2012. Si tratta di testi in prosa, di intonazione filosofica, e in poesia, intorno al tema delle parole.
Nell’occasione sarà fatto omaggio ai presenti del romanzo “L’Eresia Degli Asconditi”, dello stesso autore (Ed. La biblioteca dei Leoni, 2014).
 
 
La S.V. è invitata
 
 
Il Presidente
della Sezione di Storia, Lettere e Arti
arch. Emilio Montessori

Il Presidente
del Comitato di Modena, Società Dante Alighieri
Prof.ssa Licia Beggi Miani

La 1° Guerra Mondiale e la sua ricaduta nel mondo attuale   14 ottobre 2016 ore 16,00

Sezione di Storia, Lettere e Arti

in collaborazione con
Circolo Raimondo Montecuccoli

Sala dei Presidenti

Nuova visita nella nostra città di S.A.R &I. Martino d'Austria-Este, che risponderà alle domande che verranno poste dal giornalista e scrittore Massimo Nardi e da Francesco Baraldi del quotidiano online Modena Today.
L’Arciduca è nato nel 1958. Terzo maschio di Roberto d'Austria-Este, secondogenito dell'ultimo imperatore d'Austria, il Beato Carlo I e Margherita Savoia-Aosta, figlia di Amedeo di Savoia-Aosta, viceré d'Etiopia e Medaglia d’Oro al Valor Militare. Agronomo, amministra da decenni la tenuta della madre a Sartirana di Lomellina ed è presidente dei risicoltori europei. La sua prima visita in forma "ufficiale" a Modena avvenne nel giugno del 1990. In quell'occasione visitò il Palazzo Ducale e si recò a Pavullo nel Frignano e al castello di Montecuccolo. Da allora le sue visite nei territori dell'ex ducato di Modena e Reggio, di cui suo fratello Lorenzo è duca titolare, si sono susseguite per avvenimenti culturali e per iniziative di beneficenza organizzate dal Circolo Culturale Raimondo Montecuccoli.
 
La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

SUL RITRATTO   05 ottobre 2016 ore 16,30

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti

conversazione di Sandro Pipino
 

introduzione di Emilio Montessori
 
Per definizione il ritratto è la rappresentazione di una singola persona della quale si ricercano la somiglianza dei tratti fisici e, attraverso questi, l’individuazione del carattere morale -intendendo per morale ciò che attiene alla personalità del soggetto -.
Già il termine stesso “ritratto” ci induce a cogliere, nel modo di operare di colui che si pone davanti ad una persona per ritrarla, un fare finalizzato alla “riproduzione” del “vero”, perché l’immagine che ne deriva, dipinta o scolpita che sia, esige un certo grado di somiglianza del soggetto reale. Questo implica inevitabilmente una riflessione sull’arte intesa come imitazione della natura e ci spinge ad addentrarci nella complessa tematica dell’imitazione, appunto, per distinguere ciò che è vero da ciò che è verosimile.
Insomma, “imitare” e “ritrarre” sono modi di porsi davanti al soggetto del tutto diversi, e a dimostrarlo è la storia dell’arte e, nello specifico, l’evoluzione della ritrattistica. È per questo che da sempre, ogniqualvolta mi appresto ad eseguire un ritratto, mi domando fino a qual punto il mio operare deve essere condizionato dalla rassomiglianza; come e fin dove mi è lecito discostarmene per idealizzare il personaggio che ritraggo, attenuandone i difetti o enfatizzandoli fin quasi alla caricatura; se devo compiacere il committente “abbellendo” oppure lasciarmi attrarre da quelle “imperfezioni” estetiche che danno carattere e personalità al soggetto. Sono domande che ogni ritrattista si pone e alle quali non do mai una risposta definitiva perché so che, in un certo senso, ogni ritratto risolve a suo modo il problema.
Sandro Pipino
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

La fortuna di Don Chisciotte come libro personaggio e icona   03 ottobre 2016 ore 15.30

A quattrocento anni dalla morte di Miguel De Cervantes

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 

Marco Cipolloni
Professore Ordinario di Lingua, cultura e istituzioni dei paesi ispanofoni
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

 
La conferenza intende illustrare tre dei principali piani su cui si è mossa e strutturata la fortuna della più nota opera cervantina, fatta, oltre che di edizioni del testo, di iconografia, adattamenti musicali, coreografici, teatrali e cinematografici. A tutti questi livelli è possibile distinguere la fortuna del libro da quella di alcuni episodi e quella del personaggio da alcune idee cui libro e personaggio sono stati nel tempo associati al punto da diventarne simboli e bandiere. È un modo per trasformare un'occasione di omaggio in uno spunto di riflessione e in un bilancio sulla vitalità e l'attualità del romanzo e del suo protagonista.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Incontrando Matilde. Luoghi, persone e vicende della Signora d’Europa   29 settembre 2016 ore 17.45

Presentazione del volume

Sezione di Storia Lettere e Arti

in collaborazione con Associazione culturale Terra e Identità

  
Saggi di
Roberto Albicini, Elisabetta Barbolini Ferrari, Elena Bianchini Braglia, Graziella Martinelli Braglia, Maria Teresa Braidi, Angela Chiapponi Gibertini, Carla Costa, Riccardo Fangarezzi, Roberta Iotti, Fulvio Diego Papouchado, Luca Pellacani, Gabriele Sorrentino.
 
Modena, Terra e Identità, 2016 - Quaderni del Ducato, 9

Relatori
 
Graziella Martinelli Braglia
Il mito di Matilde nella cultura del barocco estense
 
Gabriele Sorrentino
Matilde, Modena e San Geminiano
 
Saranno presenti
don Giovanni Gherardi, in rappresentanza di Monsignor Erio Castellucci, Vescovo di Modena-Nonantola
Giancarlo Muzzarelli, Sindaco di Modena
 
Questa pubblicazione esce in occasione del novecentenario della morte di Matilde di Canossa, uno dei personaggi più indagati della storia, universalmente conosciuta, perché tutti sanno che è esistita, ma che per molti riporta al pensiero soltanto l'immagine di un imperatore fermo per tre giorni con i piedi nella neve, l’immagine di quel perdono di Canossa, paradossalmente l'episodio più celebre e forse più marginale del lungo periodo della lotta per le investiture. 
Alla ristretta cerchia di eruditi che hanno sviscerato la figura di Matilde si contrappone quindi la moltitudine di quelli che ne conoscono il nome e ne ricordano forse anche alcuni aneddoti, ma che in realtà non sanno nulla.
Il senso della parola novità, riferita a pubblicazioni su Matilde, risiede quindi proprio qui. Nel consentire ai più di andare oltre la conoscenza di un nome per incontrare un personaggio. Si è deciso dunque di riunire una serie di saggi, alcuni divulgativi e altri più scientifici, alcuni incentrati sul personaggio, altri sul contesto storico, altri sul territorio e su aspetti di vita quotidiana del tempo, come l’organizzazione dei banchetti, per coinvolgere un più vasto pubblico.  
 
La S.V. è invitata


il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

Dal manoscritto al computer. La "Secchia Rapita" di Alessandro Tassoni   28 settembre 2016 ore 16,00

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
Conferenza di Franca Baldelli
Responsabile Archivio Storico del Comune di Modena
 
Alessandro Tassoni scriveva da Roma, il 10 marzo 1625, ai Conservatori della città di Modena: L'originale della Secchia Rapita scritto di mia mano, a capriccio mio, era già stato destinato alla Libraria Vaticana; ma havendomi il Sig. Caldano Cancelliero delle Signorie Vostre Illustrissime e qualche altro ancora significato che forse elle havrebbono sentito gusto di haverlo in cotesto loro Archivio, l'ho trattenuto e consegnato al medesimo Caldano che lo presenti loro in mio nome.
Con queste parole il Poeta accompagnava il dono del manoscritto autografo, manoscritto originale della Secchia Rapita, alla città di Modena con la raccomandazione, per i Conservatori, di conservarlo nel loro archivio. La Comunità accolse con entusiasmo il dono e comprese che il suggerimento del luogo dove conservare l'opera, che in se stessa è cosa leggiera, parto di gioventù, non era da reputare trascurabile. Sembra, infatti, che in Tassoni fosse chiaro il fatto che lasciare il manoscritto all'Archivio volesse dire affidarlo per sempre alla memoria della Comunità.
L'Archivio Storico del Comune di Modena, il più importante fondo documentario affidato ad un comune in Emilia Romagna, ha salvaguardato il manoscritto per secoli e lo ha conservato tra quelle che riteneva “le perle d'archivio”. Tuttavia, con il passare del tempo, si è compreso che la valorizzazione delle carte è indispensabile alla loro conservazione e passa attraverso la grande divulgazione, così come quella dei dipinti e dei reperti archeologici. La decisione di procedere ad una completa e corretta riproduzione dell'originale è stata sorretta dalla convinzione che la valorizzazione dei beni archivistici si concretizza anzitutto in un’opera di tutela del materiale, anche attraverso la riproduzione, capace di coniugare due principi fondamentali: la massima divulgazione e la sua indispensabile salvaguardia, garanzia alla sua migliore conservazione per una corretta trasmissione alle future generazioni.
Grazie ai soci del Lions Club Modena Estense, l'Archivio ha potuto realizzare un DVD, sapientemente presentato dal grafico Mauro Martini, realizzato da Angelo Santimone, previa riproduzione fotografica dell'opera a cura di Angelo Rosa. Questo bellissimo oggetto permetterà all'Archivio Storico del Comune di Modena una più sicura conservazione del documento tanto prezioso. La realizzazione è stata possibile grazie al finanziamento del Lions Club Modena Estense, che ha così contribuito alla tutela e alla salvaguardia di un raro e pregiato manoscritto, “oggetto” unico, irripetibile e fragile. L'iniziativa ha avuto successo anche grazie alla grande sensibilità dimostrata verso l'Archivio Storico comunale dal Presidente del Lions Club Modena Estense, all'epoca dei fatti, Alessandro Pipino, che ha riconosciuto che l'Archivio rappresenta uno straordinario complesso documentario relativo alla storia della città e del suo territorio.
 
La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

La prevenzione sismica negli edifici esistenti: linee di pensiero e problemi di attuazione   27 settembre 2016 ore 16,00

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
prof. ing. Giorgio Serafini - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
 
Dopo ogni sisma particolarmente distruttivo, tende a passare il messaggio che in Italia non esista una efficace prevenzione sismica e, in particolare, che non esista una politica per la mitigazione del rischio sismico degli edifici esistenti. In effetti, è vero che la normativa non impone il consolidamento delle strutture esistenti in modo da conferire loro una resistenza sufficiente ai terremoti. Però, un opportuno intreccio di prescrizioni normative è stato concepito in modo che ad ogni intervento di modifica dell’esistente si debba accompagnare un certo miglioramento dell’affidabilità sismica dell’edificio, e tanto più radicale è il tipo di intervento previsto, tanto più elevato dovrà essere il livello di affidabilità sismica raggiunto alla fine dei lavori. Nei centri abitati, l’obiettivo di garantire, a chi vi abita in una casa, un valore soddisfacente della “sicurezza dell’edificio” si accompagna all’esigenza di garantire un opportuno livello di sicurezza a tutti i cittadini che vivono in quel territorio, la cui incolumità dipende anche dalla sicurezza degli edifici in cui lavorano, si riuniscono o, semplicemente, in prossimità dei quali transitano. In questo modo viene chiamato in causa un concetto più ampio di “sicurezza territoriale”.
Nella visione del legislatore, quindi, è l’insieme costante delle attività spontanee di trasformazione del costruito che porta automaticamente ad un miglioramento progressivo e continuo della sicurezza territoriale, procedendo alla demolizione di edifici vetusti non adeguati, alla costruzione di nuovi edifici rispondenti alle norme sismiche, all’adeguamento alle norme sismiche di edifici esistenti su cui vengano previsti interventi importanti di trasformazione tipologica e/o strutturale e, infine, al miglioramento del comportamento sismico di edifici esistenti su cui vengano previsti interventi modesti di trasformazione.
A questo meccanismo virtuoso sfuggono, però, alcune tipologie di edifici; in particolare si ricordano gli edifici monumentali e le costruzioni in muratura di pietrame disordinato o in ciottolo. Si vengono a configurare, così, delle aree in cui l’elevata vulnerabilità degli edifici esistenti non trae giovamento dagli interventi che si susseguono nel tempo, favorendo l’innescarsi di danneggiamenti gravissimi in caso di sismi anche di modesta magnitudo.
 
La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

presentazione del libro ESCLUSIVAMENTE DISTINTI   20 giugno 2016 ore 17.30

e tavola rotonda

Sala dei Presidenti
 
               
Un nuovo appuntamento con la narrativa e la letteratura

presentazione del libro

ESCLUSIVAMENTE DISTINTI

ed incontro con l’Autore, il Magistrato  Cons. Angelo Martinelli 

TAVOLA ROTONDA
 
Presentazione ed introduzione
Prof. Avv. Mirella Guicciardi
Docente dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
 
Moderatore
Avv. Enrico Fontana
Presidente della Camera penale Carl’Alberto Perroux di Modena
 
Sarà presente l’autore il Magistrato Cons. Angelo Martinelli 
Intervengono:
Dott. Marco Imperato Sostituto Procuratore della Repubblica c/o Trib. Modena  
Avv. Daniela Dondi  Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Modena
Dott. Domenico Truppa  Giudice Tribunale penale di Modena
 
IL LIBRO
“ESCLUSIVAMENTE DISTINTI”
Un funzionario del Ministero degli esteri intreccia una relazione sentimentale con una piacente professoressa di italiano conosciuta sulla metropolitana. Un notaio viene arrestato per violenza sessuale nei confronti di una giovane donna. Le due storie scorrono parallele, apparentemente distanti. E invece sono drammaticamente legate. Attingendo dalla sua esperienza professionale Martinelli racconta di emozioni brutalizzate dall’avidità, del verosimile più vero del vero, della vita e del suo contrario. Il finale sorprende per originalità e amarezza: un fatto molto grave rimane impunito. Il sostituto procuratore della Repubblica Massimo Angeli sa chi è il responsabile ma non lo può provare. Si deve arrendere. Un romanzo intenso, emozionante, ricco di suspense, in cui Martinelli – con il solito stile asciutto e intriso di ironia – non ci parla solo del magistrato Massimo Angeli. Ci parla soprattutto dell’uomo che si appassiona e si commuove pur essendo consapevole che i giudici dovrebbero rimanere impermeabili ai sentimenti.  
 
Seguirà dibattito con il pubblico.

L’evento è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati. N.1 CREDITO


La S.V. è invitata

CONCERTO DI CHIUSURA   11 giugno 2016 ore 18,00

Mostra di chitarre storiche: La Chitarra in Italia ( 1780 – 1850 )

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

CONCERTO DI CHIUSURA 
del chitarrista e liutista M° Sandro Volta con chitarre d’epoca  presenti nell’esposizione allestita in Accademia.
Musiche di autori italiani dell’800.
L’evento si svolge in collaborazione con l’Associazione “La chitarra” di Modena e il Comune di Modena.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori


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Mostra di chitarre storiche: La Chitarra in Italia ( 1780 – 1850 )

in collaborazione con:

Comune di Modena
Assimusica

Accociazione culturale modenese "La Chitarra"
Lorenzo Frignani - liutaio

 
Sala degli Specchi

APERTA FINO AL 15 GIUGNO 2016

VISITE GUIDATE SOLO SU PRENOTAZIONE

Presentazione del volume: Dietro le quinte della “Grande Guerra” 100 Spigolature, Modena, Artestampa, 2015   10 giugno 2016 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI


Prefazione di Bruno Loi, Cronologia di Ernesto Alviano, Spigolature di Michele D’Andrea e di Bruno Loi.
Gli autori lasciano agli studiosi l’analisi e la critica storica di questo evento epocale, per guardare dietro le quinte di quegli avvenimenti e puntare l’attenzione sulle situazioni ambientali, sociali e di costume, su quella Umanità in guerra alla quale oggi, nella ricorrenza del centenario, rendono omaggio nel tentativo anche di sollecitare le giovani generazioni a interessarsi di quel periodo della nostra storia e a commemorare il sacrificio dei nostri avi.
L’evento si svolge in collaborazione con il Lions Club Modena Estense che ha curato la pubblicazione del volume.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori





 

Presentazione del volume Giovanni Brizzi, 70 d.C. La conquista di Gerusalemme, Bari, Laterza, 2015   09 giugno 2016 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI


Intervengono p. Paolo Garuti e l’autore Giovanni Brizzi.


La S.V. è invitata



Il Presidente dei Sezione
arch. Emilio Montessori









 

Pietro Schedoni (1759-1835) un accademico modenese tra illuminismo e restaurazione   08 giugno 2016 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI

Conferenza di
Francesco Gherardi

Pietro Schedoni (Sassuolo 1759 – Modena 1835), membro del-
la Reale Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Modena, fu
una figura tipica di letterato vissuto fra due secoli “l'un contro l'altro armato”, secondo l'efficace formula manzoniana.
Allievo del conte Agostino Paradisi e ammiratore fervente del Muratori, vide scomparire quel vecchio mondo insieme alle istituzioni che le riforme del Settecento modenese intendevano correggere. Attraversò il periodo rivoluzionario e napoleonico, dedicandosi agli studi di morale, convinto che “mentre con le lingue e le penne, con la seduzione e col terrore, con sudori estremi, con impeti inauditi, con profusione immensa di oro e
 di sangue si ardeva da una parte per difendere le Monarchie, e dall'altra per confonderle tutte in Repubbliche” dovesse esi-
stere un ordine morale che “abbia ad essere comune a tutte le nazioni in qualunque modo elle sieno governate”. Plaudì alla restaurazione ed alla Santa Alleanza, vista come un fattore di
pace e di equilibrio europeo dopo un ventennio di guerre e fu annoverato nel 1827 fra i censori per i libri da introdursi negli Stati Estensi. Pubblicò molto, scrivendo, tra l'altro, un Elogio
del conte Agostino Paradisi (1789), un Elogio di Lodovico Antonio Muratori (1818), un Saggio intorno ai giuochi (1789)
e varie opere di apologetica, di critica letteraria e teatrale.
La sua opera principale fu il ponderoso saggio “Delle influenze morali” (1810), che conobbe due ulteriori edizioni (1816 e
1824), prima di essere ristampato per l'ultima volta col titolo
di “Codice di pubblica e pratica morale” (1829).
Lo Schedoni intendeva fondare con le Influenze morali una
nuova scienza: essa avrebbe dovuto fornire ai governanti un repertorio di quelle che oggi si definiscono, con un anglicismo, le “policies” e “best practicies”. Egli raccoglieva a tal fine sva-
riate proposte di politiche pubbliche da adottarsi in campo so-
ciale, giudiziario, educativo e culturale, assieme al repertorio delle migliori azioni concrete già poste in essere dai Governi europei in quegli ambiti, convinto che“il Sovrano o il Ministro che ben imita, non è meno utile di chi inventa”. In tal senso, la sua opera si può inserire nell'alveo dello sviluppo delle scienze sociali agli albori del XIX secolo.  
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1835, la prosa arcaicizzante e la decisa adesione alla politica di Francesco IV fecero cadere nell'oblio la figura e gli scritti di Pietro Schedoni, al  quale non facevano difetto né l'ampiezza dell'erudizione né l'apprezzamento da parte dei dotti del suo tempo, che gli riconobbero generalmente la vasta cultura, rimproverandogli semmai l'eccessiva puntigliosità e l'ampollosità dello stile.

La S.V. è invitata
arch. Emilio Montessori

La bellezza ritrovata   07 giugno 2016 ore 16.00

Corso “LA BELLEZZA: ASPETTI IN ETÀ TARDOANTICA E MEDIEVALE”

IN COLLABORAZIONE CON

Associazione "Cultura e Vita"
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia


SALA DEI PRESIDENTI

Direttore del corso
Prof. Roberta Budriesi, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

Il Corso, accessibilie previa iscrizione, "La bellezza: aspetti in età tardoantica e medievale" rientra nelle attività culturali dell'Associazione "Cultura e Vita", dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena e dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Le lezioni e le attività seminariali si svolgeranno presso la predetta Accademia e verteranno su nuove acquisizioni in àmbito nazionale e internazionale e su più aspetti del sapere per un'approfondita comprensione dell'età che va dal tardoantico al medioevo.
Il Corso, tenuto e coordinato dalla Prof. Roberta Budriesi, secondo la natura fortemente innovativa instaurata negli ultimi anni accademici, si avvarrà anche della partecipazione di illustri competenze specialistiche. La Prof. Roberta Budriesi affiancherà costantemente i singoli relatori per garantire l'omogeneità del quadro fornito e sviluppare, attraverso il dibattito, approfondimenti specifici.

Martedì 12 aprile 2016
Apertura del Corso "La bellezza dell'icona: immagine visibile dell'invisibile"
Prof. Marina Falla Castelfranchi
Università del Salento, Lecce

Martedì 19 aprile
La bellezza della ricerca archeologica: acqua ed empatia"
Prof. Giovanna Bucci
Università degli Studi di Padova


Martedì 26 aprile
“L’iconografia dell’acqua”
Prof. Giovanna Bucci
Università degli Studi di Padova


Martedì 3 maggio
"Romani e Saraceni: la bellezza di un incontro"
Dott. Massimo Fava
Dottore di ricerca


Martedì 10 maggio
"La bellezza e le porte bronzee"
Dott. Massimo Fava
Dottore di ricerca


Martedì 17 maggio
"Bellezza e tecnica"
Prof. Maria Cristina Pelà
Alma Mater Studiorum Università di Bologna


Martedì 24 maggio
"L'orizzonte estetico della musica medievale"
Prof. Cesarino Ruini
Alma Mater Studiorum, Università di Bologna


Martedì 7 giugno
"La bellezza ritrovata"
Prof. Roberta Budriesi
Pontificia Accademia Romana di Archeologia, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna



Il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia riconosce 3 CFU agli studenti iscritti al Corso di Laurea in Lingue e Culture europee e al Corso di Laurea Magistrale in Lingue, Culture e Comunicazione e 2 CFU al Corso di Laurea in Scienze della Cultura. I crediti saranno acquisiti come “crediti a scelta” o come “altre attività” nella forma di “attività strutturata”. Per ottenere i CFU, gli studenti dovranno frequentare almeno l’80% delle lezioni proposte e superare la verifica finale. La partecipazione al corso sarà certificata mediante firma di frequenza.

PER L'ISCRIZIONE AL CORSO
www.culturaevita.unimore.it



Associazione Cultura e Vita
viale Buon Pastore 126, 41124 Modena

tel. 059 390249
fax 059 8672137
culturaevita@unimore.it
www.culturaevita.unimore.it

​Il catasto estense   06 giugno 2016 ore 16,00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Conferenza di
Giordano Bertuzzi

Il primo catasto estense nasce a Modena nel 1717 per volontà del duca Rinaldo I, sotto la spinta della necessità di coprire il deficit pubblico dovuto alle enormi spese iniziate fin dalla metà del Seicento relative, ad esempio, ai lavori della costruzione di Palazzo ducale e della Cittadella.
L’evento si svolge in collaborazione con la Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi.

La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione 
arch. Emilio Montessori

La vita: Casualità o Progetto? Scienziati a confronto   30 maggio 2016 ore 16,00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
  
Prof. Cesare Oliva
Dipartimento di Chimica, Università degli Studi di Milano
 
Esiste il caso? E, se esiste, che influenza ha avuto sulla nascita della vita e sulla sua evoluzione? Il meccanismo darwiniano di selezione del più adatto è sufficiente a spiegare la complicata storia della vita sulla Terra? E’ possibile, da considerazioni scientifiche come queste, capire se la vita dell’uomo e la sua storia hanno uno scopo o tendono a un fine? Verranno confrontate le risposte date a queste domande, nel secolo scorso, da due biologi (Dawkins e Margulis), da due Nobel per la medicina (Monod e de Duve), da un Nobel per la Chimica (Prigogine) e da un antropologo e teologo (Teilhard de Chardin). Tra i personaggi che verranno passati in rassegna faranno la loro comparsa anche filosofi e poeti di altre epoche. Non compariranno, invece, i fisici quantistici che, nello stesso secolo, a volte hanno affrontato questi stessi argomenti da un altro punto di vista. A loro si cercherà di dedicare attenzione in un'altra occasione. In questo incontro si proporranno solo alcuni spunti di riflessione sui quali tornare a discutere anche in seguito.
 
La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

PREVISIONE E PREVEDIBILITÀ dei disastri naturali   26 maggio 2016 ore 15.30

in margine al volume PREVEDIBILE/IMPREVEDIBILE eventi estremi nel prossimo futuro

Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali
 
Sala dei Presidenti


a cura di Emanuela Guidoboni, Francesco Mulargia e Vito Teti
Rubbettino 2015


Introduce e presiede
Maria Carla Galavotti (Università di Bologna)
 
Interventi di
Claudio Baraldi (Università di Modena e Reggio Emilia)
Emanuela Guidoboni (Centro Euro-mediterraneo di documentazione Eventi Estremi e Disastri)
Mario Panizza (Università di Modena e Reggio Emilia)
Antonello La Vergata (Università di Modena e Reggio Emilia)
Franco Prodi (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima)
Gianluca Valensise (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

Il libro Prevedibile /Imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro offre l’occasione per discutere da un punto di vista multidisciplinare un tema cruciale per il nostro Paese, quello della prevedibilità (a breve, medio e lungo termine) di eventi naturali che possono causare disastri.
I disastri naturali (causati da terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni) sono frequenti nel nostro Paese. Causano perdite di vite umane e segnano economia, società e cultura. In Italia accade un terremoto distruttivo in media ogni 4-5 anni; ci sono migliaia di frane attive (il numero più alto in Europa); subiamo alluvioni che causano vittime, mettono in ginocchio paesi e talvolta città; eruzioni vulcaniche minacciano aree densamente abitate. Cosa pensano i ricercatori e gli esperti della previsione? Fino a che punto e in che modo la ricerca in questi settori può orientare le aspettative?  Ci sono traguardi nuovi? Come gestire l’incertezza?
Con difficoltà i saperi scientifici oggi si raccordano con il sentire diffuso del Paese, che resta per lo più estraneo ai temi del rischio e quasi rassegnato al fatalismo. Le scienze umane (storia, filosofia, antropologia) possono interagire proficuamente con questi temi, non solo come volani culturali indispensabili, ma anche elaborando dati sul passato, favorendo riflessioni sul senso del rischio e del futuro.  


La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Elio Tavilla

La Madonna col Bambino di Jean Boulanger della Galleria Estense: da perduta pala d’altare a inedito dipinto da stanza ritrovato / Il Teatro di Francesco II d'Este nel Palazzo Ducale di Modena (1686)   25 maggio 2016 ore 16,00

Conferenze di Luca Silingardi e Martinelli Braglia

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
 
La Madonna col Bambino di Jean Boulanger della Galleria Estense:
da perduta pala d’altare a inedito dipinto da stanza ritrovato


Luca Silingardi
 

L’apertura al pubblico dei depositi della Galleria Estense, straordinaria study collection allestita nel 2015 nel Palazzo Ducale di Sassuolo, ha offerto al relatore l’opportunità di riconoscere in una Madonna col Bambino, ivi conservata con un’ipotetica attribuzione al modenese Francesco Stringa (1635-1709), l’opera di uno dei più illustri allievi di Guido Reni, il francese Jean Boulanger (1608-1660), dal 1638 pittore del duca Francesco I d’Este e protagonista della decorazione della reggia sassolese. Poiché, al momento del riconoscimento, ossidazioni, danni del tempo e ridipinture ne offuscavano l’aulica bellezza, un provvidenziale restauro, promosso dal Rotary Club Sassuolo, ha permesso di rivelare la selezione cromatica propria di Boulanger e il suo tipico tratto d’elegante scioltezza, confermando così l’iniziale ipotesi attributiva del relatore e permettendo di meglio suffragarla attraverso riscontri stilistici stringenti con saggi certi dell'artista già restaurati, suggerendo una datazione tra il 1650 e il 1660. Come già pareva indicare anche il dettato compositivo, la presenza di pittura nei lembi ripiegati della tela ha poi permesso di accertare la natura frammentaria dell’opera. Si tratterebbe, infatti, della gloria celeste di una più grande pala che indagini archivistiche suggeriscono di riconoscere in quella che si ergeva nella cappella della famiglia Pasquini, alias Sandonati, nella chiesa delle monache di San Marco a Modena, opera da circa due secoli ritenuta dispersa, raffigurante nella parte inferiore sant’Ermenegildo stante e san Casimiro, re di Polonia, genuflesso. Dopo la soppressione del convento, nel 1785, e la seguente dispersione degli arredi, la pala è citata presso l’Accademia di Belle Arti in un inventario del 1802, per poi riemergere già ridotta al formato “da stanza” attuale, nel primo catalogo della Galleria Estense, del 1854, con una vaga attribuzione alla scuola modenese del XVII secolo, successivamente mutata a favore del bolognese Flaminio Torri (1621-1661) poi di Stringa, fino al recente e importante riconoscimento.



Il Teatro di Francesco II d'Este 
nel Palazzo Ducale di Modena (1686)


Graziella Martinelli Braglia
 

Il 13 marzo 1686, in occasione dei festeggiamenti per il compleanno di Francesco II d'Este, si inaugurava con il dramma in musica L'Eritrea un piccolo teatro di corte, costruito a est del Torrione orientale del Palazzo Ducale. La vicenda edilizia di questa perduta struttura è attestata da un'ampia documentazione, che restituisce nomi di importanti artefici, diretti dal pittore di corte Francesco Stringa, Sovrintendente alle fabbriche ducali: accanto ad artisti modenesi e reggiani come Sigismondo Caula, Flaminio Veratti, Agostino Stringa, Jacopino Consetti, Tommaso Costa, e al fiammingo Pietro Senau, intervengono "macchinisti", decoratori e scenografi fra i più importanti della vicina Bologna, segnalati a Stringa dall'amico Gian Giacomo Monti: vi spiccano Francesco Bibiena, Tommaso Aldrovandini e Marc'Antonio Chiarini. Ma soprattutto ne esce delineata l'organizzazione di un piccolo ma alacre cantiere estense, e al tempo stesso riemerge l'inedita facies, strutturale e decorativa, del teatrino stesso. E il torneo che si tenne a corollario di quei festeggiamenti, intitolato Sfida al Campo della Maga Circe, documenta il prestigioso ruolo nella cultura di corte dell'Accademia dei Dissonanti, odierna Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

NESSUN DORMA   21 maggio 2016 ore 18,00

Sala dei Presidenti
 
 
Concerto del M° Rolf Lislevand
con la chitarra Antonio Stradivari 1679 (Sabionari).
Musiche di compositori dell'epoca barocca.

A cura dell'Associazione “La Chitarra” di Modena.

20.30, 21.15 e 22.00
Visite guidate alla mostra “La chitarra in Italia tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento”.
A cura di Lorenzo Frignani
INFO: PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
059 225566 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 17.30)
info@accademiasla-mo.it
www.accademiasla-mo.it
facebook Accademia Nazionale di Modena
 

La Coscienza animale   18 maggio 2016 ore 16,00

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti

Tartabini Angelo

Prof. Ord. di Psicologia Generale, Università di Parma, Dipartimento di Neuroscienze
  
La coscienza è stato sempre un tema affascinante per psicologi, neuroscienziati, filosofi e per la gente comune. In questa conferenza, oltre a parlare di come sia stato scientificamente affrontato il tema della coscienza da alcuni autori come Damasio, Searle, Davidson, Dennett e Bekoff, sottolineeremo che, molto prima di loro, Charles Darwin aveva già scritto che, fondamentalmente, tra la coscienza umana e quella animale, se esistono delle differenze, esse sono solo quantitative, non qualitative, nella sostanza che si tratti dello stesso tipo di coscienza. Darwin inoltre aggiunse che molti animali provano compassione nei confronti degli altri, che non sono privi di sentimenti e che hanno una loro morale. Questo ci induce a pensare che il tema della coscienza dovrebbe essere affrontato, più di quanto si faccia ora, sotto diversi profili, soprattutto evoluzionistici e psicologico-comparativi (uomo-animale), così potremo capire meglio perché noi esseri umani siamo spesso pervasi da cattiverie, egoismi e dalle guerre.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola
 

COSTITUZIONE, RAPPRESENTANZA, RIFORME   13 maggio 2016 ore 16,00

Incontro con i giovani costituzionalisti di Unimore

SEZIONE DI SCIENZE MORALI, GIURIDICHE E SOCIALI

in collaborazione con
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA
 
Sala dei Presidenti
 
 
introduce e presiede
Luca VESPIGNANI
 
 
Valeria BORTOLOTTI - La riforma della legge elettorale
 
Simone FRANZONI - La riforma del bicameralismo
 
Simone SCAGLIARINI - La riforma del titolo V della Costituzione
 
seguirà dibattito con il pubblico presente
 
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Elio Tavilla

“Era essa l’ultima figlia del principe…” “Dall’alto del castellaccio... il selvaggio signore dominava all’intorno tutto”   11 maggio 2016 ore 16,30

“Così va spesso il mondo…voglio dire così andava nel secolo decimo settimo…” - Personaggi e temi dei Promessi Sposi

Sezione di Storia, Lettere e Arti

in collaborazione con

SOCIETA' DANTE ALIGHIERI - Sezione di Modena
 
Sala dei Presidenti

Mercoledì 4 Maggio 2016 - ore 16,30
 
LUCA GHERARDI
Società Dante Alighieri
 
“Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla sua passeggiata verso casa, nella sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628, Don Abbondio, curato…”

 
Mercoledì 11 Maggio 2016
ore 16,30
 
GIULIO BORGATTI
Società Dante Alighieri
 
“Era essa l’ultima figlia del principe…” 
“Dall’alto del castellaccio... il selvaggio signore dominava all’intorno tutto”

 
I “Promessi Sposi” sono parte della nostra identità culturale e sono ancora attuali per contenuto, lingua, storia. Offrono ritratto dell’Italia eterna e spunti di riflessione sulla lingua italiana.
Sono ancora un romanzo di formazione, un libro per tutti, il libro degli italiani per il suo aspetto fondante che non è quello religioso, ma quello civile ed etico-politico.
Sono una grande lezione morale di un grande italiano, di Alessandro Manzoni.  
Le due sedute di studio in programma danno inizio ad un ciclo di incontri che proseguiranno in autunno e nell’anno prossimo.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione di Storia, Lettere e Arti
arch. Emilio Montessori

Il Presidente del Comitato di Modena, Società Dante Alighieri
Prof.ssa Licia Beggi Miani

Le biblioteche e la Scuola (1860-2016)   06 maggio 2016 ore 16,00

Ciclo di conferenze “Origine ed evoluzione della scuola in Italia”


Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
dott. Ernesto Milano
Già direttore della Biblioteca Estense Universitaria di Modena e Presidente dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena
 
La seconda parte della relazione riguardante “La Biblioteca e la scuola”, tenuta per la prima parte il 18 febbraio u.s., partirà dal periodo post-unitario focalizzando l’attenzione su:
 
la situazione delle biblioteche italiane dopo l’Unità;
i primi tentativi di istituire una biblioteca pubblica contrapposta alla biblioteca di élite;
- la situazione all’inizio del XX secolo fino alla conclusione del primo conflitto mondiale;
- le biblioteche del ventennio fascista e il loro rapporto con la scuola;
- il manifesto UNESCO sulla biblioteca pubblica e sull’introduzione in Italia della biblioteca pubblica ispirata al modello della “public library”;
- l’istituzione del Ministero per i Beni culturali;
- le biblioteche scolastiche e il loro rapporto con la cultura post ’68 e nell’ultimo trentennio del ‘900;
- la situazione delle biblioteche nel primo quindicennio del secolo XXI. 

La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

La Nanomedicina e i viaggi di Gulliver   29 aprile 2016 ore 16,00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
 
Prof. Giovanni Tosi
Dipartimento di Scienze della Vita
Università di Modena e Reggio Emilia
 
Le avventure di Gulliver, dopo il suo naufragio sull’isola di Lilliput, rappresentano anche l’emblema di un viaggio verso un mondo diverso, dove i rapporti tra il gigante e il minuscolo si stabiliscono e si strutturano. E dove il gigante apprezza e capisce le potenzialità del minuscolo. Quanto descritto da Jonathan Swift è ovviamente un sogno. La Nanomedicina è una realtà. Sistemi nanometrici, un miliardesimo di volte più piccoli di un metro, possono avere potenzialità concrete in un vastissimo range di applicazioni, tra cui la medicina. Tali vettori si comportano come i migliori taxi di una metropoli, possono trasportare, proteggere, indirizzare e rilasciare i farmaci esclusivamente negli organi malati, nelle aree patologiche fino addirittura alle singole cellule bersaglio. Una delle scommesse per il futuro della medicina e della farmacologia.

La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Le donne e la Grande Guerra.   27 aprile 2016 ore 16,00

Ciclo “Prima Guerra Mondiale”

Sezione di Storia, Lettere e Arti

Sala dei Presidenti

Conferenza di Riccardo Balzarotti-Kämmlein, operatore nell’ambito dei beni culturali, dedicata al ruolo delle donne nella grande guerra.
 
Il relatore parla dei molti ruoli che le donne ebbero durante il conflitto e della rivoluzione epocale che avvenne nei quattro anni di guerra, allorché la penuria o l’assenza di uomini impose il loro utilizzo in mansioni fino ad allora non contemplate dalla società del tempo.
Il prezzo pagato dalle donne nella guerra fu altissimo: la perdita di mariti o figli, la lontananza, la povertà, la scarsità di cibo.
Le mansioni fino a pochi mesi prima appannaggio del solo sesso maschile vennero svolte da loro (dal lavoro in fabbrica per la sempre maggiore necessità di produzioni belliche ai trasporti come conduttrici o bigliettaie di tram, ma anche verniciatrici, saldatrici, etc) all’assistenza ai feriti e ai moribondi, al supporto alle famiglie rimaste sole ed ai soldati in convalescenza o licenza. Come i loro uomini al fronte, fecero il loro dovere e lo fecero bene. Indipendentemente dalla classe sociale e dalla ricchezza. Inventarono altresì metodi ingegnosi per aiutare lo sforzo bellico: dalla produzione di coltri e vestiti di riuso, alla raccolta di fondi, al finanziamento di unità mediche e infermieristiche. La regina Elena non fu da meno ed attrezzò il Quirinale a Ospedale territoriale specificamente per la cura dei grandi invalidi, diventando un icona della donna italiana moderna. Fu un epopea di cui tutti, ed in particolare i nostri ragazzi, devono conoscere il grande valore nazionale e sociale.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

Contardo d’Este: santo dinastico e compatrono di Modena   18 aprile 2016 ore 16.00

Sezione di Storia, Lettere e Arti

In collaborazione con

SOCIETA' DANTE ALIGHIERI, Sezione di Modena
 

Sala dei Presidenti
 

Licia Beggi Miani
STORIA DI UNA VITA E DI UNA DEVOZIONE

Federica Missere Fontana
MONETE TESTIMONI DEL CULTO CONTARDIANO
 
L'ottocentesimo anniversario della nascita di Contardo d'Este, presumibilmente figlio di Aldobrandino I signore di Ferrara (in carica dal 1212 al 1215), santo per acclamazione popolare poi per atto ufficiale della chiesa, offre l'opportunità di rinnovare la memoria storica della sua breve vita terrena (1216-1249) e di ripercorrere la devozione e il culto a lui riservati per secoli ed ancora oggi presenti nei territori che furono parte dei domini estensi e vivi soprattutto a Broni.
La straordinaria ricorrenza è anche occasione per sottolineare come quella vita e quella devozione si siano intrecciate con la storia di casa d'Este e con le vicende della città di Modena, al tempo in cui era la capitale del Ducato.
La seduta di studio, a due voci, ricostruisce un ideale itinerario contardiano tra archi temporali e spazi tra loro lontani, ma legati dalle carte d'archivio e dalle diverse testimonianze, fonti inconfutabili della devozione al Santo di Casa d'Este.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

​La spedizione nazionale 1975 del CAI al Lhotse in Himalaya (8515 metri), 40° anniversario   13 aprile 2016 ore 16,30

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali

in collaborazione con 

Società dei Naturalisti e Matematici di Modena

Sala dei Presidenti
 
Prof. Mario Panizza - Università di Bologna
 
Vengono illustrati, con l'ausilio di numerose immagini per lo più inedite, i vari aspetti e le vicende della spedizione, che nella primavera del 1975 ha affrontato il Lhotse, una delle vette con quote superiori agli ottomila metri della catena himalayana.
La spedizione era guidata da Riccardo Cassin e vi parteciparono altri validi alpinisti, fra i quali Reinhold Messner, e alcuni studiosi per ricerche scientifiche.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Nomos e Téchne. Il necessario dialogo fra diritto e tecnologia   11 aprile 2016 ore 17.00

Per il Ciclo di Seminari su SICUREZZA INFORMATICA


Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
 
 
Prof.ssa Giusella Finocchiaro
Università di Bologna
 
Il ciclo di seminari dedicato alla “Sicurezza Informatica” intende offrire una visione a breve e lungo termine sui possibili impatti derivanti dalla rapida evoluzione tecnologica in termini di discontinuità, opportunità e minacce, e valutare con i partecipanti l’applicabilità di metodi e norme che siano in grado di conciliare la difesa sociale e il rafforzamento dei diritti personali.
Questo terzo intervento è dedicato ad una presentazione prospettica che miri a conciliare la rapida evoluzione tecnologica con la normativa nazionale e internazionale.
Nota biografica del relatore. Giusella Finocchiaro è professore ordinario di diritto privato e di diritto di Internet nell'Università di Bologna. Avvocato in Bologna. Rappresenta l’Italia nella Commissione sul commercio elettronico dell’UNCITRAL di cui è presidente. È stata consulente del Governo Italiano e consulente del Governo Russo, quale membro del Progetto Tacis sul commercio elettronico in Russia. È corrispondente italiano per numerosi progetti della Commissione Europea. È stata membro dell'ENISA Permanent Stakeholders Group. È stata membro della Commissione speciale sul diritto d'autore e le nuove tecnologie del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore, presso il Ministero per i beni e le attività culturali. Partecipa ad un progetto internazionale per la redazione della legge sul commercio elettronico in collaborazione con il Parlamento Cinese. È membro del Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria. È membro del Consiglio dell'ACRI. Presidente dal 2015 della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Dal 2016 è Presidente dell’Organismo di Vigilanza di Cassa depositi e prestiti S.p.A. ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n.231.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola
 

La modella del Botticelli-Simonetta Cattaneo Vespucci, simbolo del Rinascimento - Edizioni Studio Tesi, 2015   05 aprile 2016 ore 16.00

​Presentazione del libro


SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI

Paola Giovetti - autrice

Spesso le donne hanno ispirato poeti e artisti. A Simonetta Cattaneo Vespucci spetta a buon diritto un posto accanto a Beatrice, che fu la musa di Dante, e a Laura, che fu quella di Francesco Petrarca. Ma mentre di Beatrice e Laura non conosciamo il volto, di Simonetta abbiamo tanti splendidi ritratti dipinti da celebri artisti, primo fra tutti Sandro Botticelli: Venere, Primavera e tante radiose Madonne da lui dipinte hanno il volto di Simonetta. Altrettanto celebri poeti (il Poliziano e Lorenzo il Magnifico, per non fare che due nomi fra i tanti) ne hanno cantato la leggiadra figura e l’anima, di certo non meno affascinante del volto, mentre cronache e lettere di contemporanei (tra cui Machiavelli e Vasari) ci informano di vari aspetti della sua biografia. Di Simonetta sappiamo quindi tante cose, anche se di lei personalmente non ci è giunto alcuno scritto. Simonetta ha lasciato un segno potente nella letteratura e nell’arte del suo tempo, il più splendido che Firenze e l’Italia abbiano conosciuto, il Rinascimento delle arti e delle lettere, l’età di Lorenzo il Magnifico. E come tale è giusto ricordarla.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Per un presente a sua altezza reale l'augusto sovrano: il ritratto del feldmaresciallo Johann Joseph Radetzky   04 aprile 2016 ore 16.00

SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI

Prof.ssa Lidia Righi Guerzoni

Visitando il Palazzo ducale di Modena, si ha modo di ammirare nella “Galleria dello Stringa” un'accattivante teoria di ritratti scultorei del XIX secolo di notevole interesse storico. Fanno parte delle collezioni della Galleria Estense e sono stati affidati in deposito all'Accademia Militare che, com'è noto, ha sede nel Palazzo. Tra duchi, principesse e altri eminenti personaggi si trova pure il feldmaresciallo Johann Joseph Radetzky, il cui ritratto presente già nelle collezioni ducali è emblematico degli stretti rapporti politico-militari con i sovrani austro-estensi. Nonostante la palese qualità, l'opera è rimasta a lungo ignorata ed è stata esposta una volta sola nel 1996 nella rocca di Vignola con l'attribuzione generica a “Scultore attivo alla metà del XIX secolo”. Compulsando fonti archivistiche inedite riferite al contesto storico-economico di Massa e Carrara, in particolare all'industria e al commercio del marmo, si sono rinvenute notizie di grande interesse che hanno permesso di circostanziare la commissione dell'opera e il nome dell'artista che la realizzò nel 1851, Ferdinando Pelliccia, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Carrara. Protagonista dell'iniziativa fu il cittadino inglese William Walton, nota figura di sagace imprenditore e di intraprendente commerciante di marmo a largo raggio fino a fornirne per la costruzione del Campidoglio di Washington, armatore di una piccola flotta battente bandiera estense e ideatore ad Avenza (oggi Marina di Carrara) di un “rivoluzionario” pontile allungato sul mare per agevolare il caricamento dei blocchi marmorei. Ed è proprio in attesa dell'approvazione di questo progetto da parte di Francesco V che Walton commissiona il busto di Radetzky per fargliene omaggio, ben consapevole dei diuturni contatti del sovrano con il feldmaresciallo, rinsaldati durante il recente conflitto tra Austria e Piemonte (1848-1849).

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

LE PIANTE ENDEMICHE. TIPI, ORIGINE E SIGNIFICATO BIOGEOGRAFICO   31 marzo 2016 ore 16.00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
  
Prof. Fabio Garbari
Università di Pisa
 
Le piante che si sono adattate, nel corso della loro evoluzione, a vivere in luoghi particolari e unici sono dette endemiche. Per definirne il valore in termini scientifici, ecologici e biogeografici, devono essere correttamente identificate, si deve conoscerne l’esatta distribuzione (areale) ma anche il loro rango tassonomico, cioè la gerarchia della loro collocazione nel sistema di classificazione degli organismi vegetali. Alcune entità sono le sole rappresentanti viventi di un gruppo sistematico (un’intera classe; o famiglia; o genere), come il noto Ginkgo biloba, la straordinaria Amborella trichopoda, la Welwitschia mirabilis sudafricana. In Italia le piante endemiche sono più di 1300, circa il 19% della flora spontanea della Penisola e delle Isole. Alcune sono rarissime e minacciate di estinzione, altre sono confinate ad ambienti peculiari come le rocce ricche di metalli pesanti, in genere tossici per i vegetali. Altre ancora sono il residuo di antichi processi di speciazione, cioè il risultato di eventi pregressi che hanno coinvolto le variazioni climatiche, i processi geomorfologici e le caratteristiche genetiche dei popolamenti vegetali interessati. In tale contesto non va sottovalutata anche l’attività antropica. Unicità, relittualità, rarità e bellezza degli elementi endemici nobilitano la flora e la vegetazione di molti ambienti e come tali devono essere tutelati e conservati.
 
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

SICUREZZA PERSONALE E SOCIALE NEL CYBERSPAZIO   21 marzo 2016 ore 17.00

Per il Ciclo di Seminari su SICUREZZA INFORMATICA

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI
 
Sala dei Presidenti
 
Prof. Michele Colajanni
Università di Modena e Reggio Emilia
 
Il ciclo di seminari dedicato alla “Sicurezza Informatica” intende offrire una visione a breve e lungo termine sui possibili impatti derivanti dalla rapida evoluzione tecnologica in termini di discontinuità, opportunità e minacce, e valutare con i partecipanti l’applicabilità di metodi e norme che siano in grado di conciliare la difesa sociale e il rafforzamento dei diritti personali.
Questo secondo intervento è dedicato all’applicabilità di metodologie e tecniche per beneficiare dei miglioramenti intrinseci all’evoluzione tecnologica e al contempo minimizzare i rischi personali e sociali.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Appuntamenti con la musica all’Accademia   19 marzo 2016 ore 16,30

Conferenze-Concerto VIII edizione

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI
 
INTRECCIO DI INCROCI
musica e cultura dall’Armenia in Etiopia
 
Giovanni Indulti, narrazione
Massimo Nalbandian, chitarra
Aram Ipekdjian, duduk
 
Ensemble di chitarre del Conservatorio di Bologna
Mostra fotografica sull’Armenia e sull’Etiopia
a cura della fotografa Antonella Monzoni

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

SUBORDINAZIONE, ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO.   18 marzo 2016 ore 15,30

Seminario di presentazione della Rivista “VARIAZIONI SU TEMI DI DIRITTO DEL LAVORO. G. Giappichelli Editore”

Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali


Evento in corso di accreditamento presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Modena

Presiede
Prof. Carmelo Elio Tavilla
Presidente della Sezione di Scienze morali, giuridiche e sociali

Relazioni
Prof. Massimiliano Marinelli
Professore ordinario di diritto del lavoro presso l’Università degli studi di Palermo

Prof.ssa Antonella Occhino
Professore ordinario di diritto del lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
prof. Carmelo Elio Tavilla

LA CRISI ATTUALE DELLA SCUOLA IN ITALIA   10 marzo 2016 ore 16.00

Ciclo di conferenze

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI
 
Sala dei Presidenti
 
Marco Cattini
professore emerito dell’Università L. Bocconi di Milano e socio effettivo dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena
 
-Due tristi primati: L’analfabetismo funzionale. Il paese col minor numero di laureati dell’Unione Europea.
I deleteri effetti culturali, politici, economici e sociali. Gli effetti del ritardo sull’itinerario dell’economia globale della conoscenza.


La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

"Le emergenze ambientali e sanitarie: la conoscenza per la loro prevenzione e gestione"   09 marzo 2016 ore 16,30

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti

Dr. PAOLO LAURIOLA
ARPA Emilia-Romagna

Il relatore offrirà una breve descrizione della tematica prevenzione e gestione delle emergenze ambientali e sanitarie. Una particolare attenzione verrà dedicata alle modalità per avere una precisa conoscenza degli impatti sanitari in relazione all'evento disastroso. Questo al fine di prevenirne o ridurne l'entità ovvero per indirizzare la gestione delle emergenze ambientali e sanitarie. Una particolare enfasi verrà data all'attività di sorveglianza sistematica ed integrata ambientale sanitaria. Infine verrà fatto un cenno sulla proposta di "Corso di Perfezionamento sulle Emergenze del Territorio Ambientali e Sanitarie" che UNIMORE, Esercito Italiano, Comune di Modena e Arpae stanno organizzando.

La S.V. è invitata

Il Presidente di Sezione 
prof. Marco Sola

 

INAUGURAZIONE 333° ANNO ACCADEMICO   04 marzo 2016 ORE 15,30

PROGRAMMA
 
Introduzione del Presidente e relazione del Segretario Generale
 
Apertura dell’Anno Accademico
 
Attribuzione delle insegne accademiche ai nuovi soci
 
Prolusione del 

Prof. Roberto Cingolani
Direttore scientifico IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, Genova
 
sul tema
 
Evoluzionismo e Nanotecnologie
 
il Presidente dell’Accademia
dott. Ernesto Milano

Passato e futuro di agricoltura e alimentazione. Un viaggio nei libri dell’Accademia   03 marzo 2016 ore 16.00

Per il ciclo di incontri SAPORI IN BIBLIOTECA

SALA DEI PRESIDENTI
 
Promosso dall’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna
 
presentazione del volume
 
Agricoltura e Alimentazione in Emilia Romagna
Antologia di antichi testi

 a cura di Zita Zanardi - (collana IBC "Immagini e Documenti" Edizioni Artestampa, 2015)
 
conversazione
 
Passato e futuro di agricoltura e alimentazione
Un viaggio nei libri dell’Accademia

con la partecipazione di
Paola Di Pietro, Piera Medeghini Bonatti, Michele Melegari e Antonio Cesare Saltini
 
Si offriranno spunti di lettura, informazioni, riflessioni sul tema delle piante salutari e degli alimenti funzionali, il loro passato e futuro; si parlerà di personaggi legati all’agricoltura e ai suoi prodotti, alcuni di grande rilievo nello studio delle eccellenze alimentari del territorio modenese, altri dediti al miglioramento dell’agricoltura di pianura e di collina, altri ancora impegnati a formulare inconsueti suggerimenti per soddisfare i bisogni alimentari in tempi di carestia.
Un approfondimento sarà dedicato a uno dei prodotti dell’Appennino, il mirtillo nero, di gran lunga il più importante fra i cosiddetti piccoli frutti per le proprietà salutari e fitoterapiche, non da tutti conosciute. Presente anche in integratori alimentari e specialità medicinali, le sue qualità sono state e sono tutt’ora impiegate per via sperimentale.
Prossimo appuntamento venerdì 11 marzo 2016 ore 17,30 alla Biblioteca comunale Manfrediana di Faenza con l’incontro “Nutrirsi in Romagna. Storia, tradizioni, dialetto”.

La S.V. è invitata
 

IL LATO CHIAROSCURO DELLA RETE E DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE   01 marzo 2016 ore 17.00

Per il Ciclo di Seminari su SICUREZZA INFORMATICA

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
 
Il ciclo di seminari dedicato alla “Sicurezza Informatica” intende offrire una visione a breve e lungo termine sui possibili impatti derivanti dalla rapida evoluzione tecnologica in termini di discontinuità, opportunità e minacce, e valutare con i partecipanti l’applicabilità di metodi e norme che siano in grado di conciliare la difesa sociale e il rafforzamento dei diritti personali.

Prof. Michele Colajanni - Università di Modena e Reggio Emilia
L'evoluzione della tecnologia, le prevedibili innovazioni derivanti dalla pervasività dell’informatica in tutti i settori amministrativi e produttivi, e le dirompenti conseguenze che ci troveremo ad affrontare.


21 marzo, ore 17
"Sicurezza personale e sociale nel cyberspazio",
Prof. Michele Colajanni
Università di Modena e Reggio Emilia
Il secondo intervento è dedicato all’applicabilità di metodologie e tecniche per beneficiare dei miglioramenti intrisici all’evoluzione tecnologica e al contempo minimizzare i rischi personali e sociali


11 aprile, ore 17
"Nomos e Téchne. Il necessario dialogo fra diritto e tecnologia"
Prof.ssa Giusella Finocchiaro

Università di Bologna
Il ciclo di incontri si concluderà con una presentazione prospettica che miri a conciliare la rapida evoluzione tecnologica con la normativa nazionale e internazionale.

 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

I VACCINI: DA ARMI EFFICACI NELLA LOTTA CONTRO I MICROBI A VITTIME DEL PROPRIO SUCCESSO   29 febbraio 2016 ore 17

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI
 
Sala dei Presidenti

Prof. Samuele Peppoloni
Università di Modena e Reggio Emilia

L’introduzione delle vaccinazioni ha consentito di ridurre enormemente la diffusione della maggior parte delle malattie infettive che da sempre hanno afflitto l’umanità o, come nel caso del vaiolo, addirittura di eliminarle. Tetano, difterite, vaiolo, poliomielite e pertosse sono infatti patologie che, grazie ai vaccini, molti di noi non hanno mai avuto modo di vedere, sebbene un tempo rappresentassero la principale causa di mortalità infantile. Nonostante ciò, in questo momento, i vaccini sono paradossalmente vittime del proprio successo. La drastica diminuzione della frequenza di malattie prevenibili ha ridotto grandemente la percezione della loro gravità ed ha indotto molti a considerare le vaccinazioni rischiose e non più necessarie. L’esperienza di alcuni paesi ha però dimostrato che se i tassi di vaccinazione scendono al di sotto di una determinata soglia queste pericolose malattie possono nuovamente ricomparire.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

“LA PAROLA CHE CREA”   24 febbraio 2016 ore 16.00

Il teatro di William Shakespeare nel IV centenario della morte - 23 aprile 1616


Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
 
Sala dei Presidenti
 
  
dott.ssa Mariella Stagi Scarpa
Docente di letteratura inglese, autrice di numerose pubblicazioni sulla didattica della letteratura
 
Privo di scenografia, senza sipario e aperto alla luce del giorno, il teatro che Shakespeare si trovò ad utilizzare, offriva limiti evidenti e opportunità straordinarie. Nulla aiutava ad identificare il luogo ed il tempo dell’azione teatrale, mentre solo i costumi segnalavano i diversi ruoli degli attori. Proprio queste condizioni diedero a Shakespeare, come ad altri meno geniali drammaturghi dell’età elisabettiana, lo stimolo alla ricerca linguistica più straordinaria del teatro occidentale.
La parola dovette non solo intrecciare relazioni tra i personaggi e costituire l’azione della vicenda ma fu anche lo strumento per creare il tempo e lo spazio dell’azione, per rivelare i pensieri nascosti dei protagonisti e per stabilire un dialogo con il pubblico.
Il teatro di Shakespeare è teatro di parola, e di parola di un grande poeta che continua a coinvolgere il pubblico moderno come coinvolgeva il pubblico di cinquecento anni fa.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

I VACCINI TRA MITI E REALTÀ: UNA PROSPETTIVA IMMUNOLOGICA   19 febbraio 2016 ore 17.00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali

Sala dei Presidenti
 
Prof. Marcello Pinti - Università di Modena e Reggio Emilia

I vaccini costituiscono uno dei più potenti strumenti a disposizione per il controllo e la prevenzione di molte malattie infettive potenzialmente mortali. Dal punto di vista immunologico, un vaccino attiva la cosiddetta risposta immunitaria specifica verso un antigene –solitamente una proteina o una parte di una proteina batterica o virale-  senza che l’organismo ospite venga a contatto con l’agente infettivo da cui quell’antigene deriva. Molti dei dubbi che circolano oggi sulla sicurezza o utilità dei vaccini derivano da un’errata comprensione del loro meccanismo di azione, o del meccanismo di funzionamento della risposta immunitaria.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Presentazione del volume IL CIBO COME SCUSA (Edizioni Il Fiorino)   16 febbraio 2016 ore 16.00

a cura di Mario Celso Baraldi

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
  
Introduce
Il Presidente della Sezione di Storia, Lettere ed Arti, Arch. Emilio Montessori.
 
Intervengono
L’autore e il giornalista Roberto Armenia.
 
Ab ovo, che significa “da capo, da lontano, tanto lontano da essere all’inizio di tutto”. Non so se i modi di dire e gli aforismi sul cibo che citerò in questa “raccolta” vanno così lontano nel tempo. Diciamo allora “Ab ovo usque ad malum” detto tipico espresso per i pasti del popolo romano che cominciavano dall’uovo e finivano con la mela. Così non spaventiamo nessuno mettendo limiti di tempo e di spazio per i nostri detti che si sono accumulati nei secoli per tradizione parlata e scritta nell’ambito dei cibi, delle bevande, delle materie prime usate per alimentare il corpo e la mente dell’uomo. Aforisma, dal greco, significa “definizione, sentenza, precetto espresso in sintesi”. Esistono aforismi che hanno per oggetto quasi tutte le attività umane. Qui ci limiteremo alle espressioni d’interesse che riguardano il mondo alimentare e ciò che si è prestato a coniare detti che abbiano un senso abbastanza condivisibile. In questa raccolta vengono espresse opinioni sulla vita di oggi prendendo gli aforismi e i modi di dire sul cibo come pretesto per attivare alcune considerazioni tra l’ironico ed il faceto su argomenti di attualità. Il cibo come scusa, appunto. Gli acquerelli di Giuliano Della Casa che illustrano il libro sono come “il cacio sui maccheroni”.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori
 

UNA MACCHINA PRODIGIOSA: L’ACCELERATORE LHC DI GINEVRA   11 febbraio 2016 ore 16.30

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE MATEMATICHE E NATURALI
 
Sala dei Presidenti

Prof. Rodolfo Cecchi
Professore emerito, Università di Modena e Reggio Emilia

L’acceleratore LHC (“Large Hadron Collider”), con i suoi enormi rivelatori relativi ai quattro principali esperimenti alimentati dalle collisioni tra protoni di energia pari a 7 TeV (7.10+12 eV) ciascuno, rappresenta il limite delle nostre attuali potenzialità di indagine scientifica. A giustificazione della qualifica di “macchina prodigiosa”, ricordiamo che esso:
- consente di “vedere” (ovvero di rendere investigabili) realtà estremamente piccole (come i quark, 10 -18 m);
- è capace di “creare”più materia rispetto al passato (sempre tramite l’equivalenza tra energia e materia scoperta da Einstein);
- permette di “avvicinarsi”  fino a 10 -12 s  dal Big Bang per studiare il più remoto passato dell’Universo.
Se poi volessimo limitarci al solo aspetto delle innovazioni tecnologiche necessarie per tali prestazioni, LHC ha determinato la crescita di tutta una industria  di frontiera ad altissima specializzazione, che inevitabilmente avrà nel futuro ricadute anche nell’ordinario. Di tutto questo l’oratore, pur non rinunciando alla realtà scientifica di base, cercherà di fornire un resoconto semplice e suggestivo.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

MOSTRA “Alessandro Tassoni nei fondi dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti” APERTA FINO A VENERDì 5 FEBBRAIO 2016   05 febbraio 2016 9,00/12,00

Si comunica che fino al 5 febbraio 2016 resterà aperta presso la Sala degli Specchi dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena l’esposizione “Alessandro Tassoni nei fondi dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti”.
La mostra, comprensiva di una trentina di pezzi, si articola in sezioni relative alla Secchia Rapita, alle Opere di Tassoni, alla Secchia rivisitata da Angelo Fortunato Formiggini, alla fortuna dell’opera Tassoniana e a curiosità.
È esposta l’editio major della Secchia del 1744 ornata con rami, affiancata da alcune tavole xilografiche, prestate dalla Biblioteca Estense, che servirono per illustrare l’editio minor, anch’essa del 1744.
A scopo didattico è stato esposto l’interessante torchio settecentesco prestato dalla Galleria Estense e proveniente dall’azienda degli stampatori ducali Soliani.
L’esposizione si raccorda con la mostra Tassoniana organizzata dai Musei Civici del Comune di Modena in occasione del 450° anniversario della nascita di Alessandro Tassoni.
La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.
Per eventuali richieste di visita pomeridiana e per gruppi è necessaria la prenotazione preventiva allo 059 225566 oppure inviando una mail a info@accademiasla-mo.it.

 

“La Secchia in trionfo”: poesia e pittura   05 febbraio 2016 ore 16.00

Ciclo di conferenze

Sezione di Storia, Lettere e Arti

in collaborazione con

SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Comitato di Modena
 
Sala dei Presidenti
 
Nel nome di Alessandro Tassoni, di cui nel 2015 si è celebrato il 450° della nascita, riprende l’attività del Comitato di Modena rivolta, come sempre, ai Soci della Dante e a quanti, condividendo il senso di appartenenza alla cultura ed alla lingua italiana, vogliano approfondire aspetti e personaggi della nostra letteratura.
I due incontri, organizzati in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena, offriranno anche l’opportunità di visitare la mostra allestita nella Sala degli Specchi dell’Accademia e dedicata al Tassoni, alla Secchia Rapita e all’arte dei Soliani, stampatori ducali.
 
Venerdì 5 febbraio 2016 - ore 16.00

“La Secchia in trionfo”: poesia e pittura


A cura di Margherita Beggi
 
 
La S.V. è invitata

Il Presidente
della Sezione di Sezione di Storia, Lettere e Arti
prof. arch. Emilio Montessori

Il Presidente
del Comitato di Modena della “Società Dante Alighieri”
prof.ssa Licia Beggi Miani

RICORDANDO MARIO GRANDI (1931-2011)   22 gennaio 2016 ore 16.00

SEZIONE DI SCIENZE MORALI, GIURIDICHE E SOCIALI

In occasione della donazione della biblioteca giuridica del Maestro all’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Modena.

saluti di
Ernesto Milano, Presidente dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Modena
Elio Tavilla, Presidente della Sezione di Scienze morali giuridiche e sociali dell’Accademia
 
introduce e presiede
Franco Carinci, Università di Bologna
 
INTERVENGONO
Lorenzo Grandi, figlio del Maestro
Enrico Gragnoli, Università di Parma e socio dell’Accademia
Fausta Guarriello, Università «G. D’Annunzio» di Chieti-Pescara
Alberto Tampieri, Università di Modena e Reggio Emilia
 
La S.V. è invitata

Il Presidente
dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Modena

Il Presidente
della Sezione di Scienze morali giuridiche e sociali dell’Accademia

Il restauro del volume "Historia mundi naturalis" di Plinio   21 gennaio 2016 ore 16.00

In collaborazione con

SOCIETA' DEI NATURALISTI E MATEMATICI
DI MODENA

Claudia Facchini

Università di Bologna

Federico Montaguti 
laboratorio di restauro “La bottega dei Gozzi”


Presentazione del restauro del volume del 1582
"Historia mundi naturalis" di Plinio.


La S.V. è invitata



 

HOMO NALEDI “UNA STELLA NEL FIRMAMENTO DELL’EVOLUZIONE UMANA”   20 gennaio 2016 ore 16.00

SCOPERTA E DESCRIZIONE DI UNA NUOVA SPECIE DI HOMO

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

In collaborazione con

UNIVERISTA' DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA
Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche
Dipartimento di Scienze della Vita


Damiano Marchi
Professore Associato di Antropologia
Dipartimento di Biologia - Università di Pisa
 
Antropologo dell’Università di Pisa, il prof. Marchi è uno dei massimi esperti del settore e unico italiano coinvolto nello studio di questo nostro antenato.
L’Homo naledi prende il suo nome scientifico dalla Dinaledi Chamber del complesso della Rising Star cave in Sudafrica dove è stato rinvenuto nel 2013. Le circa 1.500 ossa, per un numero complessivo di 15 individui, appartengono a una specie, alta circa 150 cm, che mostra caratteristiche intermedie tra Australopithecus e Homo: la morfologia del cranio, della mandibola e dei denti è simile a quelli delle altre specie di Homo, mentre le dimensioni del cervello sono comparabili a quelle del più vecchio Australopithecus. Gli arti inferiori hanno una forma molto simile a quella di Homo sapiens, mentre la conformazione del bacino ricorda quella di Australopithecus afarensis. Le proporzioni delle dita della mano sono simili a quelle dell'uomo, ma le falangi prossimali sono estremamente ricurve, anche in misura maggiore rispetto a qualsiasi australopiteco.
Il Prof. Marchi parlerà del ritrovamento e dell'importanza di questo ominino e in particolare dell'osso perone, fondamentale per capire come camminavano i nostri antenati. L'età dell'Homo naledi non è stata ancora determinata a causa del suo ritrovamento in grotta che "confonde" i dati. I vari ricercatori comunque parlano di un lasso di tempo variabile dai circa 2,5 milioni di anni a un solo milione di anni.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

CONCERTO - L’avvento e il Natale di Cristo Gesù nei canti del tempo e delle genti   18 dicembre 2015 ore 17.00

Festa degli Auguri di Natale

Sala dei Presidenti
 
Coro Tomas Luis da Victoria
Direttore Giovanni Torre
 
Nel concerto che il De Victoria propone in questa occasione, verranno eseguiti brani ispirati, non solo alla tradizione natalizia ma anche al periodo dell’Avvento.
Infatti, con una durata di tre settimane, la liturgia dell’Avvento si pone come tempo di speranza e di preparazione alla venuta del Cristo Gesù. Annunciato dai profeti, preparato dal Precursore, e compiuto dalla Vergine Maria, sono tre le figure centrali dell'Avvento: Isaia, Giovanni Battista e Maria. E come il Natale, l’Avvento è stato nel tempo, ed è ancora oggi, fonte di ispirazione poetica per la musica sia colta che popolare.
 
Seguirà brindisi d’auguri
 
La S.V. è invitata

Il Presidente
Dott. Ernesto Milano

Presentazione del volume FORLI' di Gianfranco Levoni   16 dicembre 2015 ore 17

Sala dei Presidenti

Introduce
il prof. Ernesto Milano
 
Intervengono
Eugenio Tangerini - Giornalista
Gianfranco Levoni - Autore
 
“È un volume prezioso che invita a porsi in modo nuovo di fronte a Forlì e al suo territorio. È un invito a vedere e non solo a guardare. È un invito a far crescere senso di responsabilità e grande rispetto per i luoghi, per le testimonianze, per l’immagine della città in cui viviamo”.
(dalla presentazione dell’Arch. Claudio Giannelli)

“Alla ricerca di spunti fotografici, ho percorso i luoghi più rappresentativi della città: l’austera architettura di S. Mercuriale, il suo imponente campanile simbolo della città, lo splendore degli affreschi e dei marmi del Duomo, le tante chiese scrigni di preziose opere d’arte, i sontuosi palazzi gentilizi, lo storico palazzo comunale, la grande piazza teatro di tragici eventi”.
(dalla presentazione di Gianfranco Levoni)
 
Della stessa collana fanno parte anche i libri fotografici: New York (2003), Bruxelles (2004), Barcelona (2005), Bologna (2006), Il viaggio (2007), Ravenna (2008), Modena (2009), Ferrara (2010), Parma (2011), Mantova (2012), Reggio Emilia (2013), Piacenza (2014).

 
​La S.V. è invitata
 
Il Presidente dell’Accademia
Dott. Ernesto Milano

La storia della medicina modenese attraverso l’opera di Pericle Di Pietro nel centenario della nascita   04 dicembre 2015 ore 16.00


SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI
 
Sala dei Presidenti

Gr. Uff. prof. Italo Farnetani
  
Da uno studio sistematico delle opere di storia della medicina di Pericle Di Pietro, realizzato nel centenario della nascita e a cinque anni dalla morte, emerge sia un assoluto rigore scientifico dello studioso, sia la sua visione olistica della medicina, utile anche nell’analisi storica, in cui la linea conduttrice è la centralità data alla persona. Tale revisione dimostra l’autorevolezza e attendibilità del Di Pietro, sia come medico, sia come storico della medicina, tanto da poterlo classificare come una delle eccellenze modenesi.
Viene effettuata anche una revisione sistematica di tutti gli studi che riguardano la storia della medicina modenese, a cui il Di Pietro ha dedicato gran parte delle sue ricerche.
Le pubblicazioni sull’argomento sono così documentate ed esaurienti che permettono uno studio sistematico con conclusioni spesso originale sulla storia della Città.
Si rileva il ruolo primario che ha avuto nello sviluppo sia della medicina sia dell’intera società modenese, la presenza della corte estense con il ruolo determinante di alcuni sovrani.
Risulta accresciuto il ruolo del primo ospedale di Modena che fu quello fondato presso il Monastero di S. Pietro nel 996; si comprende l’importanza della sanità modenese in rapporto all’incremento demografico dopo l’anno mille e la presenza  di ospedale fondati da importanti Ordini religiosi o equestri; ma si spiega anche perché nacque  la «Santa Unione», esempio precoce di servizi sanitari  integrati e “a rete”; perché si sviluppò  la « Cadè» e l’ospedale importante fu quello di Sant’Agostino:  è inoltre  possibile esaminare la relazione fra i vari ospedali anche in rapporto alle vie di comunicazione e alla società medievale.
Nella città e nella provincia modenese hanno operato medici insigni grazie anche alla presenza di un’antica Università che ha sempre stimolato la formazione della classe medica.
L’abitudine al confronto, sia nell’ateneo, sia nelle varie istituzioni cittadine, ha prodotto elaborazioni interdisciplinari come lo studio iniziato nel 1828 di una farmacopea modenese.
Importante anche il ruolo degli esponenti della società civile, attraverso associazioni e sodalizi, che hanno sempre anteposto il diritto alla salute della popolazione, vengono esaminati alcuni aspetti anche in relazione al Risorgimento.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
prof. Marco Sola

“Quello che fingo d’essere e non sono” Guido Gozzano e la fine dell’800   20 novembre 2015 ore 15.30


Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
  
Donata Ghermandi
docente liceale ed esperta di poesia italiana del Novecento
 
Quasi un secolo fa, nell’agosto 1916, moriva Guido Gozzano. Il poeta poco più che trentenne lasciava una sola raccolta, alla quale si rivolse presto l’attenzione dei contemporanei, nonostante le rime perfette dei versi e le atmosfere evocate nei suoi Colloqui avessero toni un po' fuori moda. Gozzano entrò nel canone dei Crepuscolari, ma ai lettori più attenti, come Eugenio Montale, questa sistemazione apparve riduttiva della originalità dell'autore. Montale mise in luce una delle peculiarità di Gozzano, cioè l’aver saputo “attraversare D’Annunzio”: con questa celebre espressione, egli intese dire che Gozzano comprende la lezione del più popolare fra i poeti del suo tempo ma non vi resta imprigionato, sfugge l’imitazione, fa tesoro della lettura di D’Annunzio per la ricerca di una propria scrittura. Sulla scia della interpretazione di Montale, e in virtù dell' ironia che percorre le sue rime, Gozzano è stato letto da molti, e correttamente, in chiave anti-dannunziana, come fautore della parodia del divismo e della moda superomistica. Questa soluzione, però, non rende conto della lucidità con la quale Gozzano guarda alla fine di tutto un secolo, al tramonto delle grandi categorie e delle fedi dell'Ottocento.
Intervengono in qualità di lettori gli alunni della 3B del Liceo Classico Muratori di Modena.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Dante nella modernità: da Alfieri a Montale   13 novembre 2015 ore 16.00


Sezione di Storia, Lettere e Arti

in collaborazione con 
Società Dante Alighieri - Comitato di Modena
 
Sala dei Presidenti
 
“Il maschio, e feroce poema di Dante”: Alfieri e la Commedia
Gabriella Fenocchio

Docente di Lettere presso il Liceo Scientifico “N. Copernico” – Bologna
 
“Ghibellin fuggiasco” e “non domito nemico della fortuna”: il Dante di Foscolo e di Leopardi
Roberta Cavazzuti

Società Dante Alighieri. Già docente di Italiano e Latino presso il Liceo Classico “Muratori”- Modena
 
Fra Pascoli e d’Annunzio: il simbolismo dantesco nella letteratura dell’Italia unita
Giorgio Zanetti

Professore ordinario di Letteratura Contemporanea. Direttore del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane-Università di Modena e Reggio Emilia
 
Dante in Montale
Alberto Bertoni

Professore ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea, Università degli Studi di Bologna
 
La seduta di studio si inserisce nel programma di iniziative congiunte della Dante e dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere, Arti  per il 750° anniversario della nascita di Dante e conclude il ciclo triennale di “Lectura Dantis”.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Commemorazioni in occasione del 250° anniversario della nascita di PAOLO RUFFINI   10 novembre 2015 ore 16.00

Ciclo di conferenze



SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

in collaborazione con

UNIMORE Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
e
Piano Nazionale Lauree Scientifiche

Valentano, 22 settembre 1765 – Modena, 10 maggio 1822
Paolo Ruffini – Matematico e medico – nacque a Valentano nel 1765 e trascorse
a Modena quasi tutta la sua vita, dove morì nel 1822. Dal 1797 fu professore e in
seguito Rettore dell’Università di Modena, ove insegnò clinica medica e matematica
applicata. Dal 1816 fu presidente della Società dei Quaranta. La sua Teoria delle
equazioni segnò l’inizio di quel rinnovamento nella teoria dei gruppi che avrebbe
condotto allo sviluppo della teoria di É. Galois, di poco posteriore a Ruffini.

Martedì 10 Novembre 2015
ore 16

Proff. Ferdinando Taddei e Umberto Torelli
Paolo Ruffini, un medico del primo Ottocento


Il 22 settembre di 250 anni fa’ nasceva a Valentano (Viterbo) PAOLO RUFFINI, uno scienziato che deve la sua fama principalmente ai risultati ottenuti nel campo delle equazioni algebriche. La famiglia era di Reggio Emilia, ma spesso è considerato modenese perché in questa città trascorse tutta la sua vita, eccezion fatta dei primi anni. Presso l’Università di Modena, che era stata da poco riformata, apprese la matematica nel biennio filosofico, ma si laureò in medicina. Intraprese così la duplice professione di medico della città e di docente universitario, che proseguì fino alla morte. Nella sua lunga carriera accademica, ricoprì cattedre di tutte le discipline matematiche dell’epoca e  con la restaurazione del 1814 il Duca gli affidò anche la carica di Rettore. Nell’arco della sua vita, Ruffini vide l’avvicendamento di diversi governi, ma nonostante il suo spirito conservatore, accettò il succedersi degli eventi mantenendo un certo distacco dall’impegno politico e facendosi valere per le capacità scientifiche, per il rigore morale e per la difesa incondizionata della religione cattolica. I suoi interessi scientifici spaziarono in tutti i rami della matematica e per sostenere e difendere i propri principi religiosi, scrisse anche di questioni filosofico-matematiche e filosofico-mediche. Fu Socio e poi (dal 1816) Presidente della Società Italiana delle Scienze, membro dell'Istituto Nazionale, dell’Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Modena e di altre numerose accademie. Per i ruoli ricoperti fu in contatto col fior fiore del mondo scientifico italiano. 

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
prof. Marco Sola

“Premio Spallanzani”   30 ottobre 2015 ore 16.00

Presentazione del volume "Nel nome di Lazzaro. Saggi di storia della scienza e delle istituzioni scientifiche tra XVII e XVIII secolo"


SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, AMTEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti

Il volume raccoglie 12 saggi che hanno partecipato alla selezione per la prima edizione del “Premio Spallanzani”, tra cui i contributi dei primi tre classificati.
Introduce Bruno Cavalchi, Presidente del Centro Studi “Lazzaro Spallanzani” di Scandiano.
Intervengono gli autori Rossella Baldi, Ilaria Bortolotti, Giulia Delogu, Giuseppina D’Antuono, Dario De Santis.
Segue visita guidata al palazzo a cura della socia Graziella Martinelli Braglia..

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

Presentazione del volume "ETICA ORIGINARIA E ASSOLUTO AFFETTIVO La coscienza e il superamento della modernità nella teologia filosofica di Antonio Rosmini"   29 ottobre 2015 ore 15.00


SEZIONE DI SCIENZE MORALI, GIURIDICHE E SOCIALI

Sala dei Presidenti

sarà presente l'autore Fernando Bellelli

SALUTI DI
Padre Vito Nardin, Preposito generale dell'Istituto della Carità (Rosminiani)

INTRODUCE E MODERA
Vincenzo Pacillo, Professore Associato di Diritto Canonico ed Ecclesiastico (Università di Modena e Reggio Emilia)

DISCUTONO DEL LIBRO, INSIEME ALL’AUTORE,
Paolo Pagani, Professore Ordinario di Filosofia Morale (Università Ca’ Foscari di Venezia)
Paolo Heritier, Professore Associato di Filosofia del Diritto (Università di Torino)

Viene presentato il volume di Fernando Bellelli, Etica originaria e assoluto affettivo. La coscienza e il superamento della modernità nella teologia filosofica di Antonio Rosmini, Vita e Pensiero, Milano 2014, con prefazione di P. Sequeri e postfazione di N. Galantino.
La presenza e la figura di Rosmini a Modena è stata ed è una realtà significativa fino ai nostri giorni, che lo ha visto coinvolto e protagonista, non solo negli anni della sua frequentazione della nostra città, ma anche nel periodo successivo, come documentato da Benvenuto Donati, illustre professore, Presidente della Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali, come anche dell’intera Accademia. 
L'opera di Bellelli verrà presentata a partire dall'angolazione che riguarda il rapporto tra la morale ed il diritto. Moderato dal prof. Vincenzo Pacillo, professore di Diritto delle Religioni in Unimore, l'incontro, dopo il saluto del Padre generale dell'Istituto della Carità (fondato da Rosmini), Padre Vito Nardin, vedrà l'intervento del prof. Paolo Pagani, professore ordinario di Filosofia morale alla Ca' Foscari di Venezia, che tratteggerà i tratti salienti dell'opera da questo sguardo disciplinare. Dal versante del diritto invece interverrà il prof. Paolo Heritier, professore associato di Filosofia del diritto ed esperto di estetica giuridica, dell'Università di Torino. 
L'iniziativa conferisce risalto all’itinerario culturale che in questi anni, dopo vicende molto complesse, porta sempre più alla ribalta il Roveretano tra i grandi geni dell’umanità, ed intende farlo sullo snodo fondamentale delle implicazioni giuridiche del rapporto tra la libertà di coscienza e l’esigenza etica dell’anelito umano alla pienezza del vero bene.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
prof. Elio Tavilla

Le immagini matematiche di Boscovich: intuizione e ragione nel secolo dei lumi   21 ottobre 2015 ore 16.00


SEZIONE DI SCIENZE FISICHE MATEMATICHE E NATURALI


Prof. Cesare Oliva

Il metodo scientifico inaugurato da Galileo consiste fondamentalmente nell’elaborare modelli matematici in grado di interpretare dati sperimentali raccolti in precedenza. Più modelli coerenti tra loro possono poi portare a una nuova teoria scientifica, in grado di prevedere i risultati di nuovi esperimenti. Questo è il metodo più comunemente seguito dalla ricerca scientifica. Ma a volte si è rivelato fecondo anche un percorso diverso. Esso parte da immagini matematiche della realtà naturale, dovute a intuizione o fondate su considerazioni estetiche o filosofiche, ma non su dati sperimentali. E’ il modo di pensare seguito a volte anche da Roger Boscovich, che ha portato a immagini matematiche riprese nelle epoche successive da grandi scienziati come Michael Faraday, Clerk Maxwell e William Thompson: su quella base essi hanno condotto esperimenti e formulato modelli matematici fondamentali per la fisica dei nostri giorni.

La S.V. è invitata

il presidete di Sezione
prof. Marco Sola

ALCOL: IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO   16 ottobre 2015 9.00-12.30

Effetti fisiopatologici, aspetti sociali e interventi psicoterapeutici

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI


Con il supporto di

ROTARY CLUB MODENA

CONSORZIO MARCHIO STORICO DEI LAMBRUSCHI MODENESI

FONDAZIONE MARIO BARALDI PER LE SCIENZE 

PRM - SOCIETA' DI REVISIONE


Sala dei Presidenti

09.00  SALUTO DI BENVENUTO
Ernesto Milano
 - Presidente dell’Accademia
Marco Sola - Presidente della Sezione di Scienze Fisiche Matematiche e Naturali
Angelo Oreste Andrisano - Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia
Giancarlo Muzzarelli - Sindaco di Modena

Chairmen
Mario Baraldi (Modena) - Gian Luigi Gessa (Cagliari)


IL BUONO
                                                                  
09.30
Mario Baraldi - Modena
Effetti positivi del consumo moderato di bevande alcoliche

09.50
Giancarlo Colombo – Cagliari
Modelli sperimentali di studio dell’addizione all’alcol
 
           
IL BRUTTO
                                 
10.10
Giovanni Addolorato - Roma
Uso inadeguato di alcol e patologie alcolcorrelate
 
           
IL CATTIVO
                                 
10.40
Raimondo Maria Pavarin – Bologna
Effetti sociali legati all’uso smodato di alcol
           
 
STRATEGIE DI PREVENZIONE E TERAPIE
 
11.00
Claudio Annovi – Modena
Il ruolo dello psicologo nel trattamento dell’alcolismo
           
 
LETTURA MAGISTRALE
                                 
11.20
Gian Luigi Gessa - Cagliari
La nuova vita dell’Antabuse
 
 
La S.V. è invitata
 
il Presidente di Sezione
prof. Marco Sola

Quale continuità tra la medicina del passato e l’attuale?   15 ottobre 2015 ore 16.00

conferenza di Enrico De Micheli
   
introdurrà Mario Panizza
vice-Presidente dell'Accademia 

Ignorabimus…. fu il famoso pronunciamento che Du Bois-Reymond lanciò a Lipsia (nello Stadttheater) facendo fremere tutto l'auditorium scientifico e filosofico presente. Il positivismo indicava la luce da seguire permettendo di separare nettamente la metafisica dalla scienza. Quest'ultima strada sarebbe diventata la via maestra da percorrere nei secoli successivi. Luigi Luciani, valido fisiologo italiano specializzando in Fisiologia Umana a Lipsia, cessò, da quel momento, di occuparsi delle dispute filosofiche. Da allora la Medicina ci ha sempre stupiti, forse affascinati dalle proposte che prepotentemente si affacciano con regolarità sulla scena mondiale (anche con qualche preoccupazione). La linea di continuità con la Storia della Medicina è stata tagliata per sempre?
 
Apprezzati gli studi classici liceali, Enrico De Micheli ha frequentato il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, laureandosi nel 1969. Successivamente ha sempre lavorato a Modena in ambito ospedaliero, per oltre 40 anni, di cui 21 in posizione apicale. Ha  sentito e subìto il fascino della Storia della Medicina sin dai primissimi contatti da studente: per anni ha raccolto informazioni, opinioni, immagini…. che, con il maggior tempo libero concesso dallo stato di “pensionato”, sta pian piano valutando e arricchendo… al fine di coinvolgere e affascinare un pubblico sempre più vasto, potenzialmente portatore di sensibilità, curiosità e interessi di grande aiuto nella raccolta di notizie e interpretazioni.
 
La S.V. è invitata
 
Presidente dell'Accademia
Ernesto Milano


 

Cosa si è detto alla corte di Vienna il 24 maggio 1915 quando il Regio Esercito Italiano varcava il confine dell’Impero austro-ungarico?   09 ottobre 2015 ore 17.00


SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI
 
Sala dei Presidenti
 
intervista del giornalista Massimo Nardi
S.A.I.R. Martino d'Asburgo-Lorena Arciduca d'Austria-Este
 
Ricordi di Famiglia che saranno svelati agli appassionati ed agli storici relativi ad un avvenimento che avrebbe cambiato il volto dell’Europa.
 
S.A.I.R. Martino d'Asburgo-Lorena, Arciduca d'Austria-Este, è nato nel 1958, terzo maschio di Roberto d'Austria-Este, secondogenito dell'ultimo imperatore d'Austria, il Beato Carlo I e Margherita Savoia-Aosta, figlia di Amedeo, viceré d'Etiopia.
Agronomo amministra da decenni la tenuta della madre a Sartirana di Lomellina ed è presidente dei risicoltori europei.
La sua prima visita in forma “ufficiale” a Modena avvenne nel giugno del 1990, in quell'occasione visitò il Palazzo Ducale e si recò a Pavullo nel Frignano e al castello di Montecuccolo.
Da allora le sue visite nei territori dell'ex ducato di Modena e Reggio, di cui suo fratello Lorenzo è duca titolare, si sono susseguite per avvenimenti culturali e manifestazioni per iniziative di beneficenza.
Ricordiamo tra queste le iniziative a favore dell'oncologia pediatrica, del sostegno all'infanzia abbandonata in Bulgaria e allo studio della figura del Maresciallo Raimondo Montecuccoli, organizzate dal Circolo Culturale Raimondo Montecuccoli.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

I Templari nel XIII secolo: l'onore e il denaro   08 ottobre 2015 ore 16.00

CICLO SUI TEMPLARI - II parte


SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI 

Sala dei Presidenti
 
a cura di 
Anna Teresa Tubini
libera ricercatrice
 
Così i Cavalieri di Cristo, nel sec. XIII, si trovano a dover conciliare spirito e materia, potere temporale e potere religioso, osservando la Regola dell’Ordine in un contesto sociale in continuo mutamento. Abilissimi uomini d’affari si muovono in realtà diverse, nella sfera del servizi di Dio, ma trattando da uomini, in un’economia del palazzo e del tempio.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Presentazione del libro NON HO DUBBI - Vincenzo Gallucci e il primo trapianto di cuore in Italia   02 ottobre 2015 ore 16.30

di GIANFRANCO NATOLI

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI

Sala dei Presidenti

Gianfranco Natoli ricostruisce attraverso inedite testimonianze e documenti d’epoca la vita meravigliosa di Vincenzo Gallucci, padre della cardiochirurgia italiana. Un romanzo storico ricco di aneddoti che svela e porta alla luce le tante sfaccettature di un grande protagonista di un’Italia che oggi sembra non esistere più. Tante le storie, i dolori umani, le speranze, i retroscena, le miopie politiche, che hanno poi comunque portato al primo trapianto di cuore in Italia e alla successiva costruzione, tra lotte di potere e gelosie, del Centro di Cardiochirurgia di Padova, oggi Centro Gallucci. Una lunga cavalcata attraverso il Novecento, il Secolo Breve reso migliore dalla passione, dal coraggio, dal rigore, dall’amore e dal rispetto verso il malato del medico e dello scienziato che a Padova, tra mille difficoltà e ostacoli, è riuscito a realizzare un sogno che si è poi infranto lungo un guard-rail dell’autostrada Milano-Venezia.
 
Gianfranco Natoli è giornalista, scrittore e storico della medicina
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Paolo di Tarso, errante fra le culture del Mediterraneo antico   01 ottobre 2015 ore 15.30

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI  
 
Sala dei Presidenti
  
a cura di Padre Paolo Garuti O.P.
 
Anche dopo l’incontro coi Cristiani (letteralmente: “seguaci dell’Unto”, quindi Messianici) Paolo continuò a porsi le problematiche dei Farisei della sua epoca: chi è davvero “figlio di Abramo”? cosa significa essere parte di un popolo? cos’è una “religione”?  quale destino attende l’essere umano? Nelle sette lettere autentiche, troviamo tracce di definizione della “cittadinanza”, dello status di “libero”, di concezioni della vita oltre la morte o del culto, che Paolo mutua dal linguaggio dei suoi interlocutori, che siano Giudei, o ellenofoni, o Romani. Una sintesi in movimento che l’Apostolo aggiusta nel dialogo coi suoi interlocutori.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Presentazione del volume: LE NUOVE REGOLE IN FABBRICA - Dal contratto Fiat alle nuove relazioni industriali   30 giugno 2015 ore 15.30

SEZIONE DI SCIENZE MORALI, GIURIDICHE E SOCIALI

Presentazione del volume

di Paolo Rebaudengo

LE NUOVE REGOLE IN FABBRICA
Dal contratto Fiat alle nuove relazioni industriali


il Mulino, 2015


INTRODUCE E MODERA
Germano Dondi, Università di Bologna 

DISCUTONO DEL LIBRO, INSIEME ALL’AUTORE,
Francesco Basenghi, Università di Modena e Reggio Emilia
Franco Carinci, Università di Bologna
Raffaele De Luca Tamajo, Università di Napoli «Federico II»

Tema del volume è la vicenda economico produttiva che ha interessato la Fiat a partire dal salvataggio dello stabilimento di Pomigliano e che ha visto la divisione fra sindacati e lo scontro fra Fiat (con le Organizzazioni firmatarie del CCSL), da un lato, e la Fiom, dall’altro. Gli effetti sono ancora in atto (si pensi alla modifica, per incostituzionalità, dell’art. 19 st. lav., di cui parla anche il prof. Sabino Cassese, nel suo diario,recentemente edito, di ex giudice della Consulta). L’ottica della trattazione è quella di uno dei protagonisti della vicenda, anzi: dello “stratega” della linea della Fiat.
Il dibattito che si svolgerà sarà l’occasione per fare il punto sull’esito del conflitto e sull’incidenza dello stesso sulle relazioni sindacali in Italia. Esse infatti restano segnate dalla svolta impressa dall’accordo separato sottoscritto da Fiat solo con FIM, UILM e FISMIC (il c.d. CCSL), dai suoi contenuti innovativi e dall’uscita della più grande multinazionale italiana da Confindustria.

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
prof. Elio Tavilla

Il restauro strutturale di edifici storici in cemento armato: le Fonderie Ansaldo a Multedo (GE)   12 giugno 2015 ore 15.30

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Conferenza di

Giorgio Serafini

Le fonderie di Multedo, poste in prossimità della costa orientale del comune genovese, furono costruite dalla Giò Ansaldo e C. su alcuni lotti acquisiti nel 1916; già nel 1918 gli edifici erano stati completati e la fonderia era in piena attività. La struttura portante di queste costruzioni rispecchiava la cultura costruttiva del calcestruzzo armato dell’epoca. Le geometrie e gli schemi d’armatura non derivavano da una teoria di calcolo, per altro in fase di messa a punto proprio in quegli anni, ma dalla rispondenza a brevetti commerciali che garantivano l’efficacia del processo costruttivo attraverso conoscenze incrociate derivate da valutazioni di calcolo, da prove di carico a rottura su elementi campione e da un’ampia esperienza costruttiva. Il progetto strutturale venne coordinato dagli ingegneri che dirigevano lo stabilimento, giovandosi dei brevetti disponibili per le strutture portanti, mentre l’architetto Adolfo Ravinetti curò la progettazione della lunga facciata su via Multedo, proponendo uno stile “classico”  che permettesse di “… rispettare la dimensione monumentale ed imponente degli edifici … nel rispetto della struttura pur non trascurando la questione dell’economia.”.
La cessazione della produzione e l’abbandono degli edifici a partire dal 1983 portarono ad un’accelerazione del degrado. Recenti indagini sui materiali, poi, hanno evidenziato la presenza, anche in profondità, di cloruri negli impasti cementizi, probabilmente realizzati con sabbia o acqua marina. Di conseguenza l’intero sistema strutturale risulta, oggi, totalmente inaffidabile, mentre la presenza di elevate concentrazioni di cloruri viene a compromettere anche la possibilità di consolidamenti mediante acciai inossidabili. Ne consegue che le possibili tecniche di intervento statico vengono a porsi in modo assai problematico ed invasivo rispetto ai principi conservativi che devono essere guida alle tecniche d’intervento.
Un primo momento di riflessione si pone in relazione alle teorie del restauro che tendono a privilegiare la conservazione delle superfici, pur nel loro degrado e nella loro frammentarietà. Un secondo momento di analisi si ricollega al principio di reversibilità degli interventi di consolidamento e di recupero. Un ultimo momento di riflessione si incentra sulle modalità di una possibile defunzionalizzazione della struttura.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Elogio della nuova Cavalleria   11 giugno 2015 ore 16.00

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Conferenza di

Anna Teresa Tubini, libera ricercatrice

La conferenza tratta di S. Bernardo e i Templari, della Regola, della contestualizzazione, dell’obbligo dell’osservanza, delle mutazioni e degli adattamenti della stessa nel tempo, con riferimenti storici ed etici alle altre Regole d’ordine religioso e delle difficoltà di applicazione.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

Progressi della medicina e della chirurgia durante la Prima Guerra Mondiale   29 maggio 2015 ore 16.30

CICLO di conferenze - SCIENZA E GUERRA NEGLI ANNI 1915-1918"

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali


Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
 
C.so Vittorio Emanuele II,n° 59
41121 Modena

Sala dei Presidenti

CICLO di conferenze
SCIENZA E GUERRA NEGLI ANNI 1915-1918"
 
Progressi della medicina e della chirurgia durante la Prima Guerra Mondiale

Col. GIUSEPPE MASIA
Medical Advisor
Accademia Militare di Modena
 

La Grande Guerra, nelle cui fiamme il Paese gettò tutte le sue migliori risorse umane, si  caratterizzò come  un conflitto estremamente cruento. La guerra di trincea, i combattimenti in alta montagna, l’impari lotta non solo contro il nemico, ma anche contro la natura e la fame, la comparsa di nuovi strumenti di offesa, tra i quali dominò sovrana l’artiglieria, furono un’esperienza spaventosa e terribile, che causò perdite immense.  L’irrompere sulla scena bellica dei gas velenosi, ed il loro utilizzo per la prima volta su larga scala, nonché l’esordio della guerra aerea, si imposero altresì come novità assolute sui campi di battaglia. L’organizzazione sanitaria militare, figlia delle esperienze maturate nelle guerre risorgimentali, andò ben presto in crisi. Ma, partendo da lacune, incertezze, vistose deficienze di personale, materiali e mezzi, attuando considerevoli sforzi organizzativi seppe pervenire ad assetti strutturali e funzionali che rappresentano la base della moderna concezione della sanità campale.  Il dover fronteggiare nuove tipologie di lesione indotte dal drastico miglioramento dei mezzi di distruzione di massa (risultarono fortemente predominanti le ferite da arma da fuoco rispetto alle ferite da arma da taglio) diede un notevole impulso alla ricerca medica, di cui si trovò a beneficiare l’intera popolazione. Emersero innanzitutto nuovi elementi concettuali, quali quello di “specializzazione” e quello di “rieducazione” funzionale, che permeano la modernità medica.  La radiologia (attuata anche in zone estremamente prossime alla linea di combattimento) si impose come prassi corrente nella fase diagnostica, contribuendo all’evolversi  delle tecniche chirurgiche, che in numerosi casi si concretizzarono nell’effettuazione di interventi che potremmo definire oggi di natura “plastica”. La sinergia tra queste ultime, i progressi anestesiologici  e l’attività di nuove strutture appositamente concepite per la “rieducazione” funzionale  riuscirono a consentire, in molti casi, un pieno reinserimento nella vita sociale di feriti e mutilati. Le strategie di prevenzione delle malattie infettive, essenziali per il contenimento della morbosità nella collettività militare, si andarono perfezionando ed affinando. La pratica su scala vastissima della siero-profilassi antitetanica (tutti i feriti indistintamente la subivano) portò a risultati di grande significato, con un drastico calo di morbosità e mortalità per tetano.  Patologie di nuova comparsa si ebbero anche sul versante psichiatrico, con lo shock da bombardamento e la nevrosi di guerra, oggi correttamente inquadrate nell’ambito del DPTS (disturbo post-traumatico da stress), allora non di rado tragicamente mal interpretate come ammutinamento o diserzione. Appare senz’altro una magra consolazione, ma la Grande Guerra, con il suo immenso carico di sofferenze, rappresentò anche un momento d’impulso all’evolversi delle conoscenze mediche, soprattutto nei settori della medicina d’urgenza e riabilitativa.

 

La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Interruzione volontaria della gravidanza e obiezione di coscienza.   28 maggio 2015 ore 15.30

​Conferenza-dibattito

SEZIONE DI SCIENZE FISICHE, MATEMATICHE E NATURALI
e
SEZIONE DI SCIENZE MORALI GIURIDICHE E SOCIALI

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena

Interventi di
Gladio Gemma, già Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Modena e Reggio Emilia e di Giuseppe Masellis, ostetrico ginecologo.

La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
prof. Marco Sola

il Presidente della Sezione di Scienze Morali, Giuridiche e Sociali
prof. Elio Tavilla

CONFERENZE: "Le Scuderie Ducali di Modena e l'intervento di Bartolomeo Avanzini" di G. Martinelli Braglia e "Per un’inedita lettura iconografica della Crocifissione di Francesco Bianchi Ferrari della Galleria Estense" di L. Silingardi   27 maggio 2015 ore 15.30

SEZIONE DI STORIA, LETTERE E ARTI

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena

Le Scuderie Ducali di Modena e l'intervento di Bartolomeo Avanzini
Graziella Martinelli Braglia

Quella delle Scuderie ducali fu sempre questione di non scarsa importanza, anche se trascurata dalla pur ponderosa e approfondita storiografia attorno alla residenza estense e ai suoi servizi.
A strutture come le scuderie, le cavallerizze, i maneggi, luoghi dove la pratica equestre era esclusivo appannaggio della nobiltà, era demandato un valore marziale - si pensi alla magniloquenza di una tipologia figurativa come il ritratto equestre - legato all'antica feudalità guerriera della quale gli Este si erano sempre fregiati e che, con l'ambizioso Francesco I più che mai, doveva venire orgogliosamente ostentata. Ora, la rilettura di un disegno del 1687 per l'ampliamento delle Scuderie già edificate dalla duchessa Laura Martinozzi, unitamente a documenti che gettano nuova luce su questa fabbrica estense, conduce all'identificazione della struttura progettata da Bartolomeo Avanzini per Francesco I d'Este.


Per un’inedita lettura iconografica della Crocifissione di Francesco Bianchi Ferrari della Galleria Estense
Luca Silingardi

A documentazione del clima nella corte dei Pico, sul finire del Quattrocento, resta una straordinaria testimonianza d’arte, eloquente riguardo la temperie politica: la Crocefissione, opera dal carattere “cortigiano”, in una cultura che va da Ercole Roberti ad Andrea Mantenga, con suggestioni da Guido Mazzoni, eseguita dal modenese Francesco Bianchi Ferrari all’inizio dell’ultimo decennio del Quattrocento, già nella chiesa di San Francesco in Mirandola e dal 1818 nella Galleria Estense di Modena.
Una nuova analisi dell’opera, che conferma il riconoscimento della committenza da parte dei Pico già avanzato dalla storiografia, individuandone ulteriori rimandi simbolici permette di precisarne il riferimento ai colti coniugi Giovan Francesco II Pico e Giovanna Carafa, ritratti rispettivamente nel san Francesco e nella dama che sostiene la Vergine, traducendo così, nella sacra rappresentazione, i contrasti del travagliato passaggio dal potere feudale di carattere familiare alla forma del maggiorascato. A questo testo pittorico, già nel pantheon dei Pico, sarebbe dunque sotteso un messaggio di affermazione familiare che documenterebbe una fase cruciale del governo consortile di Mirandola, in una sanguinosa progressiva affermazione del diritto di primogenitura, che avverrà solo oltre la metà del Cinquecento, con Ludovico II e quindi con la reggenza della sua vedova Fulvia da Correggio.

La S.V. è invitata 

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

Phaselus ille quem videtis hospites …Una nave orientale per un poeta latino   26 maggio 2015 ore 16.00

Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE"

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà l'ottava ed ultima lezione del Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE" diretto dalla prof. Roberta Budriesi dell'Università degli Studi di Bologna

Phaselus ille quem videtis hospites …Una nave orientale per un poeta latino

parleranno

Bianca Belvedere Bonino e Marco Bonino


La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

CICLO di conferenze GENOMICA E TUMORI "E' già tutto scritto?”   22 maggio 2015 ore 16.30

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
C.so Vittorio Emanuele II, 59, Modena
 
Sala dei Presidenti

CICLO di conferenze GENOMICA E TUMORI "E' già tutto scritto?”

Pierfranco Conte 
Università di Padova

“Medicina basata sull’evidenza e medicina personalizzata: l’oncologo medico tra Scilla e Cariddi”

La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

Presentazione del Volume "SOTTO I PONTI E PER CANALI-Viaggio nella storia del Finale e del suo territorio attraverso mappe, piante, disegni, schizzi e foto" di Maria Pia Balboni   20 maggio 2015 ore 16.00

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
C.so Vittorio Emanuele II, 59
 
di MARIA PIA BALBONI
 
La S.V. è invitata

Il restauro come ritorno alla bellezza tardoantica e medievale   19 maggio 2015 ore 16.00

Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE"

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà la settima e penultima lezione del Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE" diretto dalla prof. Roberta Budriesi dell'Università degli Studi di Bologna

l restauro come ritorno alla bellezza tardoantica e medievale

parlerà

la dott. Cetty Muscolino - Storica dell'arte


La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

NESSUN DORMA   16 maggio 2015 18.00-23.00

Musei da gustare

ore 19,30
La "Compagnia dei Bamboccianti delle note sporche", diretta da Giovanni Torre, presenta 
Quando le osterie cantavano
(entrata libera fino ad esaurimento posti)

ore 21,00
Presentazione del libro
"Il letterato abate. Giuseppe Ferrari da Castelvetro (1720-1773) Accademico Dissonante e Pastore Arcade Tigrinto Bistonio. Un protagonista della vita culturale del Settecento"
di Gian Carlo Montanari
Modena, Edizioni Il Fiorino, 2015.
(entrata libera fino ad esaurimento posti)

Dalle 18 alle 22
visite guidate di Graziella Martinelli Braglia, Luca Silingardi e Marco Sola, alle sale del  Palazzo e alle raccolte dell’Accademia.
A cura dei soci Graziella Martinelli Braglia, Luca Silingardi e Marco Sola.
Partenza ogni mezz'ora. Gruppi massimo 20 persone.
(gratuite e solo su prenotazione al numero 059 225566 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16)

La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

presentazione dell’opera editoriale "Chiese di San Felice sul Panaro"   15 maggio 2015 ore 16.00

Presentazione dell’opera editoriale

Chiese di San Felice sul Panaro
voll. 3


a cura di
Mauro Calzolari e Davide Calanca,

San Felice sul Panaro (Mo) 2014
pp. 864 complessive
editore Gruppo Studi Bassa Modenese
 
            
L'opera, in tre volumi, raccoglie gli esiti di un progetto di studio sulle fabbriche ecclesiali pubbliche del territorio comunale di San Felice sul Panaro, progetto che dopo il sisma del 2012 si pone anche come strumento informativo per un progetto condiviso di ricostruzione degli edifici di culto.
La ricerca ha privilegiato il reperimento di un’inedita documentazione d'archivio a partire dagli inizi del XV secolo, abbinata a un’attenta analisi delle strutture murarie in alzato e del patrimonio storico-artistico; patrimonio che, alla luce dei rinvenimenti documentari e dei più aggiornati studi, ha rivelato importanti inediti, come dipinti di Giuseppe Romani e di Adeodato Malatesta.
Il primo volume esamina la chiesa parrocchiale di San Felice Vescovo, ubicata nel capoluogo, all'interno del borgo di origine medievale. Il secondo prende in esame le chiese parrocchiali delle frazioni di San Felice, ossia Rivara e San Biagio in Padule. Il terzo e ultimo illustra le vicende storiche, architettoniche e artistiche delle chiese non parrocchiali tuttora esistenti, chiuse al culto o scomparse, entro i confini del comune di San Felice sul Panaro, tra cui l'oratorio di Santa Croce e la chiesa del Molino.
Si completa così la ricognizione delle undici fabbriche ecclesiali pubbliche note, espressioni di fede, di cultura, di contingenze sociali nell'arco di oltre sette secoli. Ne emerge come la terra di San Felice costituisse non soltanto un crocevia nelle strategie delle signorie padane, ma anche un centro di committenza artistica e di attrazione culturale di notevole importanza, fra la Carpi dei Pio, la Mirandola dei Pico e i poli estensi di Ferrara e di Modena, con influssi dall’area mantovana, bolognese e veneta.
 
Interverranno:
Marco Poletti - Presidente Gruppo Studi Bassa Modenese: Presentazione del progetto editoriale

Mauro Calzolari
Dall’indagine archivistica alla trasformazione degli edifici ecclesiali

Davide Calanca
Aspetti strutturali e architettonici delle chiese sanfeliciane

Graziella Martinelli Braglia
Dipinti e arredi delle chiese sanfeliciane: capolavori e inediti

Paolo Tollari
Gli organi delle chiese nel territorio di San Felice sul Panaro

La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

Presentazione del romanzo "Labirinto di specchi" di Mario Ventura   13 maggio 2015 ore 17.30

Il Presidente dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena Ernesto Milano e l’Editore Renzo Casadei,
sono lieti di invitare la S.V.
alla presentazione del romanzo di Mario Ventura 

LABIRINTO DI SPECCHI

 
Intervengono
 
L’autore Mario Ventura
Il giornalista Roberto Armenia
La critica letteraria Rita Monticelli
Voce recitante Franca Lovino

All’altezza di Palazzo Zane qualcosa dentro di me si ruppe. Un inceppo, una pugnalata, e le mie dita sullo strumento diventarono inutili appendici incapaci di riprodurre una sola nota. L’archetto, capace di estrarre armonie sublimi, diventò una ridicola asta senza senso.
Erompe così la crisi di un artista affermato, una paralisi creativa che non è il blocco di un momento, piuttosto affonda le radici in un passato oscuro fatto di ombre e di misteri. Il protagonista della storia Alvise Luteri, tormentato da interrogativi a cui non riesce a dare risposta, intraprende un viaggio a ritroso nel tempo, un percorso segnato da eventi non casuali che sono un richiamo costante alla necessità di scavare fra le pieghe del passato e risalire il corso del tempo in cerca di verità troppo a lungo taciute. Una storia ricca di intrecci e di sorprese, immersa in una dimensione quasi onirica in cui spazio e tempo hanno contorni sfuggenti e i piani della realtà e della fantasia si sovrappongono. Il tutto raccontato con uno stile denso, corposo, fortemente evocativo e a tratti spiazzante per il modo in cui l’autore accosta le parole e crea immagini cariche di potenza espressiva. Uno stile che, in qualche modo, pare richiamare i tormenti del protagonista e delle anime storpiate e corrotte degli altri personaggi. 

 

La bellezza dei mestieri: la bottega d’arme   12 maggio 2015 ore 16.00

Ciclo “Cultura e Vita" - “La bellezza: da Galla Placidia a Matilde”

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà la sesta lezione del Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE" diretto dalla prof. Roberta Budriesi dell'Università degli Studi di Bologna

La bellezza dei mestieri: la bottega d’arme

Conferenza di Mario Rossi, esperto di storia militare dell’antichità e del medioevo, e di Maria Cristina Pelà dell’Università di Bologna.

La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

Presentazione del libro " Trame disperse", Venezia, Marsilio, 2015   06 maggio 2015 ore 16.00

Ciclo “Prima Guerra Mondiale”

SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI


a cura di Marco Severini

Il volume collettaneo Trame disperse analizza, attraverso approcci disciplinari differenti ma calati in una comune dimensione storica, casi di uomini e donne che compirono esperienze di viaggio, di conoscenza e di combattimento nel mondo della Grande Guerra. Come è stato dimostrato da una lunga stagione di studi, il primo conflitto mondiale non fu solo una grande odissea di scontri e di battaglie, ma anche una drammatica esperienza collettiva che spostò milioni di persone attraverso imperi, nazioni e periferie più disparate. Di alcuni fra questi itinerari, e dei motivi e delle finalità loro connessi, la Conferenza intende occuparsi, sintetizzando le novità proposte dall’opera e aggiornando sullo stato degli studi circa il tema della Grande Guerra.

La SV è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

Verso Expo 2015: fascino, donne, cibo e vita nell’orizzonte tardoantico e medievale.   05 maggio 2015 ore 16.00

Ciclo “Cultura e Vita" - “La bellezza: da Galla Placidia a Matilde”

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà la quinta lezione del Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE" diretto dalla prof. Roberta Budriesi dell'Università degli Studi di Bologna

Parlerà
MASSIMO  FAVA
Dottore di ricerca

La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

I due volti di Fritz Haber: benefattore dell'umanità o criminale di guerra?   30 aprile 2015 ore 16.30

CICLO di conferenze - SCIENZA E GUERRA NEGLI ANNI 1915-1918"

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
Dr.ssa Eleonora Polo
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività
Ferrara
 
La vita dall’epilogo tragico di Fritz Haber, premio Nobel per la Chimica nel 1918, ben rappresenta il dilemma dello scienziato che in un conflitto si trovi a dover scegliere fra la lealtà al suo paese e l’etica della ricerca. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Haber non si pose alcun dubbio, perché il suo motto preferito era: “In pace per il genere umano, in guerra per la patria!”. Per questa ragione, lo scienziato che aveva fornito all’umanità uno strumento per sfamare milioni di persone è anche considerato il padre della guerra chimica e un criminale di guerra.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola
 

Quando Signora era Matilde: bellezza, scultura e cultura nelle terre dei Canossa   28 aprile 2015 ore 16.00

Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE"

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà la quarta lezione del Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE" diretto dalla prof. Roberta Budriesi dell'Università degli Studi di Bologna

Parlerà
MASSIMO  FAVA
Dottore di ricerca

Il mondo dei primi due secoli dopo il Mille viene riletto attraverso l’esistenza di Matilde di Canossa, la comitissa che ha detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nel cuore della pianura del Po e lungo l’Appennino, di cui quest’anno ricorrono i 900 anni della morte.
Schierata nella lotta tra l’impero e la chiesa a difesa delle prerogative papali, Matilde ebbe il singolare ruolo di mediatrice nel dissidio tra Enrico IV e Gregorio VII. In quanto guerriera e mediatrice, fu donna di incontro e confronto, sempre in movimento, e anche la sua immagine ha continuato a svilupparsi e dilatarsi in un percorso non ancora concluso.
Così noi seguiremo Matilde nei territori in cui esplicò la sua signoria, rivisitando i luoghi e le testimonianze materiali e artistiche della vicenda di questa donna protagonista di un periodo storico che ha rappresentato una tappa cruciale nella costruzione dell’identità dell’Europa moderna.

La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

LA SICUREZZA URBANA INDIVISIBILE LE POLITICHE LOCALI DI PREVENZIONE INTEGRATA   23 aprile 2015 15.30

Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali
 
Sala dei Presidenti
 
Presentazione del volume
di GIORGIO PIGHI

LA SICUREZZA URBANA INDIVISIBILE
le politiche locali di prevenzione integrata

Franco Angeli, 2014

introduce
Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena
 
discutono del libro, insieme all’autore,
Laura De Fazio
Università di Modena e Reggio Emilia
 
Michele Papa
Università di Firenze
 
La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione
prof. Elio Tavilla
 

L’invenzione dello stato sociale. Un laboratorio politico-amministrativo millenario per il primato del bene comune (secoli XI –XX)   22 aprile 2015 ore 15

Seconda Parte


In collaborazione con 

ARCHIVIO DI STATO 
di Modena

prof. Marco Cattini
 
Il Comune rappresenta la forma istituzionale più antica, solida e collaudata escogitata dalla civiltà medievale europea che continua a funzionare da un millennio in qua. La concentrazione di poteri politico-amministrativi usurpati e strappati ai vescovi conti e agli imperatori entro il XIII secolo, nell’area fiamminga e nell’Italia centro-settentrionale fece dei comuni cittadini dei veri e propri stati territoriali ante litteram per l’ampiezza di ruoli continuativamente svolti dal basso Medioevo alle democrazie del XX secolo, che subentrarono ai Comuni nelle funzioni di previdenza sociale e di sanità pubblica. Nel lungo periodo, gl’interventi comunali riguardarono più di una quindicina di settori: la Metrologia (pesi e misure), la coniazione di moneta alta e bassa, l’istituzione di fiere e di mercati pubblici di beni alimentari, l’istituzione di aziende annonarie d’ammasso di cereali e di Monti dei grani, il credito su pegno ebraico e i Monti di Pietà, la gestione del debito pubblico comunale, i Monti dotali, la pubblica Sanità (medici condotti e levatrici comunali), farmacie comunali, lazzeretti e ospedali pubblici, l’istruzione: dall’Università all’insegnamento dell’Abaco, case di lavoro per i trovatelli e gli indigenti, legislazione suntuaria, cantieri pubblici per combattere la disoccupazione, Casse di Risparmio, pubblici Teatri.   

la S.V. è invitata


 

PLACIDIA E MATILDE: BELLEZZA E MISTERO   21 aprile 2015 ore 16.00

Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE"

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà la terza lezione del corso diretto dalla prof. Roberta Budriesi 

Parlerà la Prof. ROBERTA  BUDRIESI
Pontificia Accademia Romana di Archeologia - Universtà degli Studi di Bologna
Direttore del Corso


La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

Wilhelm Tell – Guglielmo Tell. Il concetto di libertà in Schiller e Rossini   17 aprile 2015 ore 16.00

Sezione di Storia, Lettere e Arti

prof.ssa Klara Berzeviczy

con traduzione simultanea dal tedesco cura di Laura Vargiu

La tematica di questo contributo accademico trova il suo fondamento in considerazioni letterarie e musicali sul concetto di libertà che ho analizzato nel corso dei miei lavori di ricerca precedenti. In effetti ho affrontato questa tematica già nel 2013 presso l'Accademia di Modena, trattando e paragonando le opere di Friedrich Schiller e Giuseppe Verdi.
In questa occasione mi occuperò del dramma Wilhelm Tell (1804) di Friedrich Schiller e dell'opera Guglielmo Tell (1829) di Giocchino Rossini: si tratta delle ultime opere teatrali composte da Schiller e Rossini, nelle quali si raggiunge simultaneamente il punto culminante dell'iter artistico di entrambi gli autori.
In conclusione si può dire che entrambi gli artisti furono convinti sostenitori del concetto di libertà, nonostante il fatto che tra l'ultimazione delle due opere siano intercorsi 25 anni. In questo lasso di tempo l'idea di libertà subì un importante cambiamento storico-politico che emerge chiaramente dal confronto dei due prodotti artistici.
Per questa ragione è avvincente poter osservare la sensibilità con la quale questi due geni artistici rappresentarono le rispettive situazioni storico-politiche nei loro capolavori. 

La S.V. è invitata

il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

Sviluppo dell'idea d'evoluzione biologica ed ereditarietà genetica   16 aprile 2015 ore 16.00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali

Sala dei Presidenti
 
Gyula PÁLYI
Dipartimento di Scienze della Vita
Universitá di Modena e Reggio Emilia

Intorno la metá del XIX secolo, due giganti della biologia, Charles DARWIN (1859) e Gregor MENDEL (1865) lanciarono teorie fondamentali per la comprensione della ricchezza e funzionamento del mondo degli esseri viventi. Darvin ha dedotto che le specie si trasformano l’una nell’altra, mentre Mendel ha scoperto (in parte), come le trasformazioni avvengono. Anche se queste idee erano rivoluzionarie, entrambi questi scienziati si appoggiarono su idee precedenti. Due anni fa abbiamo analizzato, in una seduta dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti,  i precursori di Darwin nel mondo antico e nel medioevo. Nella conferenza attuale ci occuperemo dei precursori di Mendel. Prima di tutto, sara discussa l’opera di Imre Festetich, agricoltore Ungherese. Mentre Mendel ha dedotto le sue ’leggi’ sulla base del comportamento ereditario di piante (piselli), Festetich ha ottenuto risultati assai simili operando sull’allevamento di bestiame domestico, soprattutto pecore. Oltre ai risultati ottenuti, molto utili per le pratiche dell’allevamento, Festetich fu il primo che usò l’espressione ’ereditarietá genetica’. Festetich pubblicò nel 1818/19 le sue tesi nella cittá (Brünn/Brno) dove Mendel aveva vissuto e lavorato, quindi quasi mezzo secolo prima della pubblicazione decisiva di Mendel.

La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

Tra Enrico Prampolini e Alberto Burri: mutuazioni ed equivalenze   31 marzo 2015 ore 15.30

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
Agostino De Pretis
 
Nell’arco temporale di una decina d’anni, tra il 1946 e il ’56 – rispettivamente le date dell’arrivo a Roma di Alberto Burri (Città di Castello, 1915 – Nizza, 1995), dopo la prigionia americana, e della morte di Enrico Prampolini (Modena, 1894 – Roma, 1956) – si consuma un rapporto assai fecondo tra i due grandi esponenti del Futurismo e dell’Informale. Il centenario della nascita del maestro umbro – al di là delle celebrazioni già in atto - offre allora l’opportunità di mettere a fuoco in tutta la sua rilevanza tale momento che costituisce uno degli snodi più significativi del “passaggio del testimone” della ricerca futurista alla generazione degli artisti operanti a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Gli straordinari anni Cinquanta in campo artistico per l’Italia si disegnano dunque, al loro nascere (oltre a Burri si pensi a Fontana), come reviviscenza e posterità delle istanze introdotte dal movimento marinettiano sin dal suo sorgere, del cui vitalismo dà prova, fino in ultimo, con una estrema zampata creativa, il genio modenese del polimaterismo, pure instancabile sul fronte della comunicazione e dell’animazione. Con ciò non si può negare anche la permeabilità di Prampolini alla forte personalità di Burri o, meglio, si vuole qui rintracciare il fenomeno degli scambi intercorsi tra i due grandi artefici e quello delle non infrequenti equivalenze negli esiti, sullo sfondo di una trama di ricerche artistiche, in campo astratto, quanto mai complessa e ricca nelle sue articolazioni.
 
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
prof. arch. Emilio Montessori

Gli aceti balsamici: caratteristiche, composizione e come orientarsi nel mercato   30 marzo 2015 ore 16.30

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
 
Prof. Paolo Giudici
Dipartimento di Scienze della Vita - Università di Modena e Reggio Emilia
 
Il termine "balsamico", nella sua accezione comune, evoca significati salutistici e benefici per la salute umana, che sono supportati anche dall'origine etimologica della parola. Nell'ambito delle produzioni alimentari l'aggettivo 'balsamico' acquisisce una connotazione  prettamente legata agli aspetti sensoriali: generalmente i balsamici sono agrodolci al gusto, pungenti all'olfatto, scuri, sciropposi e densi. I balsamici possono essere raggruppati in quattro tipologie:
- gli aceti balsamici generici si riferiscono a prodotti che devono rispettare i vincoli normativi per aceti, che cambiano da paese a paese;
- i condimenti balsamici comprendono prodotti che non possono essere incorporati tra gli aceti a causa della loro bassa acidità, e spesso commercializzati in bottiglie speciali che ne semplificano l'uso;
- l'aceto balsamico di Modena, fabbricato secondo gli standard di identità descritti nel disciplinare per l'ottenimento dell'Indicazione Geografica Protetta;
- l'aceto balsamico tradizionale si riferisce ai due aceti balsamici con denominazione di Origine Protetta ottenuti con il metodo tradizionale. La distinzione tra i prodotti delle diverse tipologie è possibile attraverso semplici parametri chimico-fisici, determinabili da un normale laboratorio chimico. Invece, per i consumatori la possibilità  di scelta consapevole è fortemente limitata dalla confusione terminologica e dalle rivendicazioni commerciali. Un esame dei costi e dei benefici dei prodotti balsamici commercializzati, mostra che gli anelli deboli della filiera del balsamico sono i produttori agricoli e i consumatori.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

I sistemi di comunicazione al fronte nella Grande Guerra   27 marzo 2015 ore 16.30

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
 
Prof. Paolo Tiberio
Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari - Università di Modena e Reggio Emilia

Durante la prima guerra mondiale, per la prima volta gli eserciti dei paesi partecipanti furono coinvolti in un conflitto di lunga durata. La situazione portò ad un sensibile aumento delle esigenze comunicative tra i reparti ed i comandi, sia in termini di quantità, che di velocità. Nelle guerre precedenti le staffette portaordini e i segnali ottici erano stati gli strumenti standard di comunicazione. All’inizio di questa guerra furono sviluppati, installati e adoperati mezzi tecnologicamente avanzati quali i telefoni ed i telegrafi a filo, che rimasero in funzione accanto ai metodi tradizionali. La prima guerra mondiale è anche la prima grande guerra dopo l’invenzione del telefono. Così, oltre al telegrafista, nasce la figura, meno specializzata, del telefonista. In seguito furono utilizzati con profitto anche altri mezzi, quali i piccioni viaggiatori ed i cani. Man mano che la guerra progrediva, il telefono senza fili ebbe un fortissimo sviluppo e divenne un supporto sempre più importante per le truppe di terra, oltre ad essere l’unico mezzo di comunicazione per la marina e l’aviazione. Gli eserciti cominciarono a sentire la necessità di apparecchiature sempre più compatte efficienti e mobili. Grazie a Guglielmo Marconi questo fu possibile. Egli progettò trasmettitori e ricevitori di maggiore potenza e sensibilità. Un enorme progresso si ebbe poi con l’introduzione dell’elettronica e la produzione in larga scala delle valvole termoioniche. Durante la guerra la qualità delle valvole migliorò e alla fine queste trovarono impiego nella rilevazione delle onde radio, nell’amplificazione dei segnali e nella radiotelegrafia. Assunse sempre più importanza la figura più specializzata del radiotelegrafista e, poiché le trasmissioni radio erano facilmente intercettabili, furono fatti grandi progressi nel campo della crittografia e della crittoanalisi. Gli sviluppi avvenuti a causa dello sforzo bellico portarono velocemente, negli anni 20, allo sviluppo della radio e delle radiocomunicazioni.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof. Marco Sola

Madri e figli nella poesia del Paradiso: la lezione dei classici   25 marzo 2015 ore 16.00

LECTURA DANTIS

Sezione di Storia, Lettere e Arti 

In collaborazione con la
SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Sezione di Modena
 
Patrizia Paradisi

«Ravenna, città solitaria e di grandi memorie, è l’asilo conveniente a Dante vecchio: qui è onorato e riverito il poeta. Vedetelo. La mattina attende a qualche affare. Più tardi si siede alla povera mensa; poi scherza co’ figlioletti di Piero, alcun de’ quali pendendo dal petto della giovine madre ha forse ispirato all’avo le tre stupende comparazioni infantili che infiorano gli ultimi canti del Paradiso». Così scriveva Giosue Carducci nei suoi primissimi anni di insegnamento bolognese, in una pagina divenuta celebre come «vivo quadro della vita di Dante in Ravenna».
In effetti prevalgono nella Commedia le immagini di madri di figli piccoli; il consolare o confortare o proteggere il figlioletto è rappresentazione cara a Dante, che vi torna su varie volte nelle tre cantiche, e in particolare nell’ultima. «Non è vano scorgere nell’insistenza su questo motivo il frutto d’un’esperienza di Dante, anzi d’una sua mancata esperienza: egli non godè dell’appoggio e dell’affetto di sua madre, che morì quando egli aveva pochi anni; forse addirittura non la conobbe» (Bosco-Reggio).
La poesia degli affetti familiari, spesso attingendo a vive immagini del patrimonio classico, ha accenti indimenticabili anche nella sublime materia del Paradiso, e lascerà le sue tracce nella successiva tradizione italiana. Cercheremo di seguirne le vicende, con l’aiuto di due lettori d’eccezione come Niccolò Tommaseo e Giovanni Pascoli.   

Barche e navi: da Galla Placidia a Giustiniano   24 marzo 2015 ore 16.00

Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE"

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà la seconda lezione del corso diretto dalla prof. Roberta Budriesi dell'Università degli Studi di Bologna

Parlerà il prof. MARCO  BONINO
Alma Mater Studiorum Universtà degli Studi di Bologna
 
Viene esaminata la tipologia delle imbarcazioni documentate e ricostruibili nell’aera ravennate durante il periodo in cui fu capitale, prima dell’Impero Romano d’Occidente e poi del regno di Teodorico e dell’Esarcato; questo esame è possibile grazie ad una serie di documenti archeologici ed iconografici, che confermano le fonti scritte.
La frequentazione dell’ambiente vallivo era caratterizzata da lintres (piroghe monòssili), zattere,  barche a fondo piatto e di piccolo cabotaggio costruite ancora con la tecnica arcaica delle sutiles naves. Ma accanto vi erano barche marittime al passo con le tecniche del periodo, come quella recentemente scoperta al Mausoleo di Teodorico. Navi d’altura come quelle raffigurate nei mosaici di S. Giovanni Evangelista e di S. Apollinare Nuovo frequentavano il porto di Ravenna e possono essere ricostruite con buona approssimazione grazie ai ritrovamenti sottomarini ed alla valutazione dei carichi in marmo. Il quadro anche culturale (dato dalle fonti scritte ed altre iconografiche) che nasce da questo esame mostra un momento della transizione tecnica e tipologica dalle forme antiche a quelle che definiamo bizantine e medioevali. 
Il naviglio militare non è ancora ricostruibile con sufficiente approssimazione, tuttavia il periodo interessato fu quello in cui si sviluppò il dromone, la nave da guerra a remi principale della marineria bizantina fino al XII secolo.

La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

APPUNTAMENTI CON LA MUSICA ALL’ACCADEMIA - VII Edizione   21 marzo 2015 ore 16.30

Conferenze - Concerto

SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI

Sabato 21 Marzo  2015
ore 16.30

 
Salotto romantico
Arie, cavatine, lieder per voce e chitarra nell’Ottocento


Sara De Matteis (soprano), Simona Boni (chitarra)
musiche di Ferdinando Carulli, Mauro Giuliani, Franz Schubert, Fernando Sor


Coordinamento di Simona Boni
 
il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

il Presidente dell’Accademia
dott. Ernesto Milano

Educare e istruire in situazioni problematiche: genitori e insegnanti tra vecchie certezze e nuove sfide   19 marzo 2015 ore 17.00

(Seconda parte)

in collaborazione con 
ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITA' DI BOLOGNA
Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione


Roberta Caldin
Professore Straordinario di Pedagogia Speciale
Dipartimento di Scienze dell'Educazione - Università di Bologna


Il percorso delle due conferenze incontri partirà da temi educativi di carattere generale, rilevando problematiche e risorse che richiamino, olisticamente, alla dimensione dell'educabilità in generale, e non solo dell'educabilità in situazioni problematiche.
Alcuni temi trattati:
1. La relazione educativa e la "fatica" di educare, oggi.
2. I ruoli parentali (materno e paterno) tra l'autoritarismo di ieri e l'omologazione di oggi. E' possibile un altro approccio?
3. Essere genitori oggi: problemi e risorse di una sfida educativa impegnativa.
4. Figli, genitori, insegnanti: una crescita comune, un arricchimento reciproco.
5. Il futuro dei figli nell'immaginario degli insegnanti e nel quotidiano dei genitori: quali percorsi di progettualità?
6. I compagni come "specchio" dell'identità e fonte di apprendimento.
7.  Famiglia, scuola e società: quali opportunità per le/i bambine/i con disabilità? 

Con il supporto di
BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA

***Le quattro L del paesaggio***   17 marzo 2015 ore 16.00

Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE"

In collaborazione con 
Cultura e Vita
e
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Presso la
Sala dei Presidenti
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele 59, Modena
 
si terrà l'Apertura del
Corso "LA BELLEZZA: DA GALLA PLACIDIA A MATILDE"
diretto dalla prof. R. Budriesi dell'Università degli Studi di Bologna

La Lectio Magistralis su:
***Le quattro L del paesaggio***
sarà tenuta dai chiar.mi
prof. SANDRA PIACENTE dell'Università di Modena e Reggio Emilia
prof. MARIO PANIZZA Emerito dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Presiederà la prof. Maria Teresa Camurri, Presidente Cultura e Vita.
 
La prima L: “Landscape” - Il paesaggio, con tutte le sue componenti naturale e antropiche, rappresenta un fondamentale e formidabile patrimonio culturale del territorio.
La seconda L: “Learning” - Conoscere e interpretare il paesaggio costituisce la base necessaria per comprenderne l’origine e l’evoluzione.
La terza L: “Leisure” - Il paesaggio non è solo bellezza e talvolta stupore, ma soprattutto elemento di promozione culturale, fonte di piacere: spesso è la meta turistica per eccellenza, sinonimo di escursione, di vacanza, di distrazione.
La quarta L: ”Limit” - Da due caratteri fondanti, integrazione culturale e dinamicità evolutiva derivano i problemi di fruizione e di interventi, coerenti con i criteri di sostenibilità.
Infine l’esempio delle Dolomiti, patrimonio UNESCO dell’umanità, costituisce la sintesi ideale delle quattro L e ci rammenta come sia indispensabile concepire il paesaggio integrando natura, arte e storia.

La S.V. è invitata

il Presidente dell'Accademia
dott. Ernesto Milano

Canto XIV   11 marzo 2015 ore 16.00

Lectura Dantis

Sezione di Storia, Lettere e Arti 

In collaborazione con la
SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Sezione di Modena

Alberto Bertoni  

Sebbene la luce abbia parte preminente in tutta la Commedia, in particolar modo nel Paradiso, il canto XIV può definirsi il canto della luce per eccellenza: non solo per l'argomento della prima parte, , quando Dante nel cielo del Sole assiste all'apparizione di uno sterminato numero di luci, ma per la presenza nel cielo di Marte di figure e di parole di luce che accompagnano la visione dei beati, combattenti e martiri per la fede.
Una luce che varia d'intensità e colore e che inebria Dante.

Caso, determinismo, probabilità   26 febbraio 2015 ore 15.30

SEMINARIO DI STUDIO

Introduce e modera
Maria Carla Galavotti - Università di Bologna.
 
Ne discutono
Donata Romizi - Università di Vienna
Antonello La Vergata - Università di Modena e Reggio Emilia.
 
Fino almeno alla metà dell’Ottocento, il determinismo ha regnato in fisica ed è stato l’ideale a cui hanno guardato gli studiosi di altre discipline. Nella concezione deterministica della natura, il caso era un elemento estraneo, un concetto dovuto alla (inevitabile) imperfezione delle conoscenze: la sua parte negli eventi era destinata a ridursi a mano a mano che le conoscenze progredivano. Quando non era possibile accertare rapporti deterministici di causa ed effetto, lo scienziato era costretto a esprimersi in termini di probabilità e, nei casi in cui era usabile la matematica, poteva servirsi del calcolo delle probabilità.
Lo sviluppo della statistica, che riguardò anche quelle che oggi chiamiamo scienze umane, erose lentamente, di fatto, l’ideale deterministico. Gli sviluppi del calcolo delle probabilità e delle tecniche statistiche avviarono le scienze fisiche a un uso sempre maggiore di tali strumenti nella trattazione di fenomeni complessi.
Un caso rivelatore è quello della teoria darwiniana della selezione naturale. Pur condividendo l’ideale deterministico della scienza e considerando l’uso del termine “caso” come una conseguenza della nostra ignoranza delle cause, Darwin pensava l’azione della selezione naturale sulle “variazioni casuali” nelle popolazioni animali e vegetali in termini potenzialmente, o implicitamente, statistici. La sua impostazione aprì la strada alla genetica delle popolazioni (Ronald Aymler Fisher, 1890-1962). Il filosofo americano Charles Sanders Peirce (1839-14) notò le impressionanti analogie concettuali fra l’impostazione darwiniana e quello che avveniva nella fisica dei gas. Ma gli sviluppi della biologia evoluzionistica avrebbero dovuto attendere l’accettazione della genetica di Johann Gregor Mendel (1822-84) anche sul terreno della trattazione matematica dei dati.
I primi decenni del XX secolo sono caratterizzati da una serie impressionante di risultati teorici e sperimentali nell’ambito della fisica, destinati a sconvolgere la nostra immagine del mondo. I primi sviluppi della fisica quantistica mettono in luce misteriose anomalie che sembrano contraddire le nozioni classiche di oggetto fisico e causalità. Gli oggetti della fisica quantistica si mostrano dotati di un’identità contraddittoria e indeterminata. Gli esperimenti a cui essi sono sottoposti mettono in discussione la separatezza tra soggetto osservatore e oggetto osservato e contraddicono le più basilari leggi della probabilità.
Prende forma la meccanica quantistica, che consente solo previsioni probabilistiche e sembra sancire l’ineliminabilità del caso dallo sviluppo dei processi fisici. Si tratta di cambiamenti nella nostra immagine dell’universo che affascineranno anche alcuni protagonisti della produzione letteraria contemporanea, come Robert Musil (1880-1942) ed Hermann Broch (1886-1951).
 

Agiografia e autoagiografia nel Paradiso   25 febbraio 2015 ore 16.00

LECTURA DANTIS

In collaborazione con la
SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Sezione di Modena

prof. Giuseppe Ledda
Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
 
Nella poesia molteplice ed enciclopedica della Commedia tutti i generi letterari sono presenti. Insieme a una pluralità di altri modelli, è assunta anche l’agiografia, che acquista uno spazio del tutto nuovo nei canti del cielo del Sole, con il dittico agiografico dedicato ai santi fondatori degli ordini mendicanti, Francesco e Domenico, mentre nel cielo di Saturno, Dante incontra gli spiriti contemplanti e in particolare una nuova coppia di santi, Pier Damiano e Benedetto da Norcia, che risponde al dittico precedente.
L’importanza strutturale di questa doppia sequenza agiografica invita a cercare altre tracce di scritture agiografiche nel poema, ma anche a esplorare la presenza dei modelli agiografici nei canti più fortemente “autobiografici” del Paradiso, il XVII e il XXV.
 
Giuseppe Ledda è professore associato di Letteratura italiana all’Università di Bologna. Il suo campo di ricerca principale è costituito dagli studi danteschi e medievali.
Tra le sue pubblicazioni sono i volumi La guerra della lingua. Ineffabilità, retorica e narrativa nella «Commedia» di Dante, Ravenna, Longo, 2002, e Dante, Bologna, il Mulino, 2008.
Ha curato le sezioni sul Duecento e su Dante nella Letteratura italiana diretta da E. Raimondi, Dalle origini al Cinquecento, Milano, Bruno Mondadori, 2007; e i volumi La poesia della natura nella «Divina Commedia», Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 2009, e La Bibbia di Dante. Esperenza mistica, profezia e teologia biblica in Dante, ivi, 2011; Preghiera e liturgia nella «Commedia»,  ivi, 2013.
È condirettore della rivista dantesca «L’Alighieri».

Della perfetta santità:Francesco e le nozze con la Povertà (Paradiso,canto XI)   11 febbraio 2015 ore 16.00

LECTURA DANTIS

In collaborazione con la
SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Sezione di Modena

Roberta Cavazzuti

I canti XI e XII del Paradiso, che la stessa simmetria di struttura indica concepiti unitariamente, costituiscono nel poema il dittico della perfetta santità: il primo è in onore ed elogio di S. Francesco, il secondo in onore di San Domenico, i due campioni della Chiesa medievale e fondatori degli ordini mendicanti che da loro prendono il nome. All’elogio di Francesco segue poi(canto XI) la rampogna dell’ordine dei domenicani, che in gran parte ha tralignato; al panegirico di Domenico, con perfetto chiasmo, subentra(canto XII)  il rimprovero dell’ordine francescano anch’esso largamente traviato. Il dittico, con il duplice elogio dei due santi, si genera come sempre in Dante dalla constatazione della generale decadenza della società tutta, della politica, della Chiesa,  corrotta dal temporalismo mondano, e degli stessi ordini mendicanti che si sono allontanati dall’insegnamento dei loro esemplari fondatori. In tal modo la  meditazione dantesca sulla santità nasce da una evidente radice polemica e  costituisce anche parte  importante della  proposta che Dante avanza contro la corruzione diffusa dei suoi tempi .
Dei due santi qui esaltati  non c’è dubbio che quello che maggiormente affascina Dante  e che egli sente a sé più congeniale sia Francesco e più viva e intensa la  sua rappresentazione.  Perciò è sul poverello di Assisi  che ci soffermeremo in questa nostra lettura.                                   

Andare in cielo con Galileo   05 febbraio 2015 ore 16.30

C.so Vittorio Emanuele II, n° 59
Modena
 
SALA DEI PRESIDENTI

Prof. William René Shea
Professore galileiano emerito di Storia della Scienza, Università di Padova; membro effettivo della Reale Accademia delle Scienze di Svezia

Il cielo di Galileo non è solo quello della fisica, rivoluzionata dalle sue spettacolari scoperte astronomiche che illustreremo attraverso immagini realizzate con l'aiuto del suo telescopio. Il cielo era per lui anche quello della fede religiosa, rispetto alla quale egli compì un grande sforzo di rinnovamento, in conflitto con il clima di fondamentalismo che si ritrova ancora oggi. La fisica cambia le cose in cielo e in terra.

William René Shea
Nato nel 1937 nel Quebec, Canada. Laureato presso l'Università di Cambridge ed ex ricercatore dell'Università di Harvard, il professor Shea ha insegnato presso l'Università di Ottawa, McGill University di Montreal e l'Università degli Studi di Strasburgo, prima di prendere la sua nomina in Italia nel 2003. Shea è storico della scienza di fama mondiale ed è considerato un'autorità assoluta per quel che riguarda il pensiero scientifico dell'età moderna.
È stato Presidente del comitato permanente per Humanities of the European Science Foundation, un'associazione di sessantacinque grandi consigli di ricerca di ventidue paesi in Europa; egli appartiene a diverse accademie tra cui l'Accademia Europea, la Royal Society of Canada e la Royal Swedish Academy of Sciences (il comitato che indica e assegna i premi Nobel). Shea è Past President dell'Unione Internazionale di Storia e Filosofia della Scienza e dell'Accademia Internazionale di Storia della Scienza.
È autore e curatore di studi fondamentali (circa 30 libri) in particolare intorno a Galilei, al caso Galilei e gli albori della scienza moderna e autore di oltre 145 articoli accademici che sono apparse in dieci lingue.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Ogni dove in cielo è Paradiso. Il cielo della Luna, i primi beati e Piccarda.   28 gennaio 2015 ore 16.00

LECTURA DANTIS

In collaborazione con la
SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Sezione di Modena

Luca Gherardi - “Società Dante Alighieri” – Sezione di Modena.

In un ciclo di incontri sul Paradiso, non si può non parlare di Piccarda Donati: fiorentina, monaca dell'ordine delle Clarisse, contemporanea del poeta e sorella dei famosissimi Corso e Forese - quest'ultimo Dante lo aveva incontrato nella cornice dei golosi del Purgatorio - suor Piccarda inaugura gli incontri celesti e si presenta al pellegrino nel Cielo della Luna insieme alle altre anime che come lei sono state costrette da altri a non mantenere i voti. Una figura singolare del Paradiso poiché, nonostante la condizione di beatitudine eterna la renda più bella di quanto non fosse in vita, a differenza di tutti gli altri beati che sono luci, mantiene le sembianze umane. Con lei Dante ha l'occasione di risolvere alcuni dubbi di chi come lui, e come noi, si trova a visitare e a contemplare il regno che è «pura luce» e capisce che «ogni dove in cielo è paradiso», nonostante permanga una gerarchia fra gli ospiti del Regno di Dio. Sono rare nel poema le figure femminili con cui Dante interagisce: se si considera l'eccezione di Beatrice, protagonista dell'ultima cantica e comparsa nel racconto di Virgilio già all'inizio dell'opera nel secondo canto dell'Inferno, dopo Francesca da Rimini, Pia de'Tolomei e Matelda, Piccarda è senza dubbio uno dei personaggi più affascinanti della Commedia: un incontro che segna le riflessioni di Dante e, forse, anche le nostre.

 

Quattro passi nella relatività. La relatività generale   22 gennaio 2015 ore 16.30

(seconda parte)

Prof. Rodolfo Cecchi
docente di Ingegneria Sanitaria Ambientale e di Fisica (quest’ultimo per gli Allievi dell’Accademia Militare) presso l’Università di Modena e Reggio

La conversazione in oggetto si propone di accompagnare gli spettatori entro le conquiste scientifiche della Relatività di Albert Einstein mostrandone  (sia pur usando un approccio semplicistico che certamente “banalizza” il lavoro matematico ed intellettuale del grande scienziato) in modo semplice ed intuitivo le conseguenze che ai più appaiono astruse oltre che opposte al comune “buon senso”.
Pur richiedendo agli ascoltatori solo comuni nozioni di tutti i giorni (velocità, accelerazione, gravità, teorema di Pitagora), verranno illustrati i risultati della Relatività Ristretta o Speciale (1905), partendo dalle idee di Galileo (XVII secolo) per poi pervenire al fenomeno della variazione nello scorrere del tempo (“dilatazione del tempo”) a seconda della velocità rispetto all’osservatore, così come del diversificarsi per lo stesso motivo delle distanze (“contrazione delle lunghezze”), concludendo infine con la famosa “equivalenza” tra materia ed energia (balia degli impieghi militari e pacifici dell’energia nucleare) e con i sopravvenuti motivi di inadeguatezza della teoria della gravitazione di Newton.
A seguire, con ragionamenti puramente logici e ripercorrendo i famosi “esperimenti mentali” di Einstein, verrà mostrata la rivoluzionaria “filosofia” (ancorata a solidissime e complesse basi matematiche che verranno completamente omesse) della Relatività Generale (1915), che ribalta completamente la visione dei fenomeni di attrazione gravitazionale, addebitandoli ora ad una “deformazione” operata dalla materia (pianeti, stelle, galassie…) sullo spazio-tempo che, nella visione di Einstein, fa da “culla” al verificarsi ed al divenire dei fenomeni fisici. In altre parole, non più “forze” di gravità, ma geometria, con il modificarsi e incurvarsi del “tessuto” spazio-temporale che fa da guida e dunque determina i moti provocati da masse su altre (Terra-Luna, Sole-Terra e via così). Si tratta di “spazio-tempo” indissolubilmente legati, ed infatti Einstein prevede che le “curvature” suddette operatevi dalla materia modifichino anche variamente il fluire dei (non più del)  tempi. Si noti infine come dalla Relatività Generale seguirebbe facilmente la Relatività Ristretta come caso particolare.
A corredo di tutto quel che precede, verranno portate molte prove sperimentali a conferma di quella che, fino ad oggi, è un’opera dell’intelletto umano mai falsificata.

I marchesi Gherardo e Ludovico Rangoni   20 gennaio 2015 ore 16.00

Conferenza di Lidia Righi
libera ricercatrice

Ben noto è il profondo interesse per tutti i rami della scienza del marchese Gherardo Rangoni (1744-1815), accademico dei Dissonanti e fondatore dell’Accademia Rangone (1784-1792) confluita senza soluzione di continuità in quella dei Dissonanti, divenuta poi Accademia di Scienze e Belle Arti (1791).
Il marchese svolse anche importanti incarichi politico-diplomatici per i duchi Francesco III ed Ercole III d’Este, ma, profondamente turbato dai sovvertimenti arrecati dalla rivoluzione francese e da Napoleone, fece acquisto di terreni in Pennsylvania con l’intenzione di trasferirvisi. Vi mandò in anteprima il primogenito Ludovico che però morì a Filadelfia (1798) contagiato dal morbo della febbre gialla. Queste ultime vicende tramandate dalle fonti bibliografiche in forma alquanto schematica, grazie al rinvenimento di un carteggio inedito conservato presso la Biblioteca Estense Universitaria, assumono un profilo di notevole rilievo. Vi si ripercorre infatti il complesso iter dell’acquisto delle terre americane  (1795) tramite il ricco banchiere tedesco Christian Gottlob Frege, protagonista dell’iniziativa in società con il marchese Rangoni. In particolare presenta un accattivante interesse il carteggio da Filadelfia del giovane Ludovico ricco di osservazioni e curiosità sul contesto ambientale, sociale ed economico. 

Solo amore e luce ha per confine: Il paradiso di Dante e altri paradisi   14 gennaio 2015 ore 16.00

LECTURA DANTIS


In collaborazione con la
SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Sezione di Modena



prof. Giulio Borgatti - Società Dante Alighieri Modena

L'intervento si dividerà in due parti: nella prima e maggiore, servendoci dei versi del Poeta, seguiremo l'architettura del Paradiso, soffermandoci sulla struttura non tanto della cantica quanto del 'luogo', ammesso che si possa definire tale, in essa descritto. Nella seconda parte, prendendo le mosse dal Paradiso dantesco, getteremo fugaci occhiate su altri paradisi della letteratura, con particolare riferimento a Petrarca, Proust, Tolkien e Pindaro. "

Presentazione del volume “C’era una volta il Palazzo Ducale di Modena – once upon a time” Artestampa Arte Editore   19 dicembre 2014 ore 17.30

FESTA DEGLI AUGURI DI NATALE

Introduce il dott. Ernesto Milano, Presidente dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena.
Saranno presenti l’autore Roberto Franchini, l’editore Carlo Bonacini ed il giornalista Eugenio Tangerini.

400 anni di storia, arte, cultura, politica, guerra e pace raccontati attraverso l’edificio-simbolo del potere a Modena.
Il potere ha da sempre bisogno di un palcoscenico su cui mostrarsi, e di un pubblico da cui essere applaudito e ammirato. Il Palazzo ducale, oggi Accademia militare, assolve da quattro secoli a questa funzione, imponendosi con la sua superba scenografia nel teatro della storia modenese, prima ducale poi italiana, e giungendo fino a noi carico di storie, di immagini, di significati.
Il volume racconta la storia di questo edificio-simbolo del potere e del suo rapporto con la città nel tempo, calandosi di volta in volta nelle stanze e nelle vesti dei personaggi che più significativamente lo hanno attraversato e ne hanno interpretato la vocazione di comando. Si presenta come una conversazione aperta con la città, un racconto dai toni fiabeschi per riscoprire l’emozione di un patrimonio comune, di una storia collettiva.
Roberto Franchini ci presenta una galleria di 13 personaggi che hanno intrecciato la propria sorte con quella del palazzo, dal suo concepimento fino all’età contemporanea.

Paralleli noti ed inesplorati tra le storie bibliche e la storiografia romana del primo impero: il caso Gezabele   17 dicembre 2014 ore 16.00

in collaborazione con

Società Dante Alighieri - Comitato di Modena
 
Sala dei Presidenti
 
prof. Paolo Garuti O.P.
Ordinario di Esegesi del Nuovo Testamento presso la Pontificia Università.Tommaso di Roma e docente di Nuovo Testamento e Retorica antica presso l’Ecole Biblique di Gerusalemme

Raccontando la storia di due mogli dell’imperatore Claudio, Valeria Messalina e Agrippina Minore, Tacito (in contrasto con altri autori: Suetonio in particolare) le vuole entrambe colpevoli d’aver accusato ingiustamente un possidente romano per acquistarne i giardini. Le vigne e i giardini di Lucullo, sottratti a Valerio Asiatico, sarebbero stati teatro delle “nozze” di Valeria Messalina con Gaio Silio, durante una festa dionisiaca nel 48 d.C., e della sua morte (Tacito, Annales,  XI). Anche Agrippina (ibid., XII) causò il suicidio di Statilio Tauro) per appropriarsi dei suoi giardini. Un plesso narrativo che, come spesso annotano i commentatori, richiama in più punti la storia biblica di Gezabele e della vigna di Nabot (1 Re 21). A questo percorse se ne intreccia un altro, a suo tempo studiato da C. Grottanelli, che pare connettere la regina Gezabele con Tanaquilla,  protagonista della successione di Servio Tullio a Tarquinio Prisco. Infine, anche Atto Navio, l’augure etrusco che Dionigi d’Alicarnasso (Antiquitates Romanae 3) dice sia misteriosamente scomparso e della cui morte fu incolpato il re Tarquinio, è figura legata alla vigna e, come la figure evocate, ai cambiamenti di dinastia. Se le donne siano ipostasi della dea Fortuna, come supponeva Grottanelli almeno per Tanaquilla e Gezabele, o se l’elemento dionisiaco abbia finito con l’entrare in questi racconti del cambiamento, sarà l’oggetto della nostra ricerca.

INAUGURAZIONE 332° ANNO ACCADEMICO   12 dicembre 2014 ore 15.00

2014-2015

Sala dei Presidenti
 
PROGRAMMA
Introduzione del Presidente e relazione del Segretario Generale
Apertura dell’Anno Accademico
Attribuzioni delle insegne accademiche ai nuovi soci
  
Prolusione del
Prof. Antonio Padoa Schioppa
Professore Emerito dell’Università degli Studi di Milano
 
sul tema
 
La globalizzazione: dalla storia all’attualità

NAPOLEONE BONAPARTE: il grande stratega tra mito e salute   11 dicembre 2014 ore 16.30

Sala dei Presidenti
 
CONFERENZA di 

Enrico De Micheli

introdurrà Mario Panizza
vice-Presidente Accademia S.L.A.
 
Napoleone Bonaparte, militare francese, è stato un politico dalle visioni "grandi", fino a diventare nel parlare quotidiano espressione di megalomania o addirittura di malattia mentale improntata ad esagerazioni poco condivisibili ma comprensibili al solo guardare i titoli di cui si è fregiato: Imperatore dei francesi, Presidente della Repubblica Italiana, Re d'Italia, "mediatore" della Repubblica Elvetica e "protettore" della Confederazione del Reno... Ma è stato anche un grande riformatore del sistema giuridico,  confluito in seguito nel Codice Napoleonico.
Poco si è parlato delle malattie fisiche e soprattutto se queste abbiano avuto importanti ripercussioni sul suo comportamento politico e militare. Cercheremo di dare qualche risposta.
 
Apprezzati gli studi classici liceali, Enrico De Micheli ha frequentato il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, laureandosi nel 1969. Successivamente ha sempre lavorato a Modena in ambito ospedaliero, per oltre 40 anni, di cui 21 in posizione apicale. Ha  sentito e subìto il fascino della Storia della Medicina sin dai primissimi contatti da studente: per anni ha raccolto informazioni, opinioni, immagini …. che, con il maggior tempo libero concesso dallo stato di “pensionato”, sta pian piano valutando e arricchendo … al fine di coinvolgere e affascinare un pubblico sempre più vasto, potenzialmente portatore di sensibilità, curiosità e interessi di grande aiuto nella raccolta di notizie e interpretazioni.
 

From Aristotle to generative grammar: Diachronic approaches to the definition of verb and noun   10 dicembre 2014 ore 16.30

Sala dei Presidenti
 
Melita Stavrou
Aristotle University of Thessaloniki
 
Within the western grammatical/pedagogical tradition, the nature and origin of lexical categories ('μέρη τοῦ λόγου', 'Parts of Speech'-PoS hereafter) has been a great challenge for philosophers and grammarians ever since Plato and Aristotle, fιguring prominently in traditional grammar(s), linguistic typology, theoretical linguistics (of all persuasions), neurolinguistics. In the older times the fundamental questions concerning categories revolved around three intersecting axes; (a) the relation between categories as linguistic expressions and extralinguistic entities or events (designation), (b) categories as the  linguistic means of reasoning and argumentation (logical relations), and (c) the criteria according to which these may be categorized (giving rise to the Word and Paradigm pattern). More questions emerged and the old ones were reshaped and reformulated with the rise of linguistics and the discovery and study of a great number of languages not known in the past.
In this talk I will attempt a brief survey of the answers that have been given to (some of) the above questions over the centuries, starting from Aristotle as the base of traditional grammar. In assessing the answers, dominant views found within modern linguistic theory will be compared with foundational ancient theories. The conclusion that can be drawn is that many strands of the modern approaches to the definition of the PoS reflect (in one way or another) Aristotle's own original thought.
This research is novel in so far as it attempts a unified approach to word categorization by placing the ancient theories/views on an equal footing with their modern homologues; our analysis rather than being critical to the past will underline possible similarities between past and present.
I will focus on the verbal and the nominal category as the most central, possibly universal, categories trying to compare the basic tenets of modern linguistic theories of word classes to the model of Aristotle.

Presentazione del libro: Gianfranco Levoni, PIACENZA   05 dicembre 2014 ore 17.00

Modena, Artestampa, 2014

Sala dei Presidenti

Con interventi dell’Autore, e del giornalista Eugenio Tangerini.
“Vigile scolta fra barbari vinti ROMA nell’anno 218 a. C. qui dedusse una colonia militare che nomò PLACENTIA”. Questa iscrizione incisa sul marmo del basamento delle imponenti colonne che sostengono la maestosa lupa che dalla Via Emilia vigila su Piacenza, richiama al visitatore l’orgoglio dei piacentini per le loro storiche origini. A Piacenza termina infatti la lunga strada consolare, tracciata nel 198 a. C. da Marco Emilio Lepido che ha dato il nome ad un territorio che tuttora rappresenta il cuore pulsante di una regione fra le più floride e vitali d’Europa. Il viaggio intrapreso da anni da Gianfranco Levoni, che gli fa raccontare città e territori italiani ed esteri, è anzitutto un viaggio esistenziale, che scava in profondità nell’identità culturale dei luoghi che incontra. Ed in questo senso diviene il viaggio del pellegrino, viaggio di ricerca, di tensione introspettiva. Levoni indaga l’anima dell’urbs, radicando il suo progetto nel divenire storico, cogliendo in quel divenire l’essenza e la conformazione ultima dei luoghi, dello spazio.

Rischio idraulico e idrogeologico tra processi geofisici e biogeochimici, funzioni ecologiche e piani di gestione   04 dicembre 2014 ore 9.15

CONVEGNO

Sala dei Presidenti


9.15-9.30
Saluti delle Autorità e Indirizzo di benvenuto
Mario Panizza
Vice Presidente dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Marco Sola
Presidente della Sezione di Scienze Fisiche Matematiche e Naturali dell’Accademia
 
9.30-10.20
I problemi della sicurezza idraulica con particolare riferimento alla Regione Veneto
Luigi D’Alpaos
Università di Padova
 
10.20-11.10
Eventi alluvionali attuali e recenti nella pianura modenese

Doriano Castaldini
Università di Modena e Reggio Emilia
 
11.10-12.00
La sicurezza idraulica del territorio modenese e reggiano

Stefano Orlandini
Università di Modena e Reggio Emilia
 
12.00-12.50
Toni e sfumature di un'alluvione

Milena Bertacchini
Università di Modena e Reggio Emilia 
Alessio Mori
Comune di Bastiglia
 
12.30-14.00
Interruzione dei lavori
 
14.30-15.20
Alluvione di Modena: aspetti meteoclimatici

Luca Lombroso
Università di Modena e Reggio Emilia 
 
15.20-16.10
Animali selvatici e rischio idraulico

Luigi Sala
Università di Modena e Reggio Emilia
 
16.10-17.00
Previsione e prevenzione del rischio da frana: un annoso problema solo parzialmente risolvibile

Alessandro Corsini
Università di Modena e Reggio Emilia  
 
17.00-17.30
Chiusura dei lavori

L’ARTE ANCHE IN FOTOGRAFIA RENDE VISIBILE L'INVISIBILE   18 novembre 2014 ore 16.30

Sala dei Presidenti
 
 
Franco Fontana
 
Lectio magistralis
 
L’ARTE ANCHE IN FOTOGRAFIA
RENDE VISIBILE L'INVISIBILE

 
introdurrà Mario Panizza
vice-Presidente dell’Accademia
 
Colori accesi, brillanti, talmente vibranti da apparire irreali. Composizioni ritmate da linee e piani sovrapposti, geometrie costruite sulla luce. Paesaggi iperreali, più veri del vero, surreali, sospesi, spesso impossibili. Proporzioni ingannevoli in cui lo spazio per l’uomo sembra svanire.
Figure umane svelate in negativo, sublimate in ombre lunghe. Presenza e assenza contempo-raneamente. Corpi come paesaggi, e pianure e colline dai contorni antropomorfi.
Come fosse un ritrattista, Franco Fontana mette in posa il paesaggio. Per lui la creatività non illustra, non imita, ma interpreta diventando la ricerca di una verità ideale. Questi sono i tratti distintivi che rimandano immediatamente ed in modo inequivocabile al linguaggio visivo di Franco Fontana.
 
Franco FONTANA, il grande e famoso fotografo modenese, celebre in tutto il mondo è stato recentemente insignito del titolo di “Socio onorario” dell'Accademia nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena. Questo prestigioso riconoscimento, si aggiunge a molti altri ricevuti in Italia e all'estero, fra i quali una Laurea “Honoris Causa” dall'Università di Torino.
Gli sono stati dedicati più di quaranta volumi con le sue fotografie, pubblicati da editori italiani e stranieri. Ha tenuto oltre 400 mostre personali in tutto il mondo. Le sue opere sono esposte nei più prestigiosi musei. È in corso una sua grande retrospettiva al Palazzo Incontro a Roma, che sta riscuotendo un lusinghiero successo di critica e di visitatori.

I RISCHI DA EVENTI NATURALI. Prevedibilità, responsabilità, nuove prospettive   14 novembre 2014 ore 16.00

Presentazione del volume "L’ITALIA DEI DISASTRI. DATI E RIFLESSIONI SUGLI IMPATTI DEGLI EVENTI NATURALI (1861-2013)

Presentazione del volume
"L’ITALIA DEI DISASTRI.
DATI E RIFLESSIONI SUGLI IMPATTI DEGLI EVENTI NATURALI (1861-2013)"

A cura di Emanuela Guidoboni e Gianluca Valensise

Bononia University Press, 2014


INTRODUZIONE 

Gian Carlo Muzzarelli (sindaco di Modena)


PRESIEDE E MODERA

Maria Carla Galavotti (Università di Bologna)


INTERVENTI DI 

Emanuela Guidoboni
Centro Euro mediterraneo di documentazione Eventi Estremi e Disastri

Gianluca Valensise
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Francesco D’Alessandro
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Cibo – Ambiente – Energia: le Grandi Crisi del Secolo. Il Contributo della Nuova Agricoltura   10 novembre 2014 ore 15.00

Sala dei Presidenti
 
Convegno
 
Le relazioni tra l’uomo il cibo sono state improntate, per settanta millenni, da una costante: l’imperativo quotidiano che ne imponeva la ricerca quale prima tra le esigenze vitali. Il gruppo umano che lasciava, all’alba, la caverna ignorava se avrebbe saziato la fame, uccidendo il mammouth reperendo un cesto di bulbi. I rapporti tra uomo e cibo erano, in termini fisici e psicologici, rapporti aleatori. Nata l’agricoltura l’imperativo quotidiano si convertiva in annuale, l’uomo procedeva a una semina che avrebbe dovuto assicurare il cibo di un anno, ma il cui frutto sarebbe maturato tra mille eventualità nefaste. Negli anni ’30 l’intero raccolto del Tavoliere poteva essere distrutto dalle locuste, come era stato per millenni. L’aleatorietà dominava ancora l’uomo affamato. Negli ultimi sei decenni la relazione psicologica tra uomo e cibo è mutata, radicalmente, tre volte: terminato il secondo conflitto mondiale la prima preoccupazione di popoli e governanti era la certezza della disponibilità, trent’anni più tardi il successo degli sforzi realizzati diffondeva, nelle società ricche, la percezione che produrre il cibo fosse la più banale delle incombenze, che quindi la politica dovesse arrestare una produzione esorbitante ogni necessità. Poi, dal 2007, l’inarrestabile ascesa dei prezzi, seppure seguita da quotazioni altalenanti, ha diffuso la paura. Miliardi di uomini soffrono la fame, altri miliardi ne temono l’oscuro ritorno. Colpevoli gli uomini politici, incapaci di politiche lungimiranti, doppiamente colpevoli gli uomini dell’ informazione, che nelle metamorfosi dei convincimenti collettivi hanno sempre sostenuto la verità del guru che ottenesse più applausi, preferendo la sensazionalità all’arduo confronto. Il disorientamento sul futuro alimentare dilaga. Nel frastuono, l’Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Modena si è proposta di ascoltare scienziati autorevoli per fissare alcuni punti fermi nel vortice dei proclami di chi non ha la competenza per offrire una sola certezza.

15:00-15:15
Saluto delle Autorità-Indirizzo di benvenuto
Ernesto Milano, Presidente dell’Accademia
Marco Sola, Presidente della Sezione di Scienze Fisiche Matematiche e Naturali dell’Accademia
 
15:15-15:30
50 anni unici nei 70.000 anni dell’Homo Sapiens: 1950-2000 
Antonio C. Saltini, Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena
 
15:30-16.00
Suolo, patrimonio dell’Umanità: quanto ne stiamo perdendo per erosione, inquinamento e cementificazione?
Marco Nuti, Università di Pisa

16:00-16:30
Tra 20 anni saremo 10 miliardi: cosa propone chi immagina quale agricoltura li possa alimentare?
Francesco Salamini, Fondazione Mach, San Michele all’Adige (TN)

16:30-17:00
Acqua e agricoltura: come usare razionalmente la risorsa
Tommaso Maggiore - Luigi Mariani, Università degli Studi di Milano
 
17:00-17:30
Cambiamento climatico e agricoltura: vulnerabilità e mitigazione
Francesco Miglietta, CNR, Firenze
 
17:30-18:00
Verso coltivazioni a risparmio idrico: un approccio biotecnologico
Antonella Furini, Università di Verona
 
18:00-18:15
Conclusioni
Francesco Salamini, Fondazione Mach, San Michele all’Adige (TN)
Cibo – Ambiente - Energia: le tre variabili della crisi mondiale

Le ragioni del Fisco: aspetti economici e impositivi (prospettiva storica e odierna)   07 novembre 2014 16-19

Ciclo di Seminari

IN COLLABORAZIONE CON:

Dipartimento di Giurisprudenza
Università di Modena e Reggio Emilia

Scuola di dottorato  in  Scienze giuridiche
curriculum Diritto tributario
Università di Milano-Bicocca



Dal 9 ottobre al 7 novembre 2014
dalle ore 16 alle ore 19

 
9 ottobre 2014
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena  - Sala dei Presidenti
Introduce Prof. Elio Tavilla
Presidente della Sezione di Scienze morali, giuridiche e sociali dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti
 
Periodo Antico
Prof. Domenico Vera - Università di Parma
L'impero e il tributo nella tarda antichità: aspetti economici e sociali
 
Prof. Salvatore Puliatti - Università di Parma
Realismo o filantropia. Lo strumento tecnico del condono fiscale in età tardo antica

16 Ottobre 2014
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena  - Sala dei Presidenti
 
Prof. M. Bianchini - Università di Parma
Il Fisco occulto: forme storiche di prelievo non dichiarato
 
Prof. Marco Cattini - Università L. Bocconi di Milano
La politica fiscale dei comuni italiani (secc. XI-XIX)
 
30 Ottobre 2014
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena  - Sala dei Presidenti
 
Prof. Maria Cecilia Fregni - Università di Modena e Reggio Emilia
Il Fisco del XXI secolo: problemi aperti  ed esigenze di riforma
 
Prof. Alessandro Turchi - Università di Modena e Reggio Emilia
 I modelli di tassazione dei redditi familiari

7 novembre 2014
Dipartimento di Giurisprudenza - Aula Magna


Periodo Attuale II
Prof. Francesco Tesauro - Università di Milano-Bicocca
Interesse erariale e tutela del contribuente
 

Prof. Filippo Cicognani - Università di Bologna
Imprese e società nel sistema fiscale attuale
 
 
La partecipazione è libera e gratuita

 
Per gli studenti, si richiede una preiscrizione (inviare e-mail alla dott.ssa Irene Pini: irenepini@hotmail.it, con oggetto: Seminari “Le ragioni del Fisco”). La partecipazione ai Seminari consente agli studenti del Dipartimento di Giurisprudenza di acquisire crediti per “altre attività formative” (n.1 cfu per gli studenti della Laurea Magistrale e n. 2 cfu per gli studenti del Corso di laurea in Scienze giuridiche, dell’impresa e della pubblica amministrazione, previa frequenza ad almeno l’80 per cento dei seminari e relazione sui temi trattati).

STUDIOSI DI LEONARDO LUNGO LA VIA EMILIA   06 novembre 2014 ore 15.00

RISCOPERTE E LASCITI DA GIOVANNI BATTISTA VENTURI (BIBBIANO 1746-REGGIO EMILIA 1822) A EDMONDO SOLMI (FINALE EMILIA 1874-SPILAMBERTO 1912)

CONVEGNO


Sala dei Presidenti



Con il Patrocinio di

IBC Istituto per i Beni artistici culturali e naturali Regione Emilia Romagna
Comune di Reggio Emilia
Comune di Bibbiano
Comune di Finale Emilia
Liceo Scientifico Statale “M. Morandi” di Finale Emilia
Liceo Classico Statale “L.A. Muratori” di Modena


Il Convegno si pone l’obiettivo di presentare due studiosi emiliani che, fra Settecento e Novecento, hanno offerto importanti contributi alla costruzione di una nuova immagine di Leonardo da Vinci e, al tempo stesso, di fare il punto su alcune delle ricerche oggi in corso sul territorio regionale in merito all’opera del grande vinciano.

Ore 15,00
Saluto dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Modena e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Finale Emilia Massimiliano Righini.
 
Ore 15,30
Roberto Marcuccio, B
ibliotecario, responsabile Sezione Manoscritti Biblioteca Panizzi
“Parigi 1797: Giovanni Battista Venturi e un nuovo volto di Leonardo”
 
Ore 16,00
Galileo Dallolio, 
Associazione Amici del Liceo Morandi di Finale Emilia
“Edmondo Solmi studioso, insegnante e organizzatore di cultura”

Ore 16,30
Luca Garai, 
Storico dell’arte e della scienza, semiologo
Un documento di Giulio Bertoni ricostruisce la “La Festa del Paradiso di Leonardo da Vinci”
 
Ore 17,00
Patrizia Paradisi, 
Docente Liceo Classico Statale “L.A. Muratori”
“Il Liceo Muratori e i maestri di Solmi da Saverino Ferrari ai docenti dell’Istituto di Studi Superiori di Firenze”
 
Ore 17,15
Eventuali domande del pubblico e chiusura lavori
 

Bernardino Ramazzini Profilo ed Eredità di un Innovatore della Scienza Medica   05 novembre 2014 ore 10.00

Nella ricorrenza del III centenario dalla morte

Sala dei Presidenti

SOTTO L'ALTO PATRONATO
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


e con il

Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Con il Patrocinio di
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Comune di Modena
Comune di Carpi
Comune di Marta


Con il supporto di 
Banca Popolare dell'Emilia Romagna
IMA Sustain Ability



Il 5 novembre 1714 si spegneva a Padova, dove ricopriva la cattedra di medicina, Bernardino Ramazzini, nato a Carpi (MO) nel 1633. Valentissimo medico e scienziato, è universalmente riconosciuto come fondatore di quella che oggi viene definita “MEDICINA DEL LAVORO”. Ramazzini, dopo una iniziale brillante attività dedicata all’esercizio della professione medica, che lo portò a maturare un interesse originale per le patologie derivanti dalle dure condizioni lavorative del tempo, operò dapprima presso l’Università di Modena. Successivamente venne chiamato a Padova dove sviluppò il suo lavoro scientifico centrato sui rischi per la salute correlati a decine di mestieri e professioni e i loro possibili rimedi. Si interessò inoltre degli effetti sulla salute delle condizione climatiche nelle quali il lavoro veniva svolto. Ramazzini è l’iniziatore dell’approccio scientifico-galileiano applicato alle relazioni causali fra  pericolo o fattore di rischio e danno o malattia.  Egli introduce quindi per primo il concetto di “valutazione del rischio” in senso epidemiologico in ambito occupazionale. Ramazzini costituisce pertanto una figura di geniale innovatore della Medicina, la cui grandezza è accresciuta dalle implicazioni sul ruolo sociale della medicina che da lui traggono origine. 
L’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Modena, già Accademia dei Dissonanti sotto il Ducato Estense, che annovera Ramazzini tra i propri soci fondatori, promuove, di concerto con l’Università di Modena e Reggio Emilia, una giornata di studio su Ramazzini nella ricorrenza del 3° centenario della morte. In essa, professori della nostra e di altre Università ed esperti del settore approfondiranno e illustreranno la figura dello scienziato e dell’uomo, ne contestualizzeranno l’opera nel periodo storico e, in un’ottica di attualità,  metteranno in luce gli aspetti della legislazione in ambito del diritto alla salute e sicurezza sul lavoro e l’evoluzione scientifica e lo status odierno della Medicina del Lavoro, disciplina che vede in Ramazzini il suo grande iniziatore.

PROGRAMMA

10:00-10:30
Saluto delle Autorità
Indirizzo di benvenuto
Ernesto Milano, Presidente dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Marco Sola, Presidente della Sezione di Scienze Fisiche Matematiche e Naturali dell’Accademia

10:30-11:00
"Longe præstantius est præservare quam curare” 
Giuliano Franco, Università di Modena e Reggio Emilia

11:00-11:30
"Uno scienziato a tutto tondo” 
Francesco Carnevale, Università di Firenze

11:30-12:00
Dottrine mediche e oscuramento dello sperimentalismo tra il XVII e il XVIII secolo
Berenice Cavarra – Umberto Muscatello, Università di Modena e Reggio Emilia

12:00-12:30
L'influenza dell'opera di Ramazzini nel Risorgimento tra medicina dei lavoratori, medicina sociale e movimento igienista
Valentina Gazzaniga – Silvia Marinozzi, Università Sapienza, Roma
 
Interruzione dei lavori
 
14:30-15:00
Bernardino Ramazzini accademico delle Università di Modena e di Padova 
Carmelo Elio Tavilla, Università di Modena e Reggio Emilia

15:00-15:30
Ricerche barometriche di Bernardino Ramazzini
Mario Umberto Lugli, Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena

15:30-16:00
La sicurezza del lavoro in una prospettiva storico-giuridica
Alberto Tampieri, Università di Modena e Reggio Emilia
 
Chiusura dei lavori

L’ITALIANO NELL’UNIONE EUROPEA: L’ACCADEMIA DELLA CRUSCA   27 ottobre 2014 ore 15.30

in collaborazione con l'Accademia della Crusca
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - Sala dei Presidenti
 
prof.ssa Cecilia Robustelli
docente di linguistica italiana presso l'Università di Modena e Reggio Emilia e collaboratrice dell'Accademia della Crusca

L’Accademia della Crusca, che dalla sua fondazione nel 1582-3 a oggi è uno dei principali punti di riferimento della lingua italiana e diffonde la conoscenza storica della nostra lingua e la coscienza critica della sua evoluzione attuale, dal 2003 collabora con le principali istituzioni affini di Paesi esteri per la politica a favore del multilinguismo e quindi delle singole lingue nazionali all’interno dell’Unione europea. Nell’Unione europea il multilinguismo rappresenta, fin dalla firma del Trattato di Roma che istituiva la Comunità economica europea (CEE), una grande ricchezza. Tuttavia nel 1999, alla vigilia dell’entrata nell’Unione europea di 10 nuovi paesi nel 2004, la necessità di raddoppiare il numero delle lingue ufficiali, destinate a passare da 11 a 21, attirò l’attenzione della comunità internazionale degli studiosi di linguistica: si profilava il rischio che le difficoltà connesse con la complessità di gestione del nuovo regime linguistico potessero incidere sull’uso effettivo e paritario di tutte le lingue favorendo alcune lingue rispetto ad altre o, addirittura, l’adozione di un monolinguismo dominato dalla lingua inglese. Molte istituzioni linguistiche europee che si occupano della promozione e della cura della lingua nazionale, tra cui anche l’Accademia della Crusca, si riunirono pertanto in un Consiglio delle lingue europee, che nel 2003 sarebbe poi diventato la European Federation of National Institutions for Language, con l’obiettivo di elaborare una linea comune di politica linguistica. Da allora l’Accademia della Crusca è intervenuta più volte in campo nazionale e internazionale con iniziative e proposte a favore dell’italiano nell’Unione europea e più in generale a sostegno del multilinguismo come cardine della politica linguistica della Ue.

QUATTRO PASSI NELLA RELATIVITÀ   24 ottobre 2014 ore 16.00

Sala dei Presidenti
 
 
prof. Rodolfo Cecchi
docente di Ingegneria Sanitaria Ambientale e di Fisica (quest’ultimo per gli Allievi dell’Accademia Militare) - Università di Modena e Reggio
 
 
La conversazione si propone di accompagnare gli spettatori entro le conquiste scientifiche della Relatività di Albert Einstein mostrandone (sia pur usando un approccio semplicistico che certamente “banalizza” il lavoro matematico ed intellettuale del grande scienziato) in modo semplice ed intuitivo le conseguenze che ai più appaiono astruse oltre che opposte al comune “buon senso”. Pur richiedendo agli ascoltatori solo comuni nozioni di tutti i giorni (velocità, accelerazione, gravità, teorema di Pitagora), verranno illustrati i risultati della Relatività Ristretta o Speciale (1905), partendo dalle idee di Galileo (XVII secolo) per poi pervenire al fenomeno della variazione nello scorrere del tempo (“dilatazione del tempo”) a seconda della velocità rispetto all’osservatore, così come del diversificarsi per lo stesso motivo delle distanze (“contrazione delle lunghezze”), concludendo infine con la famosa “equivalenza” tra materia ed energia (balia degli impieghi militari e pacifici dell’energia nucleare) e con i sopravvenuti motivi di inadeguatezza della teoria della gravitazione di Newton. A seguire, con ragionamenti puramente logici e ripercorrendo i famosi “esperimenti mentali” di Einstein, verrà mostrata la rivoluzionaria “filosofia” (ancorata a solidissime e complesse basi matematiche che verranno completamente omesse) della Relatività Generale (1915), che ribalta completamente la visione dei fenomeni di attrazione gravitazionale, addebitandoli ora ad una “deformazione” operata dalla materia (pianeti, stelle, galassie…) sullo spazio-tempo che, nella visione di Einstein, fa da “culla” al verificarsi ed al divenire dei fenomeni fisici. In altre parole, non più “forze” di gravità, ma geometria, con il modificarsi e incurvarsi del “tessuto” spazio-temporale che fa da guida e dunque determina i moti provocati da masse su altre (Terra-Luna, Sole-Terra e via così). Si tratta di “spazio-tempo” indissolubilmente legati, ed infatti Einstein prevede che le “curvature” suddette operatevi dalla materia modifichino anche variamente il fluire dei (non più del) tempi. Si noti infine come dalla Relatività Generale seguirebbe facilmente la Relatività Ristretta come caso particolare. A corredo di tutto quel che precede, verranno portate molte prove sperimentali a conferma di quella che, fino ad oggi, è un’opera dell’intelletto umano mai falsificata.

“RIDERE DEL NEMICO E' PIACEVOLISSIMO”   21 ottobre 2014 ore 16.00

Le cartoline di guerra della Raccolta Formiggini

dott.ssa Milena Ricci
Bibliotecaria presso la Biblioteca Estense Universitaria

Angelo Fortunato Formiggini, editore modenese in Genova, all’indomani dell’ingresso dell’Italia nel conflitto mondiale partì volontario per il fronte, seguito dalla moglie, Emilia Santamaria, pedagogista di fama nazionale. Questa esperienza, sia pure di pochi mesi, contribuì a far maturare in lui il progetto accarezzato da tempo, quello della “Casa del Ridere”, una raccolta di libri, periodici e documenti, improntata alla filosofia del riso, l’unica che poteva salvare l’uomo da se stesso dopo una prova così devastante.
Nella “Casa del Ridere”, presentata sul primo numero dell’“Italia che scrive”, l’1 aprile 1918, confluirono documenti umoristici e satirici relativi all’Italia in guerra, giornali di trincea, canzoni di soldati e aneddoti militareschi, canti e scritti comico-satirici, e tantissime cartoline, illustrate dai più noti grafici dell’epoca, materiale utile a ricostruire “la psicologia esatta dei nostri valorosi combattenti”, ma anche la voce della propaganda prima e dopo la disfatta di Caporetto.
L’incontro propone una breve rassegna di cartoline di guerra, con particolare attenzione alle immagini di soggetto femminile e infantile, di stile e autori diversi, che costituiscono un vero e proprio nucleo all’interno della raccolta, formatasi quasi spontaneamente dopo l’appello di Formiggini ai suoi abbonati, e cresciuta grazie alla sua passione collezionistica, fino ad arrivare a più di 1100 pezzi. 

La propaganda nella prima Guerra Mondiale: i giornali di trincea nella Raccolta Formiggini   15 ottobre 2014 ore 16.00

Dott.ssa Anna Rosa Po
Biblioteca Estense Universitaria Modena
 
All’indomani della dura disfatta di Caporetto del 24 ottobre 1917, il Governo italiano decise di affrontare in modo organico il problema del “riarmo psicologico” delle truppe e dell’educazione patriottica del popolo, realizzando un’intensa opera di propaganda che si sviluppò tramite le attività dell’Ufficio di propaganda, assistenza e vigilanza: il “Sevizio P”. Organizzando conferenze, utilizzando rappresentazioni teatrali e cinematografiche, stampando volantini, manifesti, cartoline illustrate e giornali di trincea si cercò di fortificare il sentimento di resistenza delle truppe, ma anche di compattare il paese intorno al proprio esercito. Presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena si conserva una notevole raccolta di Giornali di trincea, frutto del dono dell’editore Angelo Fortunato Formiggini alla Biblioteca della sua città: tramite la loro descrizione e la proiezione delle immagini di alcuni di essi si cercherà di analizzare il fenomeno per vedere come si realizzasse, agli albori dell’età contemporanea, la propaganda di guerra.

RECITAL   11 ottobre 2014 ore 10.00

“….ma tu sera d’amore di viola
tu ad un ignoto cielo notturno”

                              Dino Campana e Sibilla Aleramo
 
Gruppo Teatrale Lo Spazio
a cura di Valentino Borgatti
con Francesca Ansaloni, Michele Borgatti, Giulio Ferrari,
Francesca Malagoli, Irene Palladini, Elisabetta Reggianini

in occasione del centenario della prima edizione del 1914 dei “Canti Orfici”
 
Dino Campana (1885-1932): poeta visionario, allucinato… pazzo, orfico, vagabondo, mediterraneo? Nessuna di queste definizioni è in grado di illuminare chiaramente la vita e la poesia di questo autore, vissuto a cavallo tra due secoli.
La sua poesia è moderna, ma tuttavia piena di richiami  a D’Annunzio, a Leopardi ed ai classici.
La sua lingua poetica sconvolge l’ordine sintattico in vari modi, producendo valanghe di versi la cui coerenza si ottiene solo sacrificando ogni plausibile significato. Ma Campana è attentissimo conoscitore delle regole che sconvolge, affermava di voler “nel paesaggio collocare dei ricordi” e sul paesaggio , fondamentale nella sua poesia, aleggia un alone di misteriosa lontananza. Nei suoi scritti sentiamo il fascino delle ore crepuscolari, della luna sui campi, della finestra illuminata nel buio della notte mediterranea.
Del 1916-17 è la sua tempestosa relazione amorosa con Sibilla Aleramo: nel 1918 è internato definitivamente nell’Ospedale Psichiatrico di Castel Pulci.

CHIMERA   07 ottobre 2014 ore 16.00

Poesia e poetica di Dino Campana

prof.ssa Donata Germandi
docente al Liceo Muratori ed esperta di poesia italiana del Novecento
 
Ad un secolo dalla prima edizione (1914), i Canti Orfici meritano l’attenzione di un pubblico sempre più vasto: la scrittura mantiene intatti il fascino e la modernità di linguaggio e di immagini grazie ai quali Dino Campana, è stato ed è ancora uno degli autori più apprezzati ed amati da critici e poeti.
 
Dino Campana in Accademia
Dino Campana, poeta romagnolo vissuto fra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del secolo scorso, è una delle figure più affascinanti e controverse della modernità. Non fu capito, o piuttosto fu emarginato dai contemporanei, i Futuristi, gli stessi che ostentavano atteggiamenti di contestazione ed anticonformismo, forse proprio a causa del suo stile di vita irregolare e del suo aspetto, che tradivano i disturbi mentali dei quali ha sofferto fin dall’adolescenza. La sua opera, i Canti orfici, subì le traversie di un’ esistenza vagabonda, e soltanto la generazione successiva, quella di Montale e degli Ermetici, ne comprese l’originalità e la grandezza. Ancor oggi Campana, pur avendo ricevuto unanimi riconoscimenti dalla critica, è poco noto al grande pubblico e poco studiato nelle scuole, e finisce ingiustamente nella sezione dei “minori”. A questo nostro poeta maudit, l’Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Modena, dedica questo incontro di lettura ed approfondimento.
L’iniziativa prevede anche, il successivo sabato 11 ottobre p.v. alle h.10, una lettura-spettacolo dei Canti orfici a cura di Valentino Borgatti e dei suoi allievi.

Fonti musicali in rete. Standard descrittivi e sistemi informativi   03 ottobre 2014 ore 10.30

SEMINARIO DI FORMAZIONE

Archivio di Stato di Modena
Biblioteca Estense Universitaria di Modena
Provincia di Modena
Università di Bologna- Dipartimento di Beni Culturali
Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena

patrocinio di AIB- Sezione Emilia Romagna


Giunto alla sua 3^ edizione il Seminario è rivolto a tutti coloro che operano nell'ambito della catalogazione e inventariazione delle fonti musicali.
Il seminario si svolgerà venerdì 3 ottobre 2014, dalle ore 10,30 alle ore 14, presso la sede dell'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena (Sala dei Presidenti, corso Vittorio Emanuele, 59).

In programma incontri formativi e di approfondimento a cura di:

Maria Lucia Di Geso (I Centrale per il Catalogo Unico)
Massimo Gentili Tedeschi (Ufficio Ricerche Fonti Musicali, Biblioteca Nazionale Braidense)
Norme per la redazione del titolo uniforme musicale: un rilevante apporto alla cooperazione SBN
 
Licia Sirch (Conservatorio di Milano)
Giacomo Sciommeri (Università di Roma Tor Vergata)
Clori. L'archivio della cantata italiana nove anni dopo: verifiche,osservazioni e novità.
 
 
PER INFORMAZIONI:
Maria Carfì, Oriella Zanasi
Archivio di Stato di Modena
tel. 059.230549
maria.carfi@beniculturali.it
 
Modalità di iscrizione
Il corso è a numero chiuso per un totale di 40 partecipanti. Le iscrizioni si apriranno il 15 settembre 2014 e saranno accolte sino al raggiungimento della quota massima di partecipanti e comunque non oltre il 31 settembre 2014.
É previsto il pagamento di una quota di adesione di 10,00 € per spese di segreteria. Il versamento va effettuato nelle seguenti modalità:
- per versamenti effettuati da PRIVATI:
 UNICREDIT Spa-Tesorerie c/c 3189179 IBAN: IT48D0200812930000003189179 intestato a: Provincia di Modena, con causale: Corsi per bibliotecari.

- per versamenti effettuati da ENTI PUBBLICI:
Banca D'Italia c/c 0060374 IBAN: IT68B0100003245243300060374 intestato a:
Provincia di Modena, con causale: Corsi per bibliotecari.

Per iscriversi è necessario inviare il modulo di partecipazione (scaricabile in formato word o PDF dal sito www.asmo.beniculturali.it in particolare dalla pagina dedicata http://www.asmo.beniculturali.it/index.php?it/219/archivio-eventi/110/fonti-musicali-in-rete-standard-descrittivi-e-sistemi-informativi-3-edizione-seminario-formativo) correttamente compilato in ogni sua parte mediante mail (maria.carfi@beniculturali.it). La Segreteria darà conferma di accoglimento dell'iscrizione mediante mail. Solo dopo aver ricevuto tale conferma è necessario perfezionare l'iscrizione inviando copia (jpeg o scansione) della ricevuta del versamento effettuato entro 5 giorni mediante mail (maria.carfi@beniculturali.it). Nel caso in cui non perverrà copia dell'avvenuto pagamento l'iscrizione sarà considerata non valida.
Poichè il seminario è a numero chiuso in caso di rinuncia si deve dare tempestiva comunicazione ESPLICITA mediante mail (maria.carfi@beniculturali.it).
Sarà rilasciato attestato di partecipazione.

LOCANDINA SEMINARIO

IL PATRIMONIO DISPERSO   27 settembre 2014 ore 9.30

Libri documenti opere d’arte dell’Abbazia di San Pietro nei luoghi della cultura modenese

dal 27 settembre al 6 ottobre 2014
 
Abbazia Benedettina di San Pietro
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Archivio di Stato di Modena
Istituto Superiore d’Arte “A.Venturi”
Biblioteca Estense Universitaria
Museo Civico d’Arte

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE
 

Presentazione
 
sabato 27 settembre ore 10.30
Sala Santa Scolastica
Abbazia Benedettina di San Pietro
Cortile delle Colonne



SEDI DI MOSTRE E ORARI
 
Abbazia Benedettina di San Pietro
Via San Pietro, 1 (accesso dal Cortile delle Colonne)
Sala dello Scalone
(martedì - domenica 10-12; 15-18)
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Corso Vittorio Emanuele II, 59
(sabato 27 settembre 9-17; lunedì - venerdì 9-17)

L’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena custodisce nei suoi fondi una ricca raccolta di opere - oltre 165 - appartenute al Monastero di San Pietro giunte in Accademia nel 1816 a seguito delle soppressioni napoleoniche. L’insieme della raccolta, che ad un esame superficiale può apparire disorganica, fornisce in realtà uno spaccato degli interessi culturali e spirituali succedutisi nel corso dei secoli nel Monastero.
Predominano le opere di archeologia sacra e profana, antiquaria e tra queste non poche quelle di numismatica, epigrafia e paleografia. Roma, in tutti i suoi aspetti, ma soprattutto antiquario, è largamente presente tra le opere appartenute al Monastero. Le scienze della natura sono rappresentate da opere di naturalisti famosi, come pure quelle di agricoltura, medicina e anatomia, di matematica, fisica, astronomia, ingegneria con particolare attenzione all’idraulica. Anche l’impresistica, la mitologia e la magia non mancano tra le opere sottratte ai monaci benedettini. Numerosi poi sono i testi di geografia, viaggi e di storia locale, di letteratura classica e moderna, di storia antica e contemporanea, di orientalistica e di filosofia. Particolare attenzione è riservata al dibattito che ha animato la cultura del XVII secolo sulla superiorità dei moderni sugli antichi. Molti, ovviamente, anche quelli di carattere religioso con pari interesse per il mondo cattolico ed ebraico.
La varietà di argomenti, anche se dedotti da un ristretto numero di opere tra quelle appartenute all’antica biblioteca monastica, e la fama e prestigio degli autori, è sufficiente a caratterizzare i molteplici interessi che nel corso di oltre due secoli hanno contraddistinto i benedettini di San Pietro. La presenza di molte opere pubblicate nelle seconda metà del XVIII secolo denuncia poi un consapevole aggiornamento sui numerosi e vivaci fermenti culturali che hanno caratterizzato quella stagione storica.
Per contribuire alla ricostruzione ideale dell’antica biblioteca del Monastero di San Pietro si è scelto di esporre una serie di volumi rappresentativi di tre temi che meglio documentano la natura del  corpus di opere confluite nell’Accademia di Scienze e Arti all’inizio del XIX secolo: 1) antiquaria, numismatica, impresistica (vetrine 1-2),  2), esplorazioni, viaggi, geografia (vetrine 3-4),  fisica, astronomia, anatomia, scienze naturali (vetrine 5-6). Si tratta per lo più di opere relativamente rare presenti in un numero limitato di Biblioteche italiane. Sono anche esposti alcuni volumi dell’Encyclopédie di Diderot e Dalembert nell’edizione livornese del 1770-1778 sempre provenienti da San Pietro. 

 
Archivio di Stato di Modena
Corso Cavour, 21
(lunedì-venerdì 10-13; sabato 27 settembre10-13; 15-18; domenica 5 ottobre
apertura straordinaria 10-13; visite guidate sabato 27 settembre
e sabato 4 ottobre ore 11,30)
 
Istituto Superiore d’Arte “A. Venturi”
Via Belle Arti, 16
Biblioteca Storica
(sabato 27 settembre 9-12; 15-18; lunedì - sabato 9-12)
 
Biblioteca Estense Universitaria
Largo S. Agostino, 337
Palazzo dei Musei
Sala Campori
(lunedì - sabato: 9-13)
 
Museo Civico d’Arte 
Largo S. Agostino, 337
Palazzo dei Musei
Sala Arte Sacra
(martedì - venerdì 9-12; sabato domenica e festivi 10-13; 16-19)

Con il patrocinio di
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Con il contributo di
Banca Popolare dell'Emilia Romagna - Gruppo BPER

Con il contributo tecnico di
Neon King - Insegne luminose

Con la collaborazione
Comune di Modena
FAI Fondo Ambiente Italiano - Delegazione di Modena


 

GLI EFFETTI POLITICI, ECONOMICI E SOCIALI DELLA GRANDE GUERRA ITALIANA   24 settembre 2014 ore 15.30

prof. Marco Cattini
Università “L. Bocconi” Milano
 
Effetti post guerra: crisi del sistema parlamentare. Saldatura aristocrazia militare - popolo all’insegna del nazionalismo. Poteri forti, regimi totalitari, partiti di massa, folle di reduci senza lavoro. Limiti ai movimenti migratori (USA e Argentina). 
L’Italia in guerra, con dieci mesi di ritardo (4.08.1914 – 24.05.1915), quando in Europa il fronte è ormai immobile per centinaia di chilometri (trincee). Il conflitto impegnerà 35 paesi dei cinque continenti e mieterà 9 milioni di combattenti. L’emergenza bellica e la regìa statale dell’economia liberale: uno sviluppo industriale drogato per produrre mezzi di trasporto, armi, esplosivi, abbigliamento, farmaci, razioni alimentari e calzature. Predomina il potere esecutivo (governo) sul legislativo e il giudiziario. I prestiti patriottici e quelli esteri, un’inflazione galoppante che rovina quanti vivono di rendita. Razionamenti, tesseramenti, requisizioni. La moltiplicazione dei contadini proprietari diretti coltivatori. Un migliaio d’imprese industriali al lavoro per lo Stato (cannoni, mitragliatrici, navi, camion, aerei), migliorando tecnologie e sistemi produttivi (manodopera femminile).
I veri protagonisti della vittoria italiana: gli ufficiali di complemento e i loro fanti analfabeti.

Filippo De Pisis e l’Antico   23 settembre 2014 ore 15,30

prof. Agostino De Pretisprof.ssa Rita Ferrari
Liceo Classico “San Carlo” di Modena
 
 
Quale atteggiamento mostra Filippo De Pisis (Ferrara, 1896 – Milano, 1956) nei riguardi dell’Antico, in un contesto, quello tra le due guerre mondiali, in cui in tutta Europa si assiste in campo culturale, dopo le sperimentazioni d’avanguardia, a un “ritorno all’ordine” e al recupero dei modelli classici? Troppo frequentemente si è visto in lui un epigono dell’impressionismo o, meglio, di certo postimpressionismo o, ancora, il continuatore di una pittura tipicamente veneta, nel solco di un Guardi, tanto per intenderci. Altri lo ha messo in rapporto con l’espressionismo, di un Kokoschka soprattutto. Se tutto ciò è, in parte, vero, non è sufficiente ad acclarare la complessa personalità del maestro ferrarese, che è anche di scrittore (e poeta) nutritosi di studi greco-latini, quale volle innanzitutto essere agli inizi del suo percorso, risolvendosi poi di realizzarsi come pittore “lirico”. Si vedrà, in effetti, come la classicità sia ben presente in De Pisis ma sia tutt’altro rispetto quella di un Sironi, di un Campigli, o del suo concittadino Funi, stando ai pittori italiani suoi coetanei o di poco più vecchi impegnati in una rievocazione delle forme (più architettonico-scultoree che pittoriche) e dei contenuti alle radici dell’arte italica. In De Pisis non vi è nulla di monumentale né la sua “metafisica” introduce agli spaesamenti delle libere associazioni dechirichiane: nella sua pittura i soggetti (natura morta, veduta, nudo efebico, ritratto, personaggi del mito) sono trattati nelle forme mnemoniche e compendiarie della decorazione parietale romana ovvero tratteggiati velocemente ed evocati come realtà sensuali e illuminazioni improvvise che il pittore ferma per un attimo sulla tela prima che l’incanto poetico della bellezza svanisca. In luogo della solidità granitica delle forme, dell’esaltazione dei “valori plastici”, in De Pisis tutto si disfa e corrompe: la pittura è poesia pura, intensa non solenne, legata ineluttabilmente alla brevità.

Verso una grande guerra mondiale. Lo scenario politico, economico e sociale europeo della “Belle Epoque”   17 settembre 2014 ore 15,30

prof. Marco Cattini
Università “L. Bocconi” Milano
 
Tra il 1885 e l’estate del 1914 l’Europa conosce una straordinaria accelerazione dei processi di modernizzazione. La seconda rivoluzione industriale, fondata sul primato della scienza e della tecnica, diffonde una mentalità imperniata sul primato della potenza.
La spartizione dell’Africa fra potenze europee (Berlino 1885) rilancia il colonialismo mentre le esportazioni non cessano di crescere prefigurando una prima ‘globalizzazione’. Urbanesimo, comunicazioni a grandi distanze e barriere doganali difensive stimolano l’esportazione di capitali.
Nel 1913 la Gran Bretagna è la prima esportatrice di tecnologie, seguita da Francia, Germania e Belgio.
Nel frattempo, lontano dall’Europa crescono due paesi intraprendenti e aggressivi come Stati Uniti e Giappone.

IL METODO DELLA LIBERTA': GLI SCRITTI DALL'ESILIO DI FRANCESCO LUIGI FERRARI   24 giugno 2014 ore 16.00

Conferenza di Francesco Gherardi, laureato in Relazioni internazionali presso La Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna.
Francesco Luigi Ferrari (Modena, 1889-Parigi, 1933), presidente  della Fuci ed esponente di primo piano del Partito Popolare, avvocato, giornalista e apprezzato conferenziere, è una delle personalità più interessanti della Modena del primo Novecento. Cattolico per formazione, democratico per convinzione, Ferrari fu costretto a riparare in esilio dal 1926 alla morte, sopraggiunta nel 1933,  prima in Belgio, poi in Francia. La comunicazione intende presentare la ricchezza e la varietà degli scritti di Francesco Luigi Ferrari negli anni dell'esilio ed offrire, per quanto è possibile, un ritratto pubblico e privato di questo grande modenese dimenticato.  

TERREMOTO EMILIA 2012   19 giugno 2014 ore 10.30

Work in Progress sul primo Sisma Industriale Italiano

Introduzione
Aljs Vignudelli - Ordinario di Diritto Costituzionale, Università di Modena e Reggio Emilia
 
Relazioni
Mario BertolissiOrdinario di Diritto Costituzionale, Università di Padova, Vice-Presidente Consiglio di Sorveglianza Banchintesa San Paolo
Erogazione del credito ed emergenze eccezionali
 
Giuseppe Morbidelli Ordinario di Diritto Amministrativo, Università “La Sapienza” di Roma, Presidente della Cassa di Risparmio di Firenze
Sulla assicurabilità e indennizzabilità dei “rischi catastrofali”
 
Maria Cecilia FregniOrdinario di Diritto Tributario, Università di Modena e Reggio Emilia
Gli interventi fiscali per le aree danneggiate da calamità naturali: dall’emergenza al recupero
 
Interventi
Paolo ColomboAssociato di Diritto Amministrativo, Università di Modena e Reggio Emilia
 
Comunicazioni
Comitato Sisma.12
Movimento Agricolo di Base

UN NOBILE BRESCIANO AL SERVIZIO DELLA CORTE ESTENSE: IL MARCHESE GAUDENZIO VALOTTI (1727-1795)   18 giugno 2014 ore 16.00

In collaborazione con la
Deputazione di Storia e Patria per le Antiche Provincie Modenesi

Conferenza di Giordano Bertuzzi, libero ricercatore e Tesoriere della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi.
 

ALBERTO AGGAZZOTTI (1877-1963)   16 giugno 2014 ore 16.00

Profilo biografico e attività scientifica di un illustre fisiologo preside nell’ateneo modenese

don Riccardo Fangarezzi, canonico dell’Abbazia di  Nonantola  di cui cura l’Archivio e la Biblioteca. Tratterà di Alberto Aggazzotti (1877-1963), medico e docente universitario modenese, socio Ordinario dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti dal 1929, uno dei pionieri degli studi sperimentali di fisiopatologia umana e comparata presso la nostra Università.

“Tutto è seguito secondo li suoi veneratissimi comandi”: la principessa Matilde d’Este, modello di filiale ubbidienza e di devota virtù”   10 giugno 2014 ore 16.00

Lidia Righi Guerzoni -  libera ricercatrice.

Dal matrimonio di Francesco III d’Este con Carlotta Aglae d’Orléans nacquero cinque figlie. Una morì infante, Maria Teresa Felicita e Fortunata Maria andarono spose in Francia, Matilde ed Elisabetta Ernestina vissero nubili alla corte di Modena. La storiografia ha alquanto trascurato queste ultime due principesse, per cui l’attuale ricerca ha inteso recuperare il loro profilo storico.

Codice La Divina Commedia (il Dante Poggiali). Ms. Pal. 313 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze   06 giugno 2014 ore 16.15

Presentazione facsimile

Il facsimile, realizzato dalla Casa Editrice Imago di Castelguelfo (BO), sarà presentato con interventi di Maria Letizia Sebastiani, direttrice della Nazionale Centrale di Firenze, Salvatore Italia, già dirigente del Ministero dei beni Culturali, Barbara Bertoni della Casa Editrice.
Letture di Giovanni Fusilli..
Manifestazione in collaborazione con la “Dante Alighieri”-Sezione di Modena.

​“Con la croce e con la spada”. Presenze di Templari e Ospitalieri nel territorio modenese   05 giugno 2014 ore 16.00

Conferenza di Anna Teresa Tubini, studiosa e libera ricercatrice di tematiche già trattate in attività di docenza.
In riferimento ai documenti d’archivio, a testimonianze scritte ed iconografiche, A. T. Tubini pone in evidenza le tracce della presenza dei “soldati di Cristo”, in particolare dei “Cavalieri Ospitalieri” nella città di Modena e zone limitrofe, inseriti in un contesto storico-sociale, in una datazione approssimata di circa due secoli, dal 1120 al 1315.

Il castello di Carpi. La storia dei consolidamenti e dei danni sismici negli ultimi 50 anni.   29 maggio 2014 ore 15.30

Conferenza di Giorgio Serafini, ricercatore presso il dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, uno dei massimi esperti in materia di edifici storici.


 

​Giambattista Venturi e la scoperta di Leonardo da Vinci scienziato e tecnologo   28 maggio 2014 ore 16.00

Conferenza di Roberto Marcuccio, responsabile dell’ufficio Manoscritti della biblioteca “A. Panizzi” di Reggio Emilia.


 

Recital “OMAGGIO A LEOPARDI”   24 maggio 2014 ore 10.30

Il gruppo teatrale Lo Spazio
diretto da Valentino Borgatti su testi poetici e letterari leopardiani.

L’eccezionale opera poetica di Leopardi ha sempre oscurato la reale portata della sua produzione di prosatore e di quella più schiettamente filosofica che si può finalmente apprezzare nelle meravigliose pagine dello Zibaldone.
Con l’attuale disponibilità dell’opera, accessibile ora a livello mondiale, da parte di un pubblico vastissimo di studiosi, si può parlare di un vero caso letterario e di un’importante occasione per una ulteriore e straordinaria affermazione dei meriti della letteratura italiana.


 

2013. Lo Zibaldone leopardiano tradotto in lingua inglese.   21 maggio 2014 ore 15.30

Relatori
Prof. Augusto Carli - Università di Modena e Reggio Emilia
Prof.ssa Marina Bondi - Università di Modena e Reggio Emilia
Dott. Franco Nasi - Università di Modena e Reggio Emilia
Dott.ssa Angela Albanese - Università di Modena e Reggio Emilia

Gli editori Penguin Books, Farrar, Straus e Giroux condividono il merito di aver pubblicato l’opera fresca di traduzione.
Un importante successo editoriale, esito di un’elaborazione che ha impegnato per sei anni di riflessioni e sette di traduzioni una schiera di studiosi coordinata dal Prof. Michael Cesar, ordinario di letteratura italiana all’Università di Birmingham e fondatore nel 1998 della cattedra di studi leopardiani e Franco D’Intimo, docente all’Università “La Sapienza” di Roma e noto studioso di Giacomo Leopardi.
L’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena intende ricordare l’evento promuovendo una seduta di studio dedicata ad un’impresa che contribuirà ad estendere la conoscenza e l’apprezzamento del genio leopardiano attraverso la traduzione in lingua inglese delle oltre 2500 pagine dell’opera.
I Professori Augusto Carli e Marina Bondi dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, illustreranno l’opera affiancati dal Dott. Franco Nasi, traduttore e saggista, e dalla Dottoressa Angela Albanese, dottore di ricerca in lingue comparate e cultrice di Letteratura Italiana Contemporanea, entrambi operanti presso la medesima Università.
Seguirà, sempre in Accademia, il giorno 24 Maggio, il Recital “Omaggio a Leopardi” con il gruppo teatrale Lo Spazio diretto da Valentino Borgatti su testi poetici e letterari leopardiani.
L’eccezionale opera poetica di Leopardi ha sempre oscurato la reale portata della sua produzione di prosatore e di quella più schiettamente filosofica che si può finalmente apprezzare nelle meravigliose pagine dello Zibaldone.
Con l’attuale disponibilità dell’opera, accessibile ora a livello mondiale, da parte di un pubblico vastissimo di studiosi, si può parlare di un vero caso letterario e di un’importante occasione per una ulteriore e straordinaria affermazione dei meriti della letteratura italiana.


 

LECTURA DANTIS   20 maggio 2014 ore 16.30

Ciclo di conferenze

Venerdì 14 febbraio 2014 - ore 16.30
Prof.ssa PATRIZIA PARADISI
Sentimenti ed affetti “classici” nella poesia del Purgatorio

Non subripiendi causa,
sed palam mutuandi,
ita ut agnosci vellet

SEN. Suas. III 7
 
Dante può essere considerato il crocevia imprescindibile per la creazione dell’immaginario collettivo della letteratura italiana moderna con i materiali della poesia latina classica, nei confronti dei quali istituisce rapporti a volta a volta di imitazione, emulazione, allusione.
Seguendo le tracce a ritroso di alcuni versi celeberrimi del Purgatorio (ma anche spingendosi in avanti con alcune proiezioni sugli esiti degli stessi nella memoria degli autori successivi), verranno illustrati alcuni percorsi intertestuali che da Virgilio «dolcissimo padre» (e dietro Virgilio Omero, «quel greco / che le Muse lattar più ch’altro mai», Purg. 30, 50 e 22, 101 s.), possono giungere fino a Carducci e Pascoli (l’impossibile abbraccio; l’insepolto; uomini e formiche; madri e figli; allievo e maestro).
Come ebbe a dire mezzo secolo fa un illustre classicista, Alessandro Ronconi: «Di Dante interprete dei classici […] converrebbe mettere in più chiara luce l’arte sottile di piegare il testo antico a ideologie nuove, trasferendo valori semantici di parole del modello per inserirli in un contesto di altro spirito e contenuto».
Senza alcuna pretesa di presentare novità di ‘agnizioni’ impreviste, ma in chiave eminentemente didattica e di gusto per le libere associazioni di una lettrice curiosa, che si muove prevalentemente sul terreno dei classici latini e greci, si cercherà almeno di mostrare come le note a pie’ di pagina solitamente apposte nei commenti della Commedia, «cfr. Virg. En., …», «cfr. Ov. Met….», anziché essere zeppe di noiosa e pedante erudizione, possono diventare indizi che portano a confronti straordinariamente illuminanti, per gli antichi e per i moderni.     
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Lunedì 24 Febbraio 2014 - ore 16.30
Prof.ssa ROBERTA CAVAZZUTI
Echi della violenza terrena nei canti dell’Antipurgatorio: da Manfredi a Pia de’ Tolomei (Pg. III e V)

Episodi  di violenza e  personaggi che di quella violenza furono protagonisti o vittime sono presenti  in molti canti della Commedia e  distribuiti pressoché equamente in tutte e tre le cantiche. Nelle pagine dantesche è rappresentata  una  violenza subita indifferentemente  dagli uomini  e dalle  donne, dai padri e dai figli, dai colpevoli e dagli innocenti , perché è un’intera società una civiltà intera ad essere dominata  dalla ferocia e dalla vendetta. E questa violenza,  divenuta habitus e   mos,   signoreggia e governa la politica intesa come soppressione fisica degli avversari o loro annientamento, e di lì si diffonde  permeando  il vivere associato sino a  penetrare dentro le famiglie  spingendo il marito contro la moglie, il fratello contro la sorella. Tuttavia nei canti dell’antiPurgatorio su cui si sofferma questa nostra analisi, la violenza, pur rappresentata con impietoso  realismo  nella sua furia cruenta(il  tema del sangue e del corpo straziato  costituisce una sorta di Leitmotiv),si disacerba nelle parole dei personaggi di tutti i rancori e gli odi terreni per approdare alla totale persuasione della loro inutile insensatezza e vanità, mentre il racconto  si sofferma piuttosto sul momento dell’incontro con l’assoluto,  discrimine per quei “morti” “per forza” tra dannazione e salvezza. Di qui l’approdo dolce e malinconico, elegiaco,  alla richiesta di preghiere e di ricordo misericordioso presso i vivi che li hanno dimenticati ma non sono stati dal loro affetto dimenticati.

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Lunedì 28 Aprile 2014 - ore 16.30
Prof. ALBERTO BERTONI
“Son Guido Guinizzelli...” (canto XXVI)

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Martedì 20 Maggio 2014 - ore 16.30

Dott. LUCA GHERARDI - laureato in Lettere Moderne all’Università di Bologna, Vicesindaco e Assessore alla Cultura, all'Istruzione e ai Servizi Sociali di Camposanto (MO).
“Donna m’apparve” (canto XXXI)

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Giovedì 12 Giugno 2014 - ore 16.30

Prof.ssa A. ABBATI MARESCOTTI
L’invidia nella Divina Commedia

data da definire
Dott. GIULIO BORGATTI
“Luoghi del Purgatorio”


 

NESSUN DORMA   17 maggio 2014 dalle 19,30

UNA SERATA TRA MUSICHE E PAROLE

ore 19,45
Presentazione del volume Le piazze di Modena. Passato Presente Futuro
di Gioia Bertocchi e Michael Ieranò, Il Fiorino 2013.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
 
ore 21.00 e ore 22,30
Visite guidate alle sale storiche e alle raccolte dell’Istituto
A cura di Graziella Martinelli Braglia, Luca Silingardi e Marco Sola
Max 20 persone per ogni visita
 
ore 21.45
Siam venuti a cantar Maggio - Il risveglio della natura nei canti di tradizione popolare
Con il Coro T. L. de Victoria diretto dal prof. Giovanni Torre
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
 

I piccoli stati italiani di fronte alla guerra dei Trent’anni.   15 maggio 2014 ore 16.00

Conferenza di Gregory Hanlon, professore ordinario di Storia dell’Europa moderna presso la Dalhousie University di Halifax (Canada).

La Guerra dei Trent’Anni in Italia, negli anni dopo il 1635, è stata voluta dal cardinale Richelieu, pur a fronte di resistenze fortissime. L’unico partigiano italiano della guerra fu in realtà il Duca di Parma Odoardo Farnese. Il Richelieu costrinse però altri due Stati, i Ducati di Savoia e di Mantova, ad allinearsi alla sua politica egemonica. Per difendere i suoi territori italiani la Spagna mise dal canto suo in piedi un’alleanza di Stati medi, come la Toscana e Modena, e piccoli, forzando anche la Repubblica di Genova a concederle vantaggi. Fatta eccezione per Parma, quasi tutti gli altri Stati cercarono però vie d’uscita o modi per non assolvere agli impegni presi. I loro tentativi ci permettono di comprendere i legami che univano i vari Stati della Penisola, ma anche di cogliere le rivalità e le tensioni che percorrevano il sistema da essi composto.

N.B.: La conferenza sarà in lingua italiana.


 

​Le scoperte che fanno la storia: IDRA 21, una molecola per la memoria.   14 maggio 2014 ore 16.30

Conferenza di Mario Baraldi, ordinario di Farmacologia e Farmacognosia – specialista in neuroscienze presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Pochi composti sono capaci di contrastare le varie forme di demenza compresa quella di Alzheimer ed appare logico il tentativo di ottenere composti più efficaci. Gli studi della Prof. Lina Raffa, della Prof. Maria Di Bella e del  gruppo del Prof. Mario Baraldi hanno portato alla scoperta dell’IDRA21, che si è rivelato come il più potente composto capace di migliorare i processi di apprendimento e di memoria, divenendo un vanto per il gruppo di ricerca operante presso la nostra Università. 


 

​Un progetto non solo architettonico. La Biblioteca Estense al S. Agostino.   13 maggio 2014 ore 16.30

Conferenza di Luca Bellingeri, direttore della Biblioteca Estense Universitaria di Modena, sul progetto relativo allo spostamento della biblioteca Estense nell’ex ospedale S. Agostino.


 

Ciclo "Cultura e Vita"   13 maggio 2014 ore 16.00

LA BELLEZZA NELLA SOCIETA' TARDOANTICA E MEDIEVALE

In collaborazione con Associazione "Cultura e Vita" e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Direttore Prof.ssa Roberta Budriesi, Università degli Studi di Bologna

LE CONFERENZE SI TERRANNO PRESSO LA SALA MURATORI DELL'ACCADEMIA

Martedì 13 maggio 2014 - ore 16
Prof.ssa Roberta BudriesiPontificia Accademia Romana di Archeologia, Università degli Studi di Bologna
LA BELLEZZA : UN CONCETTO IN MOVIMENTO

Martedì 20 maggio 2014 - ore 16
Dott. Massimo Fava - Dottore di ricerca
LA BELLEZZA DEL VOLTO: IL RITRATTO DI GESU'

Giovedì 29 maggio 2014 - ore 16
Prof. Maurizio Mazzucchelli - 
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
LA BELLEZZA DELLE ROCCE DAL PUNTO DI VISTA DI UN PETROGRAFO

Giovedì 5 giugno 2014 - ore 16
Dott. Mario Rossi - 
esperto di storia militare dell'antichità e del medioevo
Prof.ssa Maria Cristina Pelà - Università degli Studi di Bologna
LA BELLEZZA E IL GUERRIERO

Giovedì 12 giugno 2014 - ore 16
Mons. Prof. Giacomo Morandi -
Vicario Generale Arcidiocesi di Modena e Nonantola
LA BELLEZZA COME FONTE E SORGENTE DELLA TEOLOGIA NELLA TRADIZIONEDELL'ORIENTE CRISTIANO


 

"Adotta un Duca”. Cesare I d’Este. “Andando per mari e carte”. Dal De Bray alle lettere degli ambasciatori.   09 maggio 2014 ore 9.00

Manifestazione didattica: collaborazione tra Archivio di Stato e Società “Dante Alighieri”

Promosso da Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna, IBC, Anai Emilia Romagna, sezione didattica, Archivio di Stato di Modena
9 maggio 2014  ore 9,00- 12,00

Nell'ambito dell'evento "Quante storie nella storia: 13^ settimana della didattica in archivio" promosso dalla Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna, IBC- Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia Romagna, Anai- Sezione Emilia Romagna, gruppo di lavoro sulla didattica, l'Archivio di Stato di Modena in collaborazione con Società Dante Alighieri- Comitato di Modena presenta venerdì 9 maggio dalle ore 9 alle ore 12 i due laboratori didattici realizzati.

Il primo laboratorio didattico dal titolo "Adotta un duca o duchessa d'Este" è giunto quest'anno al suo terzo anno ed è stato curato dalla classe III R, dell'Istituto secondario di primo grado "P. Paoli- S. Carlo" con i docenti V. Pellegrino e S. Codato.

Il secondo progetto didattico è "Andar per carte e per mari" a cura delle classi V A, V B e I D del liceo classico S. Carlo con i docenti C. Monari, G. Brugnacchi, A. Cantini.

L'illustrazione degli esiti dei due laboratorio è affidata ai protagonisti, primi fra tutti gli studenti e i docenti.

Ingresso libero

Per scaricare il depliant dell'iniziativa: 
http://www.asmo.beniculturali.it/index.php?it/219/archivio-eventi/108/quante-storie-nella-storia-13-settimana-della-didattica-in-archivio

ATTIVITA' RIVOLTA ALLE SCUOLE


 

Presentazione del libro "Ristampa di Enzo Nardi, Rabelais e il diritto romano", Napoli, Jovene, 2013.   08 maggio 2014 ore 16.00

Presiede e modera
prof. Renzo Lambertini (Università di Modena e Reggio Emilia)
 
Ne discutono
prof. Marco Cavina (Università di Bologna)
prof. Paolo Garbarino (Università del Piemonte Orientale)
prof. Gianni Santucci (Università di Trento)
prof. Elio Tavilla (Università di Modena e Reggio Emilia, Presidente della Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali dell’Accademia)


 

“Dall’istruzione… deriva il progresso, la morale, la religione, il benestare del popolo” (Unità d’Italia 1860)   06 maggio 2014 ore 15.00

La scuola primaria a Modena nel primo decennio dell’Unità d’Italia


SALA DEI PRESIDENTI

Maurizia Camurani

Docente di Scienze umane presso il Liceo “C. Sigonio”

Verso la metà del XIX secolo lo stato degli istituti educativi in Italia e in Europa si presentava estremamente vario, per cui dopo l’Unità grande importanza assumeva il problema dell’educazione, e in particolar modo quello dell’educazione primaria, dal momento che il nuovo stato unitario aveva assunto in pieno la pesante eredità degli stati della penisola: 91% di analfabeti in Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Abruzzo, 59% in Lombardia, 57% in Piemonte con una media generale del 75%.
La manifestazione è in collaborazione con l’Archivio Storico Comunale di Modena.


 

Frontiere delle Neuroscienze   24 aprile 2014 ore 16

Ciclo di conferenze

Con il Patrocinio dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sezione di Scienze fisiche, matematiche e naturali
 
Sala dei Presidenti
 
Le neuroscienze sono considerate una disciplina  di frontiera che raggruppa competenze profondamente diverse accomunate, in alcuni casi, solo dal modello di studio: il cervello. Vi partecipano, e in essa si confrontano, dialogano e discutono, la filosofia e la medicina, la fisica e la biologia, la chimica e l’etica, la matematica e la genetica, la psicologia e la farmacologia. In realtà, probabilmente, poche o nessuna disciplina umana può essere esclusa dal dibattito. Solo quando si mettono insieme tutte queste  competenze possiamo descrivere un quadro non troppo nebbioso delle complessità del nostro cervello. I seminari proposti si propongono di aprire alcune pagine di questo affascinante libro e di diffonderle, attraverso la lente dell’accademia delle Scienze e delle Arti di Modena, verso la società. Gli argomenti proposti rispettano ed esaltano le grandi differenze tra le discipline delle neuroscienze affrontando la complessità del cervello partendo da punti di vista apparentemente molto diversi . Il percorso ci porterà a discutere del dolore , dei legami tra il cibo e il piacere, della complessità della più importante tra le malattie psichiatriche, del corpo e della sua relazione con l’estetica e infine, delle malattie neurodegenerative.
Questo ciclo di conferenze in Accademia viene riconosciuto  fra le attività formative del Corso di dottorato di ricerca in Neuroscienze organizzato dalle Università di Parma e Modena e Reggio Emilia
 
Venerdì 10 gennaio 2014 - alle ore 17
Carlo Adolfo Porro
Professore Ordinario di Fisiologia, Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, Università di Modena e Reggio Emilia
DOLORE E PLACEBO
Il dolore è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole che può manifestarsi per cause e con modalità molto diverse, e assumere diversi significati in ambito biomedico. Da un lato, il dolore cosiddetto fisiologico, evocato da stimoli di breve durata potenzialmente dannosi, costituisce un efficace e fondamentale sistema di allarme e di protezione dell’organismo. Dall’altro, il dolore clinico associato a patologie acute, ricorrenti o croniche è uno dei problemi medici e sociali più rilevanti, il cui trattamento è ancora non pienamente adeguato.
Sia il dolore fisiologico sia il dolore clinico possono essere modulati da fattori emozionali e cognitivi. Può risultare sorprendente che anche una sostanza o un trattamento inerte (il placebo) possa indurre in molti casi un effetto analgesico, se somministrata in contesto opportuno e presentata come efficace. L’analgesia da placebo è attualmente oggetto di grande interesse nell’ambito delle neuroscienze sperimentali e cliniche, e costituisce un eccellente esempio di interazione tra attività mentale e meccanismi neurali.

24 gennaio 2014 - ORE 17
Michele Zoli
Professore Ordinario di Fisiologia
Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze
Università di Modena e Reggio Emilia
IL CIBO TRA NECESSITA' E PIACERE
L’assunzione di cibo è una delle funzioni fondamentali dell’organismo ed è finemente regolata da un insieme di meccanismi nervosi ed endocrini. Due circuiti cerebrali principali, che rispondono a logiche molto diverse, governano i processi motivazionali che portano a scegliere frequenza dei pasti e quantità e qualità dei cibi. Un primo circuito, detto “omeostatico”, registra segnali provenienti dal tubo digerente, dai livelli circolanti dei macronutrienti e dai depositi di tessuto adiposo e tende a mantenere costante il peso corporeo. Un secondo circuito, detto della “ricompensa”, valuta l’appetibilità dei cibi e spinge alla ricerca degli alimenti sulla base del piacere che ne ricaviamo. I due circuiti collaborano o interferiscono fra di loro a seconda dei contesti e delle caratteristiche individuali, mentre loro alterazioni sono alla base di diverse patologie del comportamento alimentare.


17 febbraio 2014 - ORE 17
Fabio Tascedda
"IL MALE OSCURO" ALL'EPOCA DELLA GENOMICA: NEUROBIOLOGIA DELLA DEPRESSIONE E TRATTAMENTI CORRELATI
La depressione è una patologia devastante che incide pesantemente sulla salute umana e che colpisce le popolazioni in tutto il mondo. I dati epidemiologici più recenti danno una stima di oltre 350 milioni di persone colpite da questa patologia spingendo l’organizzazione mondiale della sanità a dichiararla una vera emergenza sanitaria che entro il 2020 diventerà la principale causa di disabilità. Infatti, questa patologia, a eziologia ancora sconosciuta, è molto invalidante con un altissimo costo sociale ed economico. Le discipline che si occupano della depressione la definiscono una patologia multifattoriale alla cui insorgenza concorrono fattori genetici e fattori ambientali, ciascuno con un peso ed un ruolo specifico. Gli studi epidemiologici mostrano che il rischio di depressione è dovuto per oltre il 50% a fattori genetici indicando la depressione come un disturbo altamente ereditabile.In questo contesto, la ricerca neurobiologica, farmacologica e psichiatrica hanno spesso lavorato insieme per porre le basi per la comprensione  delle alterazioni cerebrali che possono scatenare la malattia e per lo sviluppo di farmaci innovativi in grado di curarla o di lenirne gli aspetti più gravi. Il dato importante che emerge da queste ricerche è che non esista una sola disfunzione biochimica responsabile della depressione ma, piuttosto, che intervengano diversi sistemi, integrati tra loro, che contribuiscono al controllo dell’umore, delle emozioni e delle funzioni psicomotorie. In particolare il corretto funzionamento dei sistemi noradrenergico e serotoninergico sarebbe fondamentale per l’insorgenza della malattia, per la sua progressione e per l’efficacia della risposta terapeutica.


27 febbraio 2014
Vittorio Gallese
Professore ordinario di Fisiologia
Dipartimento di Neuroscienze - Unita' di Fisiologia
Universita' di Parma
IL CORPO NELL'ESPERIENZA ESTETICA: UNA PROSPETTIVA NEUROSCIENTIFICA
La scoperta dei neuroni specchio ha rivoluzionato la nostra concezione dei processi percettivi. Le stesse regioni corticali coinvolte nell’esecuzione delle azioni e nell’esperienza soggettiva di sensazioni ed emozioni sono attive anche quando tali azioni, emozioni e sensazioni sono riconosciute negli altri. Ho ipotizzato che ciò sia espressione di un meccanismo di funzionamento di base del nostro cervello, la “simulazione incarnata” (embodied simulation). Parlerò del rapporto tra la simulazione incarnata e le nostre reazioni alle immagini in generale, e alle opere d’arte, in particolare, illustrando alcuni recenti esperimenti sulle arti visive e il linguaggio filmico. 


24 aprile 2014 ore 16.00
Luc Pieter De Vreese

Dirigente Medico
Progetto Aziendale Demenze
Ausl Modena
LA DEMENZA NELL'ANZIANO: DALLA DIAGNOSI ALLA GESTIONE CENTRATA SULLA PERSONA
Con il termine demenza si intende l’impoverimento progressivo delle capacità mentali con perdita delle autonomie funzionali e con frequenti alterazioni della personalità e del comportamento, dovuto a una o più malattie, e non la conseguenza del usuale processo di invecchiamento cognitivo. Le malattie che possono causare demenza sono numerose, fra queste la più frequente è la malattia Alzheimer, rappresentando oltre la metà dei casi. Poiché le demenze non sono ancora curabili, l’unico obiettivo realistico per ora è garantire ai malati e alle loro famiglie la migliore qualità di vita possibile. Questo richiede la presenza di diversi professionisti dell’area sanitaria e sociale collegati fra di loro in una rete di servizi capaci di dare una risposta tempestiva a qualsiasi problema che si presenti in corso della malattia. 


 

CURARE CON LE CELLULE STAMINALI: REALTA' O ILLUSIONE?   23 aprile 2014 ore 16.00

Conferenza di Michele De Luca, professore di Biochimica e Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Recenti fatti di cronaca, legati a supposte terapie miracolose a base di cellule staminali in grado di curare centinaia di patologie diversissime tra loro, hanno portato alla ribalta il problema della necessità di fare chiarezza sullo stato dell’arte della medicina rigenerativa. Che alcune patologie si possano curare mediante l’utilizzo di tali cellule è una realtà. Basti pensare ai trapianti di midollo per la cura delle malattie del sangue, che si applicano in clinica con successo dagli anni ’50, e alle colture di cellule epiteliali per la ricostruzione della pelle e della cornea, su cui il mio intervento si concentrerà in modo particolare.
Che tutto si possa curare, ad oggi, con le cellule staminali è invece
un’illusione, perché se è vero che moltissimi ricercatori nel mondo stanno lavorando sulla ricerca di base e pre-clinica, pochissimi trials clinici sono giunti in fase avanzata di sperimentazione e la strada da percorrere per arrivare dal laboratorio al letto del paziente si presenta ancora molto lunga e accidentata.

Nell'ambito del Ciclo "INQUISIZIONE A MODENA. IL CONFINE CHE NON C'E'"   16 aprile 2014 ore 16.00

Demoni, scongiuri e segullot: tradizioni magiche tra la via Emilia e la Genizah.

A cura dell'Archivio di Stato di Modena

Conferenza di Emma Abate, dottore di ricerca  in ebraico e filologia semitica  presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
La letteratura magica attraversa le epoche storiche e infrange le frontiere, “il confine che non c’è”, presentando forme di trasversalità ed influenze reciproche tra mondo cristiano ed ebraico. È in questo quadro che i manoscritti del fondo dell’Inquisizione dell’ASMO che contengono incantesimi e ricette segrete saranno confrontati con alcuni manoscritti ebraici medievali e moderni che sono stati ritrovati alla Genizah del Cairo, stanza di una sinagoga in cui vengono gettati documenti scritti in ebraico che non sono più utilizzati, ma che non vengono distrutti poiché potrebbero contenere le lettere del nome divino.
Con l’intenzione di delineare alcuni tratti salienti delle due tradizioni magiche cristiana ed ebraica, saranno messi in luce elementi di continuità ed aspetti peculiari a ciascuna cultura, e il differente approccio delle istituzioni religiose ebraica e cristiana rispetto all’uso delle arti occulte: tolleranza o condanna?

Nell'ambito del Ciclo “INQUISIZIONE A MODENA. IL CONFINE CHE NON CE'”   09 aprile 2014 ore 16.00

Cento, Reggio Emilia e Modena, storie di inquisizioni e di identità collettive.

A cura dell'Archivio di Stato di Modena

Conferenza di Gian Luca D’Errico, del Dipartimento Discipline Storiche dell’Università di Bologna, e dei suoi allievi Michele Armellini, Luca Al Sabbagh, Samuele Reggiani.
La conferenza avrà come oggetto l'analisi di tre sedi inquisitoriali diverse, in contesti culturali e cronologici differenziati: i rapporti fra inquisizione ed episcopato sul controllo del ghetto ebraico di Cento nel XIX secolo (Michele Armellini, studente di Scienze Storiche del corso di Laurea Magistrale presso l’Università di Bologna); l'analisi dei reati di fede perseguiti dal tribunale di Reggio Emilia nel XVIII secolo, in particolare i crimini degli ecclesiastici durante la confessione sacramentale (Luca Al Sabbagh, che sta concludendo il corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche presso l’Università di Bologna); le pratiche magiche e i libri proibiti a Cavezzo nel Seicento perseguiti dall'Inquisizione di Modena (Samuele Reggiani,  che ha conseguito la Laurea triennale in Storia presso l’Università di Bologna).

​SEDUTA DI STUDIO IN RICORDO DI GIOVANNI GARUTI (1920-2004)   08 aprile 2014 ore 16.00

Partecipano alla commemorazione l’emerito dell’Università di Bologna Gualtiero Calboli, Antichi e sempre nuovi problemi per vecchi e nuovi maestri, Renzo Tosi, ordinario di Letteratura Greca all’Università di Bologna, Il Dipartimento di Filologia Classica e Medievale ricorda il prof. Garuti, che delineano l’attività di latinista e di grecista dello scomparso, mentre p. Paolo Garuti, ordinario della Pontificia Università S. Tommaso (Angelicum) di Roma La “docilitas” nell’insegnamento paterno di Giovanni Garuti, ricorda il padre e il maestro di vita.
Lucia Calboli Montefusco, ordinario di Retorica Greca e Latina all’Università di Bologna, già studentessa di Giovanni Garuti, traccia un ricordo del mai dimenticato professore.

L’ISTRUZIONE TECNICA E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE: LE BASI PER UNA MANIFATTURA DI QUALITA’ A MODENA   04 aprile 2014 ore 16.00

Tavola Rotonda

Oratori
Prof. Patrizio Bianchi - Assessore Regione Emilia Romagna a Scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro
Ing. Franco Stefani – System Group,  Modena
Dr. Ampelio Corrado Ventura - Presidente Fondazione ITS Meccanica, Meccatronica, Motoristica e Packaging Emilia-Romagna
Prof. Tiziano Bursi - Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese - UniMORE
Moderatore: Leo Turrini (Il Resto del Carlino)
 
Invitati
Dirigenti scolastici ITIS della provincia di Modena
Rappresentanze associazioni di imprenditori
Assessori alla formazione Comuni di Modena, Carpi, Sassuolo e Mirandola
Rappresentanze OO.SS.
 
Temi
- Dall’esperienza del corso post-diploma per Tecnico Superiore per l’innovazione di processi e prodotti meccanici dell’Istituto Tecnico Superiore (ITS) Meccanica e Materiali di Modena alla progettazione di nuove professionalità per un contesto produttivo ad alto valore aggiunto in continua evoluzione.
 
- Assumere la creatività come strumento cardine e indispensabile per un nuovo sviluppo.
 
- Pensare ad un nuovo percorso formativo di “Design di Prodotto e di Processo” per fornire alle imprese modenesi figure professionali che le preparino al futuro e in particolare permettano il passaggio da una ‘’manifattura di quantità’’ ad una‘’manifattura di qualità’’.
 
- Vincere le sfide del ventunesimo secolo formando professionisti che pensano “diversamente” e in tal modo promuovono il futuro con la conquista di livelli di eccellenza.
 
Rivolto a:
Imprenditori, mondo della formazione tecnico-professionale, amministratori locali con deleghe alla formazione e al lavoro. 

VINCENT VAN GOGH TRA MEDICINA E STORIA   03 aprile 2014 ore 16.30

Enrico De Micheli

introdurrà Mario Panizza vice-Presidente Accademia S.L.A.

Il grande pittore, insieme a molti altri personaggi  famosi (Giacomo Leopardi, Napoleone, Adolfo Hitler ecc) ha ricevuto sia in vita che dopo la morte un'attenzione particolare da parte del mondo medico, ma, di tante “diagnosi” formulate, nessuna ha retto l’analisi a posteriori. Ciò non deve meravigliare in quanto l’epoca in cui è vissuto, la seconda metà del XIX secolo, non consentiva né una cura né un inquadramento dei sintomi universalmente condivisibile. Ciò nonostante, è opinione comune che il Nostro fosse “matto” tanto da attribuire la genialità pittorica alla mancanza di stabilità psichica (e quindi comportamentale), che avrebbe caratterizzato tutta la sua breve vita… sarà stato poi così? Anche la sua morte, verosimilmente suicidiaria, è stata indicata come espressione di arroganza e di fragilità psichica. Sarà anche stato “matto”, ma perché in vita è riuscito a vendere solo un quadro. nonostante l’ambiente familiare fosse più che idoneo ad ottenerne le vendite?
*  *  *
Apprezzati gli studi classici liceali, Enrico De Micheli ha frequentato il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, laureandosi nel 1969. Successivamente ha sempre lavorato a Modena in ambito ospedaliero, per oltre 40 anni, di cui 21 in posizione apicale. Ha  sentito e subìto il fascino della Storia della Medicina sin dai primissimi contatti da studente: per anni ha raccolto informazioni, opinioni, immagini …. che, con il maggior tempo libero concesso dallo stato di “pensionato”, sta pian piano valutando e arricchendo … al fine di coinvolgere e affascinare un pubblico sempre più vasto, potenzialmente portatore di sensibilità, curiosità e interessi di grande aiuto nella raccolta di notizie e interpretazioni.

Presentazione del libro "IL GIUDIZIO DIRETTISSIMO" (Giuffrè Editore, 2013)   28 marzo 2014 ore 15.30

Alessandro Trinci - Valentina Ventura

Saluti
prof. Elio Tavilla, presidente della Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali dell’Accademia
 
Presiede e modera
prof. Aljs Vignudelli
ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia
 
Ne discutono, insieme agli autori,
prof. Luca Vespignani
associato di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia
prof. Giulio Garuti
ordinario di Procedura penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia
dott. Alessandro Mancini
Procuratore Capo della Repubblica, Ravenna

I manuali dell'Inquisizione nell'Archivio di Stato di Modena e la formazione degli Inquisitori   26 marzo 2014 ore 16.00

In collaborazione con l'Archivio di Stato di Modena

a cura di Rosa Lupoli

"Con la nascita dell'Inquisizione romana (1542) si dovette ripensare l'impalcatura ideologica su cui fondare la lotta antiereticale e, poichè i manuali medievali non si adattavano più a tale funzione, in assenza di una raccolta ufficiale delle norme da osservarsi in giudizio, si ripensò la procedura che potesse essere concretamente utilizzata nella normale prassi forense, però solo alcune opere, nel grande florilegio che ne sortì, si imposero con autorevolezza e diffusero un diritto giudiziario comune a tutte le corti inquisitoriali. Le impostazioni processuali descritte in questi manuali determinarono in breve il funzionamento dell'intero assetto giudiziario dell'Inquisizione e le opere stesse si codificarono come un genere letterario; erano per lo più scritte da Inquisitori che spiegavano i compiti e le figure dell'Istituzione, le basi dottrinali dell'ortodossia cattolica che essi erano chiamati a difendere, i problemi legati allo svolgimento pratico del loro compito.Con la soppressione delle sedi dei tribunali periferici dell'Inquisizione, in virtù dell'iniziativa dei Sovrani dei vari Stati italiani, ne fu sancita la fine e mentre per molte sedi si attuò la dispersione dei materiali e dei prodotti di quell'attività, invece, le vicende storiche modenesi, hanno determinato una loro provvidenziale concentrazione nell'Archivio di Stato, tale da farci acquisire una conoscenza completa del fenomeno storico dell'Inquisizione."

ALFONSO BERTOLDI: UN CARDUCCIANO ALL'ACCADEMIA DI SCIENZE LETTERE E ARTI   11 marzo 2014 ore 16.00

Conferenza di Pantaleo Palmieri, membro del Comitato scientifico per la Nuova Edizione Nazionale delle Opere carducciane, studioso di rigorosa impronta erudita e filologica, come ben attestano sia la sua militanza critica di saggista e recensore sulle più importanti riviste accademiche italiane, sia i suoi studi sette-ottocenteschi. 


Per la prima volta viene tratteggiato compiutamente il profilo culturale e umano di Alfonso Bertoldi (Bibbiano, RE, 1861 - Modena, 1936), allievo di Carducci all'Università di Bologna, che fu prima insegnante e poi preside del Liceo classico "L. A. Muratori" di Modena dal 1923 al 1931, e socio dell'Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena. Nonostante abbia lasciato numerosi e importanti contributi sui principali autori della letteratura italiana fra Sette e Ottocento (spicca su tutti la monumentale edizione dell'Epistolario di Vincenzo Monti), la sua figura è rimasta finora piuttosto in ombra rispetto ai recuperi recentemente effettuati di altri 'minori', come lui appartenenti alla cosiddetta "scuola carducciana".
Finalmente Modena, la sua città di adozione, colma questa lacuna dedicandogli un doveroso approfondimento, che è stato reso possibile grazie all'interessamento del professor Pantaleo Palmieri per la sua vicenda, non solo pubblica, di studioso. Negli ultimi anni Palmieri ha concentrato le sue ricerche sul versante classicistico della nostra civiltà letteraria, con particolare attenzione alla linea Monti-Leopardi-Carducci, e vanta quindi le competenze più idonee per valorizzare appieno il percorso di Alfonso Bertoldi, uomo di scuola e 'scudiero' del Monti.  
 

FESTA DELLA DONNA   07 marzo 2014 ore 16.00

L’altra metà della storia estense. Virginia de’Medici, duchessa di Modena e gli spiriti. Ossessi ed esorcisti a corte.

Conferenza di Grazia Biondi, storica dell’età moderna e libera ricercatrice.
Letture di Lina Velardi dell’Archivio di Stato di Modena.

Agli inizi del ‘600, quando da pochi anni Modena era diventata capitale dello stato estense, la vita della famiglia e della corte del duca Cesare fu turbata da inquietanti epifanie diaboliche. All’incrocio fra sapere medico, esorcistica ed Inquisizione, il corpo della duchessa e delle figlie fu scrutato, controllato, manipolato, recluso. Sugli squilibri dei loro “umori” si mettevano in gioco non solo la salute dell’anima, ma anche rilevanti equilibri politici.

Mascherate Gustose e Piacevoli Humori per un "THEATRO DELL'UDITO"   01 marzo 2014 ore 16.00

Gruppo corale Thomas Luis de Victoria nelle vesti de "I cantori della Commedia Harmonica". Direttore Giovanni Torre

Il "Theatro dell'Udito", felicissima espressione cui Orazio Vecchi (1550 - 1605) ricorre nella dedica delle Canzonette a 3 voci (Venezia 1597)  per indicare come " ...se bene così fatti scherzi (che di penna soglio chiamare) non apportino come i componimenti gravi gran fatica di mente, possono non dimeno rappresentare grand'ossequio di core ...lasciando andare che così fatto stile come qual si voglia altro più umile,* a tempo et commodo recitato , ha stimato e riguardevol loco nel theatro dell'udito. "     
Al Vecchi, modenese, fa eco Adriano Banchieri (1568 - 1634), bolognese, quando nella sua opera ,La saviezza giovanile (Venezia 1628), afferma:  "Cosa è lo stile scenico rappresentativo?........, osserva, gentile lettore, e troverai l'antico stile accoppiato al moderno; ...... il disegno è drammatico, è una mescolanza di grave e gaio;  sii contento dell'uno, gustati l'altro; .......e canta allegramente e vivi felice."       
Facendo tesoro di queste indicazioni, con il titolo “Mascherate Gustose e Piacevoli Humori  per un THEATRO DELL’UDITO” verranno proposti brani in massima parte ispirati al Carnevale, e che appartengono a una tradizione musicale popolare e profana fiorita  nelle terre comprese fra Modena e Bologna nel XVI Secolo. Più  in particolare, si tratta di un "collage" di brani presi dalle raccolte più rappresentative di Filippo Azzaiolo (Villotte del Fiore), e soprattutto di Orazio Vecchi e Adriano Banchieri (Canzonette, Canzoni a Ballo, Capricci, Mascherate, Serenate, Vinate); e tutto questo verrà spesso introdotto con citazioni e testi recitati di un terzo personaggio dell'epoca, il poeta-cantastorie Giulio Cesare Croce, amico e collaboratore del Vecchi, autore di quel "Bertoldo e Bertoldino" il cui spirito Adriano Banchieri tenterà poco più tardi di far rivivere sotto lo speudonimo di Camillo Scaligeri della Fratta, col seguito de "La Novella di Cacasenno", e soprattutto acuto e sensibile interprete di quegli "Humori di piazza e di contrade",  che tanto caratterizzano anche la produzione popolaresca, poetica e musicale, dei nostri Autori.
Da tutto ciò, emerge uno spaccato della vita musicale dell'Emilia del XVI secolo, e più in particolare, delle terre comprese fra Bologna e Modena, che il Coro interpreta con intermezzi mimici e con una vocalità e uno spirito volutamente popolari, al di fuori di ogni impostazione accademica, con il fine costante di creare e mantenere per tutta la durata dello spettacolo una sorta di gioiosa atmosfera da "cantare allegramente", come nelle intenzioni del Banchieri, e da gustare "più con la mente che con gli occhi" come indicato dal Vecchi.

* Come, per esempio, il canto popolare, di cui sia il Vecchi che il Banchieri offrono splendide interpretazioni artistiche in molti brani inediti del programma che viene qui proposto (vedansi: la "Mascherata di Villanelle" che il Banchieri stesso, sotto lo pseudonimo Camillo Scaligeri della Fratta fa cantare alla Menghina, moglie di Bertoldino nel suo "La novella di Cacasenno"; "Margarita dai Corai", ancora nota, almeno nel testo, nella bassa modenese, "Tiridola non dormire", spiritosa serenata popolare, "Cicirlanda", canzone d'osteria su testo iterativo tipo filastrocca per bambini, del Vecchi.).

Introduzione alla Microelettronica   25 febbraio 2014 ore 17.00

Sala dei Presidenti

Prof. Mattia Borgarino
Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia


Non la vediamo, non la tocchiamo, non la sentiamo eppure la microelettronica è la silenziosa e preziosa compagna di ogni nostra giornata. Perché nasce la microelettronica? Come si è arrivati agli attuali microscopici circuiti elettronici? Come vengono fabbricati? Cosa ci riserva il futuro? La conferenza cercherà di fornire una risposta a tutti questi interrogativi utilizzando un taglio divulgativo ed accessibile anche ai non esperti del settore.

EVOLUZIONE STORICA DEI RIMEDI DI ORIGINE VEGETALE: DAGLI ELETTUARI ALLA MODERNA FITOTERAPIA   19 febbraio 2014 ore 16.30

Ciclo di conferenze e Mostra

Sezione di Scienze fisiche, matematiche e naturali
 
Sala dei Presidenti
 
Ciclo di conferenze
 
EVOLUZIONE STORICA DEI RIMEDI DI ORIGINE VEGETALE:
DAGLI ELETTUARI ALLA MODERNA FITOTERAPIA

Nell'ambito dell'iniziativa “Quando le medicine profumavano di siepi. Il tempo della Teriaca: un viaggio tra speziali e medici”, promossa dall'Archivio Storico del Comune di Modena ed avviata nel novembre 2013, questa Accademia ha ritenuto opportuno contribuirvi organizzando un ciclo di incontri ed una mostra. Gli incontri si terranno dal 22 gennaio al 19 febbraio 2014.  Altre relazioni sono previste in sedi di altre associazioni aderenti alla manifestazione.  L’obiettivo globale è quello di presentare i diversi e molteplici aspetti che storicamente hanno caratterizzato l'utilizzo e lo sviluppo dei rimedi di origine vegetale nel corso dei secoli, a partire  dagli antichissimi elettuari. Pur avendo perduto nel tempo la fama miracolistica e l'alone di mistero di cui erano circondati, questi rimedi meritano di essere ricordati. Nei secoli hanno costituito l’armamentario medico popolare ritenuto utile alla salute e, pur fra accese controversie, accettato dalla medicina dotta. Inoltre, dall'evoluzione di queste sostanze sono nati nuovi farmaci entrati nell'uso medicamentoso. La ricerca universitaria ed industriale, partendo anche da queste antiche fonti, indagando in profondità l’essere vivente nella sua fisiopatologia, ha modificato e direzionato i processi di sintesi, e/o di separazione di nuove sostanze o principi attivi, in funzione di una veicolazione ed interazione selettiva farmaco-sito biologica, che fa della ricerca un processo altamente razionale e raffinato.
 
Mercoledì 22 gennaio 2014
ore 16.30

Presentazione dell'iniziativa da parte della Presidenza dell’Accademia
Conferenza di  Patrizia Catellani e Renzo Console
“Gli elettuari nel corso dei secoli: mitridato, theriaca, orvietano....”
 
Mercoledì 29 gennaio
Ore 16.30

Giulio Balugani, Luca Silingardi
“Sotto la protezione di Apollo nelle vesti di Dio della medicina: l'antica spezieria Zei, poi farmacia Pacchioni a Sassuolo” (trattazione, dal punto di vista storico e professionale, la trasformazione  di una antica spezieria in farmacia).

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Mercoledì 5 febbraio
Ore 16.30

Pietro Baraldi -Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche Università di Modena e Reggio Emilia
“I ricettari manoscritti emiliani e le conoscenze nelle arti, cosmesi e medicina” (illustrazione di una serie di antiche formulazioni).

Una serie di codici manoscritti a contenuto tecnico è conservata in importanti biblioteche emiliane, come  lo Pseudo-Savonarola certamente di impronta ferrarese, della Biblioteca Comunale  Ariostea di Ferrara, il codice Il libro dei colori della Biblitecaa universitaria di Bologna del secolo XV, già identificato dalla Merrifield nel 1848 come testimone importante della tecnica artistica rinascimentale, legato al primo, ma anche al celebre Eraclio De coloribus et artibus romanorum. La biblioteca palatina di Parma ha un interessante reperto sulla preparazione dei colori nel codice scritto in caratteri ebraici, ma che si rifanno ad un testo in portoghese Como se façen as cores, La Biblioteca Estense Universitaria di Modena conserva il patrimonio più cospicuo di codici a carattere tecnico, derivanti dalle raccolte Valdrighi, Campori e Sorbelli,  tra i quali forse il più importante è l’Alfa T 7.3 che, come il codice dell’Ariostea contiene grandi capitoli di ricette per la medicina, la cosmesi, la metallurgia, la preparazione dei colori e la gastronomia.Un recente studio ha inquadrato il codice come importante testimone di conoscenze acquisite nei primi secolo dopo il 1000, delle quali altre versioni esistenti nel Nord Italia e in Inghilterra sarebbero seriori. I manoscritti conservano traccia nel loro lessico specifico delle origini o del tempo della stesura in area emiliana, con termini che sono sopravvissuti anche nei dialetti locali.

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Mercoledì 12 febbraio
Ore 16.30

Corrado Lavini
“Tra effluvi, umori putredinosi e spiriti pestilenziali. Come la Medicina del passato fronteggiava le epidemie.” (gli antichi interventi  sanitari  a fronte di eventi drammatici);
Massimo Saviano
“Bernardino Ramazzini e Francesco Torti. Colleghi-rivali di Medicina nello Studio Pubblico di S.Carlo a Modena” (una disputa del passato nell'ambiente  medico modenese).

Mercoledì 19 febbraio
Ore 16,30

Stefania Benvenuti, Paola Paltrinieri
“Il mondo dei rimedi vegetali: dalla formazione alla professione” (l’attuale realtà scientifica, didattica e professionale del settore delle piante medicinali).
 
N.B.
Dopo ogni conferenza, sarà possibile visitare la mostra "Quando le medicine profumavano di siepi. Il tempo della Theriaca: un viaggio tra medici e speziali" allestita a cura dei Dott. Patrizia Catellani e Renzo Console. In essa vengono esposti libri antichi e preziosità dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti, documenti ed oggetti per conoscere e capire alcune ironie della storia della terapia (con particolare riferimento agli elettuari Mitridato, Teriaca e Orvietano).

 
Si ringraziano la Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata, il Gruppo Modenese di Scienze Naturali e l'Orto Botanico dell'Università di Modena e Reggio Emilia per aver contribuito all’allestimento della mostra.

EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA ANTISISMICA IN ITALIA.   06 febbraio 2014 ore 16.30

Effetti sulle costruzioni del sisma emiliano del maggio 2012 e considerazioni tecniche sulla ricostruzione.

SALA DEI PRESIDENTI
 
Angelo Marcello Tarantino
Professore ordinario di Scienza delle Costruzioni
DIEF - Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
 
 A poco meno di due anni dall’evento vengono illustrati gli aspetti più salienti e caratteristici della crisi sismica che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012. Successivamente si descrive l’evoluzione della normativa antisismica in Italia a partire dalle prime misure legislative emanate dal governo borbonico nel 1783. Si fa notare come nella storia il progredire della normativa sia stato sempre anticipato dal manifestarsi di terremoti violenti e come molte prescrizioni storiche si ritrovino tutt’oggi nella normativa vigente. Particolare enfasi è posta sugli aspetti che hanno condotto alla classificazione dei territori comunali in aree a rischio sismico e al relativo obbligo di progettazione strutturale antisismica.  Saranno inoltre mostrate e discusse numerose immagini che illustrano i danneggiamenti prodotti dal terremoto sulle costruzioni e in particolare sulle opere storico-monumentali.
Chiudono l’intervento  alcune considerazioni tecniche riguardo la realizzazione di nuove costruzioni sismo-resistenti e sulle modalità di intervento per la riqualificazione antisismica del patrimonio edilizio esistente.

Inaugurazione A.A. 2013 - 2014   13 dicembre 2013 ore 15.30

331° dalla fondazione

Inaugurazione dell’anno accademico 2013-2014
331° dalla fondazione

 
Sede dell’Accademia
Venerdì 13 Dicembre p.v.
ore 15,30
 
PROGRAMMA
 
Introduzione del Presidente ed apertura dell’anno accademico
 
Attribuzioni delle insegne accademiche ai nuovi soci
 
Prolusione del 
Prof. Francesco Sabatini
Presidente Onorario dell’Accademia della Crusca
Professore Emerito dell'Università degli Studi di Roma
 
sul tema
 
Storia della lingua e crisi di identità. Dal passato al presente

Giudicare o capire: il giudice Giovanni Lodi e il suo mondo   21 novembre 2013 ore 16,30

presentazione del volume a cura di Antonella Bergamini

Dott. Ernesto Milano 
Presidente dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere ed Arti di Modena

Carlo Bonacini Editore di Artestampa

sono lieti di invitare la S.V. alla presentazione del volume
giovedì 21 novembre - ore 16,30
presso l'Accademia di Scienze Lettere ed Arti - Sala dei Presidenti 

GIUDICARE O CAPIRE
Il giudice Giovanni Lodi e il suo mondo


intervengono:
Antonella Bergamini (curatrice)
Prof. Elio Tavilla
Avv. Riccardo Pellicciardi
Modera Eugenio Tangerini

Per più di un ventennio, da pretore e da pubblico ministero, il giudice Giovanni Lodi si è interrogato sul rapporto tra legge e la giustizia.
Poi d'improvviso, nel 1980, la scelta di lasciare per sempre la magistratura. Una scelta discussa e non da tutti compresa. [...]
Dentro a questo libro - un po' saggio, un po' racconto, un po' testimonianza - ci sono gli elementi che consentono a chi legge di avvicinarsi al mondo di Giovanni Lodi, alla sua figura complessa e alla pluralità di interessi e riflessioni che hanno caratterizzato il suo essere giudice e, prima e dopo, il suo essere uomo.


  
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L’attività accademica è sostenuta dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Con il contributo di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Comune di Modena

750 ANNI DI DIRITTO ALLA SALUTE DELL'INFANZIA   20 novembre 2013 ORE 15

ovvero Storia della pediatria a Modena

sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Modena
Union of European Neonatal & Perinatal Societies (UENPS)
Società Italiana di Pediatria
SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale
SIMA - Società Italiana di medicina dell'Adolescenza
 
in occasione della
 
XXIV Giornata Mondiale
dei diritti del bambino e dell'adolescente



CONDUCONO E PRESIEDONO
 
dott. Ernesto Milano - Presidente dell'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena
 
prof. Marco Sola - Presidente della Sezione di Scienze fisiche, matematiche e naturali dell'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena
 
PROGRAMMA
 
La medicina e l’assistenza a Modena ieri e oggi
prof. Massimo Saviano
 
Dal brefotrofio (Cadè) alla pediatria (Riccardo Simonini)
prof. Giovanni Battista Cavazzuti
 
Pediatria nazionale a Modena

prof. Italo Farnetani
 
Renato Pachioli e la Scuola pediatrica modenese

prof.ssa Fiorella Balli
 
L’evoluzione dell’alimentazione del bambino emiliano

prof. Sergio Bernasconi
 
Lo sviluppo della neonatologia a Modena

prof.Fabrizio Ferrari
 
La pediatria contemporanea

prof. Paolo Paolucci

Nel ripercorrere la storia della pediatria a Modena e provincia dal 1260 ai giorni nostri, verrà fornita una nuova interpretazione degli avvenimenti da cui emergono figure di modenesi dimenticati come Rodolfo Benati, fondatore nell'Ottocento della pediatria a Modena, e della pediatra Giulia Vastano, prima donna laureata in medicina all'Università di Modena.
Importante è anche la figura di Riccardo Simonini, "apostolo dei bambini", primo direttore della clinica pediatrica universitaria modenese.
Verranno ricordati anche i direttori che successero a Simonini: Giovanni De Toni, Arrigo Colarizzi e Renato Pachioli.
Si parlerà degli allievi delle varie scuole; dell’evoluzione dell’alimentazione dei bambini; verranno presentati foto e filmati, per concludere con la neonatologia e la pediatria di oggi.
Dalla storia emerge che a Modena e provincia è sempre stato vivo e costante l’impegno per garantire il diritto alla salute di bambini e adolescenti.
Per questo motivo si è voluto che la giornata di studio si svolgesse, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, proprio in occasione della XXIV Giornata Mondiale dei diritti del bambino e dell'adolescente.
Il 20 novembre è infatti una data simbolo, perché in questo giorno, nel 1959, a New York, fu proclamata la “Dichiarazione dei diritti del bambino” costituita da 10 articoli che riconoscevano i diritti del minore fin dal momento della nascita.
Trenta anni più tardi nello stesso giorno, il 20 novembre 1989, l’Assemblea generale dell’ONU approvava la convenzione sui diritti del fanciullo, cui hanno aderito tutti gli stati del mondo, anche quelli che non appartengono all’ONU.

Incontri linguistici in Accademia   19 novembre 2013 ore 16

autunno 2013

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena -
Sezione di Storia Lettere e Arti
 
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
 
Incontri Linguistici in Accademia - ottobre novembre 2013
 
Sala dei Presidenti

 1- La prospettiva pragmatica in linguistica
Prof.ssa Emilia Calaresu, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
mercoledì 9 ottobre ore 16
 
Introduzione ragionata alla pragmatica linguistica (cos’è e a cosa serve): i rapporti tra la lingua d’uso e il sistema. L’incontro ha anche lo scopo di introdurre e di fornire lo sfondo ai tre incontri successivi.
 
2- Le voci del silenzio
Prof.ssa Carla Bazzanella, Università di Torino
mercoledì 16 ottobre ore 16
 
Quando si tace e perché si tace?
Se si pensa al silenzio viene spontaneo pensare ad un’assenza di suono, al vuoto da contrapporre alla ‘pienezza’ della parola. Ma il silenzio è essenziale per la parola con cui si alterna e che la 'incornicia', rappresentando una risorsa comunicativa efficace per raggiungere determinati scopi, oltre che un mezzo di potere e controllo sociale.
Si sottolineerano le diverse forme e funzioni del tacere e del far tacere in relazione alle diverse culture. Ci si soffermerà in particolare sul silenzio nella conversazione quotidiana, sulle ambiguità del non detto e sulla duplice possibilità di esprimere accordo o disaccordo, in base alla situazione ed alle intenzioni specifiche.
In sintesi, il silenzio contribuisce in modo significativo, tanto come il suono, all'ascolto, alla comunicazione, alla comprensione.
  
3- Pragmatica della comunicazione: La seduzione del non detto
Prof.ssa Marcella Bertuccelli Papi, Università di Pisa
ANNULLATA 

Il tema riguarda uno dei temi più importanti della riflessione pragmatica: l’implicito e il “non-detto ma comunicato”, rispetto alla comunicazione esplicita. Si parlerà in particolare della pragmatica dell’insinuazione con analisi e riflessioni a partire dall’Otello di Shakespeare.
 
4- Pragmatica e grammatica della lingua parlata
Prof.ssa Cecilia Andorno, Università di Torino
mercoledì 19 novembre ore 16

"La lingua parlata ha un'altra grammatica?" si chiedeva Gaetano Berruto in un noto saggio del 1985, sintetizzando un dibattito che si andava aprendo in quegli anni. Da allora, la linguistica ha approfondito lo studio del parlato tanto sul piano teorico quanto su quello descrittivo, in particolare mettendo in evidenza il ruolo centrale della prosodia - un livello espressivo estraneo alla lingua scritta - nel dar forma agli enunciati.
Alla luce soprattutto delle proposte portate in ambito italiano negli ultimi 20 anni, l'intervento mostrerà come prosodia e sintassi interagiscono nell'organizzazione degli enunciati nel parlato.
 

  
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Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Con il contributo di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Comune di Modena
 

Appuntamenti con la musica all’Accademia   09 novembre 2013 ore 16,30

VI edizione conferenze-concerto: programma ottobre novembre 2013

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
 
Sala dei Presidenti
 
Appuntamenti con la musica all’Accademia
Programma
conferenze-concerto - ottobre novembre 2013

 
VI edizione
 
ingresso libero

sabato 5 ottobre 2013, ore 16.30
Melodie dell’anima. Viaggio nel mondo della fisarmonica
Oscar Taboni e Emanuele Moretti, duo di fisarmoniche
 
sabato 12 ottobre 2013, ore 16.30
La chitarra: immagini e musica intorno alle sei corde
Massimo Nalbandian, chitarra
Introduzione all’iconografia della chitarra nel Novecento
a cura dell’arch. Carla Costa

  
sabato 9 novembre 2013, ore 16.30
Omaggio a Luigi Mozzani nel 70° dalla scomparsa
Giulio Tampalini e Simona Boni, duo di chitarre-lyra e chitarre
 
la Coordinatrice   
prof.ssa Simona Boni   

il Presidente 
Dott. Ernesto Milano                                                               

 
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L’ARCHIVIO STORICO DELLA SOCIETÀ DEL CASINO DI MODENA   31 ottobre 2013 ore 16

prof.ssa Licia Beggi Miani

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - Sala dei Presidenti
 
Tra le carte conservate in Accademia di Scienze Lettere Arti trova un suo spazio l’Archivio Storico della Società del Casino di Modena, una delle società centenarie della città. Un piccolo, ma importante fondo archivistico che permette di ricostruire la vicenda societaria e il suo pregresso storico e consente di indagare sulla realtà sociale ed economica di Modena nel periodo post-unitario. A Modena Capitale succede Modena agricola ed industriale con il suo senso pratico, le sue valenze e la volontà operativa della borghesia risorgimentale, portatrice di nuovi valori e nuove aspirazioni. Consegnato, alcuni anni fa all’Accademia per la conservazione e la sua valorizzazione, l’Archivio Storico permette una puntuale ricostruzione delle vicende, dei valori, dei programmi della Società. Fondata nel 1862, nella sede dell’Accademia di Scienze Lettere Arti, presso l’antico Collegio San Carlo, con pregresso nel periodo delle “annessioni”, ha radici più lontane che ci portano al 1789, al tempo degli Estensi e del duca Ercole III. Si presenta, quindi, quale sintesi dell’entusiasmo riformista di fine Settecento e di quello risorgimentale di metà Ottocento. La Società del Casino fu uno dei primi circoli di lettura e conversazione formatisi in Italia accanto ad altri, tra cui il “Circolo Pedrocchi” a Padova ( 1856), il “Circolo della Caccia” a Roma (1876): fu l’espressione della ricca borghesia terriera e di una parte della nobiltà; fu il risultato dell’impegno civico di “uomini nuovi” che, nell’attività della Società, regolata da Statuto e Regolamento, vedevano la possibilità di un “esercizio di democrazia”, propedeutico ai più complessi impegni politici sia locali che nazionali. Dalla Società del Casino uscirono, infatti, alcuni dei parlamentari modenesi al primo Parlamento Italiano e amministratori locali che ressero il Comune di Modena.
 
il Presidente di Sezione di Storia, Lettere e Arti
arch. Emilio Montessori

ET4HEALTH 2013 - 29 e 30 ottobre 2013   29 ottobre 2013 9.00-18.30

International Workshop on Protein Electron Transfer: from Fundamentals to Applications for Health

Il Palazzo Raisini di via Saragozza a Modena e il ciclo pittorico di Evaristo Cappelli / I cicli decorativi di Palazzo Montecuccoli degli Erri, “bellissimo casamento da signori”   23 ottobre 2013 ore 16

Mercoledì 23 ottobre
ore 16.00


Sala dei Presidenti
 
Luca Silingardi

Il Palazzo Raisini di via Saragozza a Modena
e il ciclo pittorico di Evaristo Cappelli 

In uno tra i più rappresentativi palazzi modenesi, in parte frutto della riqualificazione di un antico complesso conventuale, la dimora dei Raisini, si è individuato un ciclo pittorico dovuto a Evaristo Cappelli, che in Modena fu tra i maggiori interpreti della cultura figurativa della prima metà del Novecento. La prima attribuzione, già avanzata da chi scrive su basi stilistiche, è ora confermata dal riconoscimento nelle raccolte del Museo Civico d’Arte di Modena di due bozzetti preparatori autografi, riconducibili alle pitture eseguite da Cappelli nel palazzo. Il discorso allegorico, che attinge dal celebre repertorio di Cesare Ripa come dalla mitologia, assume particolari assonanze simboliste e si connette strettamente alla vicenda biografica della committenza, costituita da cospicui uomini di legge, con una ricchezza di riferimenti che è propria di Cappelli, come testimoniato in varie altre residenze in cui l’artista intervenne. 
 
Graziella Martinelli Braglia
 
I cicli decorativi di Palazzo Montecuccoli degli Erri,
“bellissimo casamento da signori”

 Dagli ultimi decenni del Settecento alla fine dell’Ottocento, dalla cultura rococò attraversando il gusto neoclassico fino ad approdare ai modi del revival degli stili, l’apparato decorativo delle pitture, degli stucchi, dei complementi - camini, caminiere e serramenti - nell’Appartamento Nobile del palazzo già dei conti Munarini, poi dei marchesi Montecuccoli e odierna sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, offre una singolare stratificazione di stili e costituisce un eloquente palinsesto per sondare il susseguirsi dei diversi orientamenti estetici. Al fine di giungere a un più approfondito studio degli episodi artistici e artigianali che l’edificio racchiude, si  sono esaminati inediti aspetti iconografici e stilistici, rapportandoli ad analoghi interventi presso altre coeve dimore aristocratiche e altoborghesi, nell’intento di ricucire la trama della cultura figurativa e ornativa dell’area modenese.

Cosa "facciamo" quando parliamo   17 ottobre 2013 ore 16

Accademia Nazionale di Scienze Lattere e Arti di Modena
Sala dei Presidenti
  
Giovedì 17 ottobre
ore 16.00

 
prof. Giancarlo Gagliardelli
Università di Modena e Reggio Emilia
 
Cosa "facciamo" quando parliamo
 
I parlanti nativi di una qualsiasi lingua non conoscono il funzionamento dei meccanismi articolatori responsabili della produzione dei loro enunciati. In altre parole, pur possedendo la competenza linguistica e la competenza comunicativa della lingua materna, non ne hanno alcuna "consapevolezza articolatoria". Questo deriva essenzialmente dal fatto che, così come accade anche per la morfologia e la sintassi della lingua, la "grammatica dei suoni aticolati" non viene insegnata, dato che i discenti sanno già parlare.
Quando poi si affronta lo studio d'una lingua straniera, questa lacuna risulta essere alquanto perniciosa: lo studio dei suoni articolati della lingua straniera dovrebbe poter essere eseguito sulla base d'un sistematico confronto coi suoni della lingua materna, che tuttavia si sanno pronunciare ma dei quali non si possiede una "griglia di riferimento" in termini articolatori.
La conoscenza di elementi fondamentali di fonetica articolatoria - così come la dimestichezza con gli alfabeti fonetici - può aiutare a colmare questa lacuna.
 
il Presidente di Sezione
arch. Emilio Montessori

Scienze naturali e fede   17 ottobre 2013 ore 16

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Sala Muratori
  
Giovedì 17 ottobre - ore 16.00
 
prof. Gyula Palyi
Università di Modena e Reggio Emilia
 
Scienze naturali e fede
 
Le scienze naturali sono la base dello straordinario sviluppo tecnologico degli ultimi due secoli. La conferenza discuterà il rapporto delle osservazioni dirette e le catene di speculazioni usate nella valutazione delle misure primarie nelle scienze sperimentali. La conclusione è che ci vuole una dose notevole di fiducia (fede) per accettare i risultati delle scienze naturali, anche se questi nella realizzazione tecnologica funzionano molto bene. Dall’altra parte, la fede religiosa (in Europa la fede cristiana) è basata su tanti fatti storicamente ben documentati. La valutazione di questi fatti storici richiede ugualmente fiducia nella valutazione di essi. Analizzando da questi punti di vista le due visioni del mondo non sono così lontane una dall’altra, come spesso va pubblicizzato.

L'evoluzione dell'uomo moderno   11 ottobre 2013 ore 16

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Sezione di Storia Lettere e Arti
 
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
 
L'evoluzione dell'uomo moderno
Prof. Francesco Cavalli Sforza
Università di Bologna
 
venerdì 11 ottobre 2013
ore 16

 
introduce Prof. Augusto Carli
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
 
Sala dei Presidenti
                               
La collaborazione fra più diverse discipline – archeologia e genetica, statistica e linguistica le principali, ma ve ne sono varie altre – ha permesso negli ultimi cinquant’anni di ricostruire la vicenda di Homo sapiens, definendo quello che oggi è conosciuto come il modello standard dell’evoluzione umana. In parallelo, lo studio dell’intreccio tra evoluzione biologica e culturale promette di gettare nuova luce sulla nostra storia e sui modi in cui cambia l’umanità. L’intervento verterà sui contributi portati da queste diverse discipline e sulla ricostruzione globale che la collaborazione multidisciplinare sta rendendo possibile.
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
C.so Vittorio Emanuele, 59
41121 Modena
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Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Con il contributo di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Comune di Modena

Giornata di studi in occasione del 150° anniversario dello scioglimento della Brigata Estense   10 ottobre 2013 ore 15,30

1859-1863 Gli anni dell'esilio il diario inedito della Guardia Nobile Giulio Besini

ACCADEMIA NAZIONALE DI SCIENZE LETTERE E ARTI DI MODENA
Sala dei Presidenti – giovedì 10 ottobre 2013 h.15.30
Giornata di studi in occasione del 150° anniversario dello scioglimento della
Brigata Estense

 1859-1863: GLI ANNI DELL’ESILIO
 IL DIARIO INEDITO DELLA GUARDIA NOBILE GIULIO BESINI
 
 
Presiede il prof. GIORGIO MONTECCHI (presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento – Comitato di Modena)
 
- ANTONIOTTO GUIDOBONO CAVALCHINI (Università degli Studi di Milano)
La famiglia Besini e il Diario
- NICOLA DEL CORNO (Università degli Studi di Milano)
“Le solite speranze, i soliti timori”. Il Diario d’esilio di Giulio Besini, Guardia d’Onore del Duca di Modena
- ALBERTO MENZIANI (Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi / Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena)
Gli ultimi anni dell’esercito ducale nelle pagine del diario di Giulio Besini
- PIERO CROCIANI (Università di Roma La Sapienza)
La Brigata Estense al di là del Po (1859-1863)
 
Il convegno intende ricordare il 150° anniversario dello scioglimento della Brigata Estense, le cui vicende saranno ripercorse nell’intervento del prof. Crociani, con la presentazione di un importante documento inedito, e cioè il lungo diario manoscritto del modenese Giulio Besini, guardia nobile d’Onore del Duca, che seguì sin dal primo giorno Francesco V nell’esilio. Il diario, che arriva sino alla primavera del 1863, costituisce un’importante fonte per la conoscenza della storia della Brigata, segnalandosi peraltro anche per la molteplicità dei suoi piani di lettura: dalle vicende familiari e private, alle descrizioni dei viaggi che il Besini effettuò nel nordest italiano e in Austria per mantenere i rapporti con le autorità asburgiche, alle considerazioni politiche su ciò che stava accadendo in Italia.

XVIII Convegno di Studi   08 ottobre 2013 ore 9,30

Porta Fidei - Le registrazioni pretridentine nei Battisteri tra emilia romagna e toscana

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali
Centro Studi Nazionale sugli Archivi Ecclesiastici di Fiorano e Ravenna
 
XVIII Convegno di Studi
Porta Fidei - Le registrazioni pretridentine nei Battisteri tra Emilia Romagna e Toscana
 
martedì 8 ottobre 2013
ore 9,30
Sala dei Presidenti
                               
Ore 9,30 - Registrazione partecipanti
Ore 9,45 - Saluti
Stefano Vitali
Soprintendente archivistico per l’Emilia Romagna
Mons. Adriano Tollari
Delegato arcivescovile per i Beni culturali Arcidiocesi Modena-Nonantola
Anna Lisa Lamazzi
Assessore alle Politiche culturali del Comune di Fiorano Modenese
Gianna Dotti Messori
ANAI – Centro Studi Nazionale sugli archivi ecclesiastici di Fiorano e Ravenna
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Ore 10,30 - Relazioni
Presiede
S.E. Mons. Giuseppe Verucchi
Arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia
 
Angelo Turchini
Università degli Studi di Bologna
Prolusione
 
Lorenzo Fabbri
Archivio dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Firenze
Una città, un fonte. Il Battistero di Firenze e i suoi registri
 
Don Alessandro Pierotti
Direttore Archivio storico diocesano di Pisa
Nota Introduttiva

Elisa Carrara
Archivio Storico Diocesano di Pisa
“...si tenghi uno libro dove si scrivino tutti li babtizzati...” Le registrazioni pretridentine degli atti battesimali nella Diocesi Pisana
 
Michele Pellegrini
Università di Siena
“Liber sacratissimi baptismi”: registrazioni ecclesiastiche e scritture comunali relative ai battezzati nella Pieve Senese di San Giovanni nel tardo Trecento e nel Quattrocento
 
Ore 13,00 – Pausa pranzo
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Ore 14,30 – Relazioni
Presiede
Elio Tavilla
Università di Modena e Reggio Emilia
 
Mario Fanti
Sovrintendente onorario dell’Archivio Generale Arcivescovile di Bologna
L’Archivio del Battistero della Cattedrale di Bologna: origini e vicende
 
Matteo Rossini
Archivio Generale Arcivescovile di Bologna
I registri pretridentini del Battistero della Cattedrale di Bologna
 
Massimo Ronchini
Archivio Storico Diocesano di Ravenna-Cervia
Le registrazioni pretridentine del Battistero di Ravenna
 
Milo Spaggiari
Archivio Storico Diocesano di Reggio Emilia
Le registrazioni battesimali pretridentine della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla
 
Don Alfredo Bianchi
Archivio Archivio Arcivescolvile di Parma
L’Archivio del Battistero di Parma
 
Conclusioni
Elio Tavilla
Università di Modena e Reggio Emilia
 
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
C.so Vittorio Emanuele, 59
41121 Modena
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L’attività accademica è sostenuta dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Con il contributo di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Comune di Modena
 

Fonti musicali in rete - Seminario   04 ottobre 2013 ore 10-17

standard descrittivi e sistemi informativi

ARCHIVIO DI STATO - Modena
BIBLIOTECA ESTENSE UNIVERSITARIA
CEDOC - Modena


STANDARD DESCRITTIVI E SISTEMI INFORMATIVI
Modena, venerdì 4 ottobre 2013, dalle 10 alle 17
Accademia di Scienze Lettere ed Arti - Sala dei Presidenti


SEMINARIO
programma

ore 9,30: registrazione partecipanti
(numero chiuso, previa iscrizione via e-mail)

ore 10: ANGELO POMPILIO, Università degli studi di Bologna
"Corago": un archivio e repertorio delle fonti per il teatro d'opera

ore 12: MASSIMO GENTILI TEDESCHI, Ufficio Ricerca Fondi Musicali - Biblioteca Nazionale Braidese
La guida alla catalogazione in SBN Musica.
Musica e libretti a stampa.
Registrazioni sonore, video e risorse elettorniche musicali


ore 14: Pausa

ore 15: Mauro Tosti Croce, Direzione Generale degli Archivi
I beni musicali tra archivi e biblioteche: la necessità di un'integrazione

info: Maria Carfì - Oriella Zanasi
Archivio di Stato Modena
059/230549 - fax 059/244240
e-mal: mariacrfi@beniculturali.it
www.asmo.beniculturali.it

in collaborazone con:
Accademia di Scienze Lettere ed Arti
con il patrocinio di:
Anai - sezione Emilia Romagna
AIB - sezione Emilia Romagna



 

Lunedì 30 settembre l'Accademia sarà aperta solo dalle 9 alle 13   30 settembre 2013 9-13

Si avvisano tutti gli utenti che lunedì 30 settembre
l'Accademia sarà aperta solo dalle 9 alle 13.

Modena per Gabriele d'Annunzio nel 150° anniversario della nascita   27 settembre 2013 ore 16

Ciclo di conferenze - 5 incontri dal 18 al 27 settembre 2013

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena 
Sezione di Storia Lettere e Arti
  
Modena per Gabriele d'Annunzio
nel 150° anniversario della nascita 1863-2013


L’Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Modena dedica nell’anniversario della nascita del poeta un ciclo di conferenze, rivolte ad illustrare alcuni degli aspetti più significativi e caratterizzanti della sua opera in rapporto alla cultura e all’arte del suo tempo. 
Il poeta delle “Laudi”, Il romanziere del “Piacere”, il drammaturgo della “Figlia di Iorio”, l’audace volatore della Grande Guerra, il focoso amante, sono i volti più conosciuti del personaggio, protagonista acclamato e discusso delle cronache letterarie, mondane, belliche e politiche italiane ed europee per oltre quarant’anni fra Ottocento e Novecento.
Ha vissuto la letteratura come la realtà e la realtà come un romanzo d’avventura, ispirandosi sempre a modelli eccelsi; forte di una concezione sontuosa di sé, dei propri mezzi eccezionali e di intuizioni folgoranti, è stato anche uomo politico di successo.
Assume come modelli comportamentali i prìncipi del cinquecento italiano, con una prodigalità esagerata che gli causa ricorrenti disagi economici ed infine si ritira nello splendido isolamento del Vittoriale, vivendo gli ultimi bagliori della propria decadenza anche fisica in una sorta di esilio dorato e nel ricordo della breve gloria della conquista della città istriana.
Partecipa in pieno ai rivolgimenti artistici del primo Novecento come protagonista immaginifico delle correnti più avanzate, talvolta anche in contrasto con esse, dal simbolismo, al divisionismo, al futurismo, al decadentismo.
Le sessioni di studio in programma percorrono la sua sterminata e raffinata produzione poetica e letteraria e il suo culto dello spettacolo espresso dalla passione per il teatro; citano i ricorrenti riferimenti al mondo classico come costante modello d’ispirazione; danno prova della vocazione politica manifestata con l’impresa di Fiume e commentano criticamente la sua capacità di coinvolgere artisti di differente orientamento espressivo nell’illustrazione figurativa delle sue opere.
La Grande Guerra ha rappresentato per il poeta un’occasione per riproporsi come combattente valoroso, protagonista di imprese epiche precedute da violenti discorsi interventistici pronunciati con grande eloquenza.
Le azioni belliche di cui è stato ideatore e protagonista, condotte coraggiosamente con sprezzo del pericolo ebbero risonanza internazionale.
 
il Presidente della Sezione
Emilio Montessori
 
 1- Gabriele d’Annunzio poeta e drammaturgo

Prof. Giorgio Zanetti dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia:
Dipartimento di Educazione e Scienze Umane
mercoledì 18 settembre ore 16
 

Un anniversario – e nel 2013 ricorre il 150° dalla nascita di Gabriele d’Annunzio – può certo costituire l’occasione per ripensare criticamente, ma anche più serenamente che in passato, alla luce di nuove ricerche e grazie alla accresciuta  distanza temporale, una figura tanto controversa quanto ricca e versatile come quella del poeta pescarese. L’ intervento si propone quindi di offrire una sintesi  al tempo stesso del poliedrico personaggio e della sua multiforme attività di scrittore e di intellettuale. E naturalmente per introdurre alla conoscenza di d’Annunzio non si può che partire dalla sua vita, “una vita di  poeta”, a cui, come ebbe a scrivergli Paul Valéry, “ non mancano né l’eroismo, né il genio, né l’arte, né la voluttà, né l’azione, né l’invenzione dei giardini, né la tenerezza per gli amici”. Invero, nel suo spericolato gioco di maschere e di specchi fra arte e vita  d’Annunzio ha costruito la sua stessa avventura di poeta alla stregua di una grande favola divistica, di una vera leggenda con il suo potere di seduzione mimetica. E non stupisce che egli muovesse alla ricerca, di là dall’élite borghese dei lettori colti, di una forma di contatto con il popolo, con la precoce consapevolezza delle trasformazioni di ordine estetico e antropologico prodotte dall’avvento di una società e di una cultura di massa. Di qui l’unità e la coerenza profonde di un’esperienza in cui il sortilegio musicale della parola lirica può convivere con l’ardua scommessa di un teatro nuovo fondato sul rito, unendo Dante con Shakespeare nel progetto, comune al poeta e al drammaturgo, di riportare la modernità in circuito con le origini  per approdare infine a una “nuova mitologia”.
Giorgio Zanetti
 
2- Gabriele d’Annunzio: “La lussuria della parola”

lettura di brani d’opera: romanzi, poesie, testi teatrali, sceneggiature cinematografiche, saggi a cura del gruppo teatrale “Lo spazio” di Modena, diretto da Valentino Borgatti
sabato 21 settembre ore 16
 

Eugenio Montale definiva Gabriele d’Annunzio come una “ineludibile presenza”.
Il gruppo teatrale intende offrire agli ascoltatori la possibilità di assumere una personale critica posizione nei confronti della definizione sopracitata; (e anche di tante altre che verranno presentate anticipatamente alla lettura). Dal punto di vista della comunicazione attoriale il gruppo teatrale ha scelto di farne emergere il dato fonico; (Francesco Flora parlava di “massimo di vibrazione fonica”).
Il gruppo vuole sottolineare le caratteristiche di un linguaggio, sicuramente datato,  ma che specialmente nei testi teatrali si presenta con una nuova e propria costruzione.
Testi:
INITIUM da PRIMO VERE 1880
IN VANO da POEMA PARADISIACO 1893
I POETI da POEMA PARADISIACO 1893
IL PIACERE 1889
LANS VITAE da MAIA 1903
L’INNOCENTE 1892
LA PIOGGIA NEL PINETO da ALCYONE 1903
LA SERA FIESOLANA 1903
FRANCESCA DA RIMINI 1902
LE QUATTRO ASSI da NOTTURNO 1921
A BARBARA LEONI 1890
LA CROCIATA DEGLI INNOCENTI 1920
LA FIGLIA DI JORIO 1904
NON SCRIVO da NOTTURNO 1921
ORA CHE SO dal LIBERO SEGRETO 1935
PIU’ ATTENDO dal LIBRO SEGRETO 1935
CERTO IO dal LIBRO SEGRETO 1935
Valentino Borgatti
 
3- Gabriele d’Annunzio: «Non nisi grandia canto»: i motti latini del Vittoriale di d’Annunzio

commentati dalla Prof.ssa Patrizia Paradisi del Liceo Classico L. A. Muratori di Modena
martedì 24 settembre ore 16
 

D’Annunzio e il latino: un binomio tanto pervasivo nell’opera in versi e in prosa del Vate, quanto evidente a chiare lettere per chiunque si inoltri nel Vittoriale, il monumento che il Comandante, reduce dall’impresa di Fiume, eresse sulle rive del Garda a testimonianza del suo vivere inimitabile.
E tuttavia questo rapporto così stretto e profondo con la lingua di Roma da parte del più moderno e innovativo fra i poeti italiani a cavallo dei due secoli merita di essere approfondito più di quanto sia stato fatto finora nelle sue innumerevoli sfaccettature.
In questa occasione, dopo un breve inquadramento della questione, si prenderanno in esame alcuni dei motti latini presenti al Vittoriale (e non solo), per cercare di decifrarne il significato criptico (anche in relazione alla loro collocazione), e rintracciarne le eventuali allusioni e i riferimenti più o meno abilmente dissimulati agli autori classici, o la provenienza dai libri di imprese cinque-seicenteschi (se ne può indicare un altro, dopo quello segnalato da Scevola Mariotti come fonte del celeberrimo «Io ho quel che ho donato»).    
Patrizia Paradisi
 
4- Gabriele d’Annunzio politico: la “Carta del Carnaro”

Dott. Alessandro Agrì dottorando in Storia del Diritto Medievale e Moderno
Università Bicocca Milano
giovedì 26 settembre ore 16
 

I sedici mesi di governo dannunziano a Fiume sono stati oggetto di animati dibattiti a partire dal “Natale di sangue” sino ai giorni nostri.
Il fiumanesimo è stato talvolta giudicato quale mero antefatto del fascismo (così come d’Annunzio è stato etichettato il “Giovanni Battista del fascismo”), tuttavia non si può dimenticare che nell’immediato dopoguerra alcuni movimenti sindacalisti si sono ad esso ispirati per trasferire in Italia gli ideali del fiumanesimo.
L’impresa di Fiume, sorta con l’obiettivo caldeggiato dai nazionalisti italiani di annettere l’antica Tarsatica alla madrepatria, si trasforma progressivamente in un laboratorio rivoluzionario in cui artisti, politici, soldati e avventurieri creano una “contro-società delle Nazioni”, che mira a federare in una Lega tutti i popoli oppressi dalla prepotenza accentratrice dei rispettivi Governi.
Da “causa del suolo”, legata a motivi di rivendicazione territoriali, Fiume diventa anche “causa universale dell’anima”: ha inizio una rivoluzione esistenziale che per certi aspetti anticipa i moti sessantottini.
Oltre agli aspetti più stravaganti e “sopra le righe”, d’Annunzio, mosso dallo spirito egalitario e solidale, giunge ad annullare i gradi nell’esercito, ed a esaltare l’autonomismo dei Comuni e l’autogestione delle Corporazioni, rievocando il “bel Medioevo” italiano.
La città di Fiume, nell’impossibilità immediata di annessione all’Italia, viene trasformata in “Reggenza italiana del Carnaro”, riceve e custodisce un avveniristico documento giuridico, la “Carta del Carnaro”, che, nel segno del federalismo, regola la vita dei cittadini, istituisce i tribunali, il governo e gli organi legislativi, accoglie la dottrina del sindacalismo rivoluzionario ed assicura pari diritti civili e politici alle donne, uguaglianza sostanziale, laicità, democrazia diretta, diritto al lavoro e rispetto delle “diversità” etniche e culturali.
A novantatré anni dalla sua redazione e nonostante sia rimasta in vitro, i temi audacemente affrontati dalla Carta sono al centro del dibattito socio-politico del ventunesimo secolo ed ancora fatalmente moderni.
Alessandro Agrì
 
5- Gabriele d’Annunzio “illustrato” da De Carolis a Bonzagni tra Classicismo, Liberty, Espressionismo

Prof. Agostino De Pretis e Prof.ssa Caterina Monari Liceo Classico San Carlo di Modena
venerdì 27 settembre ore 16
 

Il periodo corrispondente ai primi due decenni del Novecento ospita non solo una fucina straordinaria di elaborazioni d’avanguardia in campo artistico ma è anche prolungamento, attraverso esiti ulteriori, dell’eclettismo e della cultura Liberty tardottocenteschi.
D’Annunzio avverte in ambito italiano la resistenza al “nuovo” introdotto da un futurismo dilagante e iconoclastisco nei riguardi dei valori del passato. Egli personifica al meglio, sino a diventarne l’emblema, tale clima conservatore, incarnando nondimeno il bisogno diffuso di una sensualità appagante e morbosa, già percepibile in area europea a livello del simbolismo  fin-de-siecle.
Il “Vate” è consapevole, inoltre, che per radicarsi più efficacemente nel pubblico deve ricorrere a uno stuolo di artisti di supporto, un vero entourage o scuderia di pittori, incisori, musicisti, disponibili a tradurre o meglio traslitterare nelle altre forme espressive la scrittura dannunziana.
Al ricco vivaio di artisti al suo servizio - si aggiunge poi - ma ciò non sminuisce la rilevanza del personaggio, anzi ne è quasi il contraltare necessario e complementare – la presenza di un’ala di “illustratori” dissidenti o meglio intenti a denigrarlo nei toni irriverenti o sarcastici della satira.
Se tra i primi, filodannuziani, spicca come il più impegnato Adolfo De Carolis, la cui attività al servizio dello scrittore si spalma quasi per intero nell’arco del primo ventennio del secolo (iniziando con la Francesca da Rimini, del 1902, e concludendosi con i francobolli per Fiume italiana, del 1920), tra i secondi il più intrigantemente corrosivo e artisticamente aggiornato, nei modi espressionistici, è senz’altro Aroldo Bonzagni, la cui breve parabola si concluderà nel 1918.
Agostino De Pretis e Caterina Monari
 
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena -
C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena - www.accademiasla-mo.it  -   info@accademiasla-mo.it  - tel e fax 059 225566
 
L’attività accademica è sostenuta dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena


Con il contributo di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Comune di Modena

CHIUSURA ESTIVA   01 settembre 2013 chiusura

DAL 22 LUGLIO AL 1° SETTEMBRE

L'Accademia di Scienze Lettere ed Arti,
chiuderà al pubblico dal 22 luglio al 1° settembre.
Riaprirà dal 2 settembre 2013,
con l'orario dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.

Tesori di carte - sesto incontro   26 giugno 2013 ore 16

Oltre i confini: da Modena e da Reggio lungo le strade d'Europa

In collaborazione con 
Archivio di Stato - Modena


Tesori di carte


sesto incontro

Mercoledì 26 giugno - ore 16
  
Sala dei Presidenti 
 
Oltre i confini: da Modena e da Reggio lungo le strade d’Europa
 

a cura di Paola Foschi
 
 
Le antiche e preziose carte topografiche, piante e mappe conservate nel Mappario Estense mostrano il connubio fra bellezza della realizzazione e pregnanza di significato impiegata dai cartografi del passato nello svolgimento del loro lavoro al servizio dei regnanti e dello Stato. Nel quadro delle colline, pianure, montagne delineato da periti agrimensori e disegnatori spiccano le strade, veicoli di circolazione di idee, di culti, di merci, di persone fra una regione e l’altra d’Europa. Vederle delineate nelle mappe acquerellate o solo tracciate a penna offre l’occasione per riflettere sul significato delle strade nella storia degli Stati e delle civiltà. Infatti la cartografia storica offre importanti elementi nel riconoscimento delle strade antiche, dal Medioevo ad oggi, nella ricostruzione delle numerose varianti che esse subirono nei secoli, purché se ne esaminino le diverse consuetudini grafiche, le convenzioni utilizzate, le abilità personali dei cartografi. Il Mappario Estense in particolare è una grande raccolta che presenta proprie caratteristiche di formazione e proprie suddivisioni interne, che sottintende legami con le pratiche amministrative da cui furono estratte le piante e le mappe e quindi deve essere letto e interpretato in questa sua peculiarità archivistica. Le sue piante e mappe, le sue ampie corografie permettono di riconoscere i tracciati e le tappe delle strade che da Modena si snodavano fra il Cinquecento e l’Ottocento verso la pianura, il Po e la Lombardia e di qui verso le regioni d’Oltralpe; allo stesso modo vengono tracciate le strade da Reggio verso il Nord. Viceversa le strade che da Modena e da Reggio salivano verso l’Appennino permettono di ricostruire i percorsi verso la Garfagnana e la Lunigiana e da qui verso la Liguria e il Mare Mediterraneo oppure verso la Toscana, Roma e l’Italia meridionale.
 
 
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Libri e biblioteche. L'impegno civile di Luigi Balsamo   19 giugno 2013 9,30-13,30

Convegno

In collaborazione con 
Archivio di Stato - Modena
Biblioteca Estense - Modena
Istituto per i Beni culturali della Regione Emilia-Romagna
Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Con il patrocinio di
AIB
Univesità degli Studi di Parma

Convegno

Libri e biblioteche. L'impegno civile di Luigi Balsamo

Mercoledì 19 giugno - dalle 9,30 alle 13,30
  
Sala dei Presidenti 
 
Programma:
9,30 - registrazione - 9,45 - saluti
Introduce: Euride Fregni - Coordina: Luca Bellingeri
10,15 - Rosaria Campioni: Luigi Balsamo soprintendente bibliografico in Emila.
10,45 - Alberto Salarelli: Quando le biblioteche fanno sistema: pensiero e prassi di Luigi Balsamo.
11,15 - Maurizio Festanti: Lugi Balsamo: un maestro.
11,45 break
12,00 - Giorgio Montecchi: Luigi Balsamo bibliografo.
12,30 - Pierangelo Bellettini: Luigi Balsamo direttore de "la Bibliofilia".
13,00 - Alberto Petrucciani: Balsamo e l'AIB: nella vita dell'associazione professionale dei bibliotecari.
13,30 - conclusione dei lavori

Giornata di studi in memoria di Luigi Balsamo, a sei mesi dalla sua scomparsa,
dal titolo Libri e biblioteche. L’impegno civile di Luigi Balsamo.
Il convegno si articolerà in sei interventi, volti a ricostruire l’attività e l’impegno di Balsamo come Soprintendente bibliografico, nella sua attività di docente, come bibliografo, come direttore de “La Bibliofilia”, in relazione all’esperienza delle reti bibliotecarie ed all’interno dell’Associazione italiana Biblioteche, nell’intento di fornire un’immagine il più possibile completa ed articolata del ruolo svolto dal collega scomparso in mezzo secolo di attività professionale.

​ 
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena 
C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena
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Con il contributo di:
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Musei da gustare   14 giugno 2013 ore 16-19

Storie vicine di mondi lontani: percorsi tra spazio e tempo nelle opere di astronomia della Biblioteca dell'Accademia di Scienze Lettere ed Arti - conversazione con il Prof. Mario Umberto Lugli

Musei da gustare - Lontano e Vicino

venerdì 14 giugno 2013 - dalle 16 alle 19

Sala dei Presidenti

 
Storie vicine di mondi lontani: percorsi tra spazio e tempo nelle opere
di astronomia della Biblioteca dell’Accademia di Scienze
Conversazione con il Prof. Mario Umberto Lugli.

La Biblioteca dell’Accademia
conserva numerose opere che testimoniano il progresso tecnico-scientifico
dell’astronomia, i mutamenti culturali e le ripercussioni sociali.
Di questi volumi, spesso rari e spettacolari, di grande impatto emotivo,
è stato pubblicato il catalogo a cura di Mario U. Lugli. Attraverso le sue
pagine si schiude un itinerario che offre non solo agli studiosi ma anche
ai “curiosi del cielo” la conoscenza “da vicino” di libri che trattano
di mondi lontani. Tra i protagonisti di questo cammino nella storia alla
scoperta dello spazio profondo, compaiono gli astronomi modenesi con
le loro opere.
Seguirà una visita guidata, attraverso le splendide sale di uno dei palazzi
nobiliari più belli della Modena ducale, alla Mostra dei volumi d’astronomia
e alla straordinaria Biblioteca dell’Accademia, ricca di più di
160.000 volumi.

Laureato in Fisica e specializzato nella didattica della materia, Mario Umberto
Lugli è Direttore onorario - già effettivo - del Civico Planetario di Modena, di
cui è stato uno dei fondatori; è socio, oltre che dell’Accademia di Scienze, di prestigiose istituzioni nazinali. Curatore di mostre su temi astronomici, è autore di numerose pubblicazioni, alcune dedicate ad astronomi modenesi: Pietro Tacchini (2001), Geminiano Montanari (2004), Carlo Bonacini (2006), Giuseppe Bianchi (2007), Annibale Riccò (2009).
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena
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Con il contributo di:
 
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Banca Popolare dell’Emilia Romagna - Comune di Modena

Archeologia tra città e territorio   12 giugno 2013 ore 15,30

Visita studio all'Abbazia di Nonantola con Prof.ssa Budriesi

Mercoledì 12 giugno, ore 15,30 - VISITA STUDIO ALL'ABBAZIA DI NONANTOLA, visita guidata dalla prof.ssa Roberta Budriesi 

A conclusione del corso "Archeologia tra Città e territorio" sarà effettuata una visita guidata di studio all'Abbazia di Nonantola, visita guidata dalla prof.ssa Budriesi.
L'appuntamento con i partecipati  è per mercoledì 12 giugno alle ore 15,30 dinnanzi al portale della basilica; la visita proseguirà poi all'interno dell'abbazia entrando dal Museo Diocesano.
La spesa per l'ingresso al Museo è a carico dei partecipanti. 
Per ragioni organizzative gli interessati sono pregati di dare l'adesione presso la segreteria dell'Accademia personalmente o per posta elettronica (info@accademiasla-mo.it)

Archeologia tra città e territorio   05 giugno 2013 ore 15 - 18

Il significato della copia dalla finalizzazione evocativa dell'immagine al suo uso nella conservazione

In collaborazione con 

Cultura e Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia


a.a. 2012 / 2013
ARCHEOLOGIA TRA CITTA’ E TERRITORIO
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Corso Vittorio Emanuele,59 – Modena
mercoledì dalle ore 15 alle ore 18
 
Il Corso di “Archeologia tra città e territorio” dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Corso di Laurea in S.B.A.N.C., 3 CFU, Settore Scientifico Disciplinare L-ANT/08) potrà essere fruito dagli Studenti dell’Ateneo. Il Corso rientra anche nelle attività culturali dell’Associazione “Cultura e Vita” e dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena. Le lezioni e le attività seminariali, relative quest’anno a “Città e territorio : segni dal passato” si svolgeranno presso la predetta Accademia e verteranno su nuove acquisizioni e scoperte in àmbito nazionale e internazionale. Si cercheranno, secondo le letture più avanzate, segni dal passato, della vita che esce dai monumenti e dalla loro storia, dalle loro policromie, anche da eventi quali i sismi che allora come ora colpirono uomini e case, dai restauri, dalle aree funerarie, dalle fonti documentarie, in un percorso cui concorrono dati nuovi per la comprensione dell’età che va dal tardoantico al medioevo. Il Corso, tenuto e coordinato dalla Prof. Roberta Budriesi, secondo la natura fortemente innovativa instaurata negli ultimi anni accademici, si avvarrà anche della partecipazione di illustri competenze specialistiche internazionali e nazionali. La Prof. Roberta Budriesi affiancherà costantemente i singoli relatori per garantire l’omogeneità del quadro fornito e sviluppare, attraverso il dibattito, approfondimenti specifici.
 

5 giugno 2013 - Il significato della copia dalla finalizzazione evocativa dell'immagine al suo uso nella conservazione
Prof. Maria Cristina Improta, Direttore Restauro Materiali Lapidei, Opificio delle Pietre Dure, Firenze

 
mercoledì 12 giugno, ore 15,30 - VISITA STUDIO ALL'ABBAZIA DI NONANTOLA, visita guidata dalla prof.ssa Roberta Budriesi 

A conclusione del corso "Archeologia tra Città e territorio" sarà effettuata una visita guidata di studio all'Abbazia di Nonantola, visita guidata dalla prof.ssa Budriesi.
L'appuntamento con i partecipati  è per mercoledì 12 giugno alle ore 15,30 dinnanzi al portale della basilica; la visita proseguirà poi all'interno dell'abbazia entrando dal Museo Diocesano.
La spesa per l'ingresso al Museo è a carico dei partecipanti.
Per ragioni organizzative gli interessati sono pregati di dare l'adesione presso la segreteria dell'Accademia personalmente o per posta elettronica (info@accademiasla-mo.it)
 

Tesori di Carte - quinto incontro - Sala Presidenti   29 maggio 2013 ore 16

Notizie da Venezia nei dispacci degli agenti Vezzosi e Donà nel sec. XVII

Tesori di Carte
 
quinto INCONTRO
  
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
 

Mercoledì 29 maggio - ore 16
 

Sala dei Presidenti
 
 
 Notizie da Venezia
nei dispacci degli agenti Vezzosi e Donà nel sec. XVII
 
 
a cura di Rosa Lupoli
 
 
 
I dispacci da Venezia di due corrispondenti dei Duchi di Modena nel sec. XVII, - rispettivamente Don Pietro Donado e Giovan Francesco Vezzosi – tratti dal ricco Fondo Archivistico del Carteggio Ambasciatori nell’Archivio di Stato di Modena, ci aprono prospettive inedite di lettura sull’informazione politica nel Ducato Estense, poiché tramite avvisi manoscritti segreti  (il Donado) e avvisi e Relazioni a stampa (il Vezzosi), riportano il quadro politico degli avvenimenti dell’Europa del sec. XVII: un cannocchiale su un mondo agitato con le parole della storia!
 
 
 
 
 
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L’attività accademica è sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
 
Con il contributo di:
 
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Comune di Modena

Archeologia tra città e territorio - Sala Muratori   29 maggio 2013 ore 15 - 18

Terremoti e monumenti

in collaborazione con 

Cultura e Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia


a.a. 2012 / 2013
ARCHEOLOGIA TRA CITTA’ E TERRITORIO
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Corso Vittorio Emanuele,59 – Modena
mercoledì dalle ore 15 alle ore 18 - Sala Muratori
 
Il Corso di “Archeologia tra città e territorio” dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Corso di Laurea in S.B.A.N.C., 3 CFU, Settore Scientifico Disciplinare L-ANT/08) potrà essere fruito dagli Studenti dell’Ateneo. Il Corso rientra anche nelle attività culturali dell’Associazione “Cultura e Vita” e dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena. Le lezioni e le attività seminariali, relative quest’anno a “Città e territorio : segni dal passato” si svolgeranno presso la predetta Accademia e verteranno su nuove acquisizioni e scoperte in àmbito nazionale e internazionale. Si cercheranno, secondo le letture più avanzate, segni dal passato, della vita che esce dai monumenti e dalla loro storia, dalle loro policromie, anche da eventi quali i sismi che allora come ora colpirono uomini e case, dai restauri, dalle aree funerarie, dalle fonti documentarie, in un percorso cui concorrono dati nuovi per la comprensione dell’età che va dal tardoantico al medioevo. Il Corso, tenuto e coordinato dalla Prof. Roberta Budriesi, secondo la natura fortemente innovativa instaurata negli ultimi anni accademici, si avvarrà anche della partecipazione di illustri competenze specialistiche internazionali e nazionali. La Prof. Roberta Budriesi affiancherà costantemente i singoli relatori per garantire l’omogeneità del quadro fornito e sviluppare, attraverso il dibattito, approfondimenti specifici.

29 maggio 2013 Terremoti e monumenti
Prof. Roberta Budriesi, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

 
5 giugno 2013 I lavori in corso del Settore di Restauro dei Materiali Lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
Prof. Maria Cristina Improta, Direttore Restauro Materiali Lapidei, Opificio delle Pietre Dure, Firenze
 
Escursione di studio a monumenti e siti di particolare significato per le tematiche trattate, guidata dalla prof. Roberta Budriesi

Gli Archivi delle Istituzioni Comunitarie e la Politica di trasparenza dell'Unione Europea   28 maggio 2013 ore 15 - 17

a cura di Roland Rölker

In collaborazione con
Archivio Segreto Estense
Archivio di Stato di Modena


Sala dei Presidenti
  
martedì 28 maggio - ore 15.00 - 17.00
 
 Gli Archivi delle Istituzioni comunitarie e la politica di trasparenza dell’Unione Europea
 
a cura di Roland Rölker
 
conferenza di chiusura dell’a.s. 2012-2013
della scuola di archivistica, paleografia e diplomatica (biennio 2012-2014)
 
 
 
 
 
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena
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L’attività accademica è sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

 Con il contributo di:  
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Comune

L'Orchestra di corte estense nel 1600   24 maggio 2013 ore 16

Gli antenati violinisti di Carlo Goldoni e la famiglia Colombi

Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
 
Sezione di Storia Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
venerdì 24 maggio 2013 - ore 16
 
Giovanni Indulti, relatore
Elena Khabarova e Stefano Raccagni, violini
Francesca Villiot, violoncello
 
L'Orchestra di Corte estense nel 1600 :
gli antenati violinisti di Carlo Goldoni e la famiglia Colombi

 
Tra i violinisti-compositori modenesi della seconda metà del Seicento, Giuseppe Colombi è recentemente stato «riscoperto» dalla musicologia internazionale, e portato ad esempio per contestare la pretesa superiorità tecnica dei violinisti tedeschi rispetto a quelli italiani, nell'epoca che immediatamente precede quella di Johann Sebastian Bach. Figlio di Giovanni Battista, detto «il Zoppo del violone», e fratello di Lodovico, suonatore di viola e violone, Giuseppe Colombi fu a suo tempo autorevole collega e rivale di Giovanni Maria Bononcini. Recenti acquisizioni consentono di ricostruirne alcune vicende professionali e familiari, e possono integrare le ricerche condotte da Gino Roncaglia su questo non trascurabile musicista modenese.
Tra i componenti l'orchestra di corte, due violinisti, Francesco e Francesco Maria Guldoni, sono ascendenti diretti di Carlo Goldoni. Alcuni documenti dell'Archivio di Stato di Modena consentono di identificarli in buona sicurezza con antenati presenti nella genealogia di Carlo Goldoni ricostruita da Spinelli e Vicini.
 
La S.V. è invitata
il Presidente della Sezione
prof. arch. Emilio Montessori
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena
www.accademiasla-mo.it      info@accademiasla-mo.it       tel e fax 059 225566
 
Con il contributo di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Comune di Modena

L'ordinamento giudiziario nei territori estensi di antico regime (secc. XV-XVIII)   23 maggio 2013 ore 16 - 17

ciclo conferenze a cura di Elio Tavilla

in collaborazione con
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA 
ARCHIVIO SEGRETO ESTENSE


Sala dei Presidenti

giovedì 9 – 16 – 23 maggio 2013
ore 16.00 - 17.00
 
 
L’ordinamento giudiziario nei territori estensi di antico regime (secc. XV-XVIII)
 
ciclo di conferenze
 
nell’ambito delle lezioni della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica
dell’Archivio di Stato di Modena
 
a cura di Elio Tavilla
 
(ordinario di storia del diritto medievale e moderno dell’Università di Modena e Reggio Emilia)
 
 
 
L’ordinamento giudiziario nei territori estensi, come in altre consimili aree geopolitiche d’antico regime, si radica in una realtà pluriordinamentale caratterizzata dalla persistenza e dalla convivenza di differenti autonomie: quella municipale, quella feudale, quella ecclesiastica, solo per citare le più importanti. Le prerogative principesche entrano in gioco a partire dal sec. XV attraverso la creazione di “grandi tribunali” e, in area estense in particolare, con il Consiglio di Giustizia. Operando una progressiva erosione delle giurisdizioni (specialmente di quelle cittadine), il principato costruisce un ordinamento parallelo e “superiore”, capace di assicurare forme di giustizia privilegiata, rapida ed equitativa. Le articolazioni in giustizia civile, criminale e “mista” confermano, pur nella specificità delle procedure e degli obiettivi, tale quadro d’insieme. La comprensione delle dinamiche sottostanti e dei relativi meccanismi processuali non soltanto permette una migliore comprensione delle carte conservate nei fondi giudiziari, ma fornisce un utile strumento interpretativo della dialettica istituzionale che costantemente si affaccia nelle molteplici evidenze documentarie di differente natura (corrispondenze, relazioni, memoriali, petizioni, ecc.).
 
 
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena
www.accademiasla-mo.it      info@accademiasla-mo.it       tel e fax 059 225566
 
 
 

Archeologia tra città e territorio - Sala Muratori   22 maggio 2013 ore 15 - 18

Quando le cattedrali non erano bianche: medioevo colorato

in collaborazione con 
Cultura e Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia


a.a. 2012 / 2013
ARCHEOLOGIA TRA CITTA’ E TERRITORIO
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Corso Vittorio Emanuele,59 – Modena
mercoledì dalle ore 15 alle ore 18 - Sala Muratori
 
Il Corso di “Archeologia tra città e territorio” dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Corso di Laurea in S.B.A.N.C., 3 CFU, Settore Scientifico Disciplinare L-ANT/08) potrà essere fruito dagli Studenti dell’Ateneo. Il Corso rientra anche nelle attività culturali dell’Associazione “Cultura e Vita” e dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena. Le lezioni e le attività seminariali, relative quest’anno a “Città e territorio : segni dal passato” si svolgeranno presso la predetta Accademia e verteranno su nuove acquisizioni e scoperte in àmbito nazionale e internazionale. Si cercheranno, secondo le letture più avanzate, segni dal passato, della vita che esce dai monumenti e dalla loro storia, dalle loro policromie, anche da eventi quali i sismi che allora come ora colpirono uomini e case, dai restauri, dalle aree funerarie, dalle fonti documentarie, in un percorso cui concorrono dati nuovi per la comprensione dell’età che va dal tardoantico al medioevo. Il Corso, tenuto e coordinato dalla Prof. Roberta Budriesi, secondo la natura fortemente innovativa instaurata negli ultimi anni accademici, si avvarrà anche della partecipazione di illustri competenze specialistiche internazionali e nazionali. La Prof. Roberta Budriesi affiancherà costantemente i singoli relatori per garantire l’omogeneità del quadro fornito e sviluppare, attraverso il dibattito, approfondimenti specifici.
 
22 maggio 2013 Quando le cattedrali non erano bianche: medioevo colorato
Dott. Massimo Fava, Dottore di ricerca
 
29 maggio 2013 Terremoti e monumenti
Prof. Roberta Budriesi, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
 
5 giugno 2013 I lavori in corso del Settore di Restauro dei Materiali Lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
Prof. Maria Cristina Improta, Direttore Restauro Materiali Lapidei, Opificio delle Pietre Dure, Firenze
 
Escursione di studio a monumenti e siti di particolare significato per le tematiche trattate, guidata dalla prof. Roberta Budriesi

Gemme d'Europa   22 maggio 2013 ore 16 - 18

Dai documenti di Casa d'Asburgo-Este dell'Archivio di Stato di Modena le origini del Museo Universitario Mineralogico Gemma 1786

In collaborazione con    
UNIMORE - Università Degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche
Gemma 1786
Archivio Segreto Estense
 

Sala dei Presidenti
 
mercoledì 22 maggio 2013 - ore 16 – 18
 
incontro sul tema 
 
Gemme d’Europa
Dai documenti di Casa d’Asburgo-Este dell’Archivio di Stato di Modena
Le origini del MUseo Universitario Mineralogico Gemma 1786
 
a cura di Milena Bertacchini, Marco Maria Coltellacci, Valentina Rovatti
 
Esposizione dei due volumi olografi (1799-1800) di J.K. Megerle, curatore del Reale Museo di Vienna, relativi alla collezione austro-estense di minerali, oggi patrimonio del Museo Universitario Gemma 1786 e oggetto delle ricerche presentate in questo incontro. In visione anche alcuni esemplari della collezione.
 
Intervengono
 
Euride Fregni (Direttore dell’Archivio di Stato di Modena)
Sinergie tra istituti di conservazione e ricerca storica e istituti scientifico-museali

Franca Maria Brigatti (Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche UNIMORE)
L’evoluzione storica dei metodi di Classificazione mineralogica

Patrizia Cremonini (Archivio di Stato di Modena)
Complessità ed esiti della ricerca d’archivio condotta nei fondi austro-estensi dell’Archivio di Stato di Modena
 
In collaborazione con Archivio Storico – Comune di Modena
Si ringrazia la Biblioteca Estense Universitaria per l’attenzione offerta
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena
www.accademiasla-mo.it      info@accademiasla-mo.it       tel e fax 059 225566
 
L’attività accademica è sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
 
Con il contributo di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Università degli Studi di Modena
 

Nessun Dorma   18 maggio 2013 dalle 20,45

visite guidate e concerto Cembalo d'Europa

ACCADEMIA NAZIONALE DI SCIENZE LETTERE E ARTI DI MODENA
 
ore 20.45 e 22.15
Visite guidate alle sale della Biblioteca
(max 20 persone per gruppo)
a cura dell’Accademia Scienze Lettere e Arti di Modena
ore 21.30
Grandezze e Meraviglie - Festival Musicale Estense presenta
Cembalo d’Europa - Musiche europee fra Seicento e Settecento
Riccardo Castagnetti - Clavicembolo

L'ordinamento giudiziario nei territori estensi di antico regime (secc. XV-XVIII)   16 maggio 2013 ore 16-17

ciclo di conferenze (9-16-23 maggio 2013)

 in collaborazione con
ARCHIVIO DI STATO DI MODENA 
ARCHIVIO SEGRETO ESTENSE

Sala dei Presidenti

giovedì 9 – 16 – 23 maggio 2013
ore 16.00 - 17.00
 
 
L’ordinamento giudiziario nei territori estensi di antico regime (secc. XV-XVIII)
 
ciclo di conferenze
 
nell’ambito delle lezioni della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica
dell’Archivio di Stato di Modena
 
a cura di Elio Tavilla
 
(ordinario di storia del diritto medievale e moderno dell’Università di Modena e Reggio Emilia)
 
 
 
L’ordinamento giudiziario nei territori estensi, come in altre consimili aree geopolitiche d’antico regime, si radica in una realtà pluriordinamentale caratterizzata dalla persistenza e dalla convivenza di differenti autonomie: quella municipale, quella feudale, quella ecclesiastica, solo per citare le più importanti. Le prerogative principesche entrano in gioco a partire dal sec. XV attraverso la creazione di “grandi tribunali” e, in area estense in particolare, con il Consiglio di Giustizia. Operando una progressiva erosione delle giurisdizioni (specialmente di quelle cittadine), il principato costruisce un ordinamento parallelo e “superiore”, capace di assicurare forme di giustizia privilegiata, rapida ed equitativa. Le articolazioni in giustizia civile, criminale e “mista” confermano, pur nella specificità delle procedure e degli obiettivi, tale quadro d’insieme. La comprensione delle dinamiche sottostanti e dei relativi meccanismi processuali non soltanto permette una migliore comprensione delle carte conservate nei fondi giudiziari, ma fornisce un utile strumento interpretativo della dialettica istituzionale che costantemente si affaccia nelle molteplici evidenze documentarie di differente natura (corrispondenze, relazioni, memoriali, petizioni, ecc.).
 
 
 
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena - C.so Vittorio Emanuele, 59 – 41121 Modena
www.accademiasla-mo.it      info@accademiasla-mo.it       tel e fax 059 225566
 
 

 

Archeologia tra città e territorio   15 maggio 2013 ore 15-18

Città e territorio: segni del passato

in collaborazione con 
Cultura e Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

a.a. 2012 / 2013
ARCHEOLOGIA TRA CITTA’ E TERRITORIO
Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Corso Vittorio Emanuele,59 – Modena
mercoledì dalle ore 15 alle ore 18
 
Il Corso di “Archeologia tra città e territorio” dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Corso di Laurea in S.B.A.N.C., 3 CFU, Settore Scientifico Disciplinare L-ANT/08) potrà essere fruito dagli Studenti dell’Ateneo. Il Corso rientra anche nelle attività culturali dell’Associazione “Cultura e Vita” e dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena. Le lezioni e le attività seminariali, relative quest’anno a “Città e territorio : segni dal passato” si svolgeranno presso la predetta Accademia e verteranno su nuove acquisizioni e scoperte in àmbito nazionale e internazionale. Si cercheranno, secondo le letture più avanzate, segni dal passato, della vita che esce dai monumenti e dalla loro storia, dalle loro policromie, anche da eventi quali i sismi che allora come ora colpirono uomini e case, dai restauri, dalle aree funerarie, dalle fonti documentarie, in un percorso cui concorrono dati nuovi per la comprensione dell’età che va dal tardoantico al medioevo. Il Corso, tenuto e coordinato dalla Prof. Roberta Budriesi, secondo la natura fortemente innovativa instaurata negli ultimi anni accademici, si avvarrà anche della partecipazione di illustri competenze specialistiche internazionali e nazionali. La Prof. Roberta Budriesi affiancherà costantemente i singoli relatori per garantire l’omogeneità del quadro fornito e sviluppare, attraverso il dibattito, approfondimenti specifici.
 
17 aprile 2013 Lezione introduttiva. Pluralità delle fonti
Prof. Roberta Budriesi, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
 
24 aprile 2013 I colori delle pietre : policromie medievali
Dott. Massimo Fava, Dottore di ricerca
 
8 maggio 2013 Archeologia funeraria e dati etnici
Dott. Gianluca Foschi, Specializzando in Beni Archeologici, Alma Mater Studiorum,
Università di Bologna
 
15 maggio 2013 Autonomie politiche cittadine in Italia e in Europa all’inizio del XII secolo
Prof. Glauco Cantarella, Alma Mater Studiorum,Università di Bologna
 
22 maggio 2013 Quando le cattedrali non erano bianche: medioevo colorato
Dott. Massimo Fava, Dottore di ricerca
 
29 maggio 2013 Terremoti e monumenti
Prof. Roberta Budriesi, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
 
5 giugno 2013 I lavori in corso del Settore di Restauro dei Materiali Lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze
Prof. Maria Cristina Improta, Direttore Restauro Materiali Lapidei, Opificio delle Pietre Dure, Firenze
 
Escursione di studio a monumenti e siti di particolare significato per le tematiche trattate, guidata dalla prof. Roberta Budriesi

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